Risultati da 1 a 10 di 10
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    Veneto, zona non contaminata
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    Talking onestà dei deputati diessini

    De Luca, candidato alla Camera per i Ds, indagato anche per falso e truffa
    Partono nuove informazioni di garanzia nell’inchiesta sugli interventi urbanistici a Salerno.
    Una dozzina almeno, quelle firmate ieri dal pubblico ministero Gabriella Nuzzi. Tre i nomi di maggior spicco nell’elenco dei destinatari: l’ex sindaco Vincenzo De Luca (Ds), protagonista di una polemica a distanza con il governatore della Campania Bassolino sulla questione morale, il sindaco Mario de Biase (anche lui diessino) e il presidente degli industriali napoletani Giovanni Lettieri.
    Nessuno dei tre ha ancora ricevuto materialmente il provvedimento, ma la notifica dovrebbe essere soltanto questione di ore.
    Falso e truffa sono i reati che vengono ipotizzati.
    Va detto che si tratta di un nuovo filone dell’inchiesta sulla riqualificazione di Salerno e in particolare dell’area Ideal Standard che nei mesi scorsi portò la procura alla formulazione di ipotesi accusatorie nei confronti sia di De Luca sia di De Biase.
    Stavolta il pm Nuzzi ha inoltrato al gip Gaetano Sgroia una richiesta di proroga di indagini e la legge prevede che in questo caso tutte le persone coinvolte nell’inchiesta debbano essere informate. Nei prossimi cinque giorni Sgroia deciderà se accettare, o meno, la richiesta del pubblico ministero.
    Il filone che ha portato il nome di Lettieri ad aggiungersi a quelli del sindaco e dell’ex sindaco (che avrebbero intenzione di candidarsi alle prossime elezioni comunali) riguarda la Mcm - Manifatture cotoniere meridionali - che è di proprietà del presidente dell’Unione industriali di Napoli.
    La variante urbanistica del 28 marzo 2003 prevedeva che l’azienda venisse spostata dall’area di Fratte, dove sorgeva da sempre, alla nuova zona industriale di Salerno, che è chiamata Asi.
    A Fratte il piano urbanistico prevede la realizzazione di interventi di “valorizzazione urbana e ambientale”. Vale a dire un ipermercato, una galleria commerciale di 45 mila metri quadrati, un centro direzionale, bar e ristoranti, appartamenti parcheggi.
    E ancora: tre parchi tematici e una piazza. Il tutto con un investimento di 110 milioni di euro e la prospettiva di creare 1.500 posti di lavoro.
    Un fiore all’occhiello per l’amministrazione comunale salernitana, che all’epoca sottolineava con orgoglio come la delocalizzazione della Manifattura cotoniere meridionali coincidesse “con uno dei primi Piani integrati di riqualificazione urbana approvati in Campania”.
    Il tutto sarebbe dovuto ovviamente avvenire nel rispetto delle linee indicate dal Piano regolatore, ma già all’epoca quest’argomento fu al centro di uno scontro politico tra l’allora assessore all’Urbanistica Fausto Martino e il resto della giunta comunale.
    Al centro del conflitto l’innalzamento del fabbisogno di standard destinato a verde pubblico e a parcheggio, e il potenziamento delle infrastrutture dell’intera area nord di Salerno.
    Ora arriva l’indagine del pubblico ministero Gabriella Nuzzi che rileva nell’intera operazione una decina di falsi e una truffa ai danni dello Stato. E che con De Luca, De Biase e Lettieri ha messo sotto inchiesta numerosi amministratori e funzionari comunali e dirigenti della stessa Mcm e della Salerno Invest, la società che con le Manifatture cotoniere e con il Comune di Salerno avrebbe dovuto realizzare la riqualificazione dell’area di Fratte.
    Corriere della Sera del 28/03/06

  2. #2
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    Buchi nei conti della Regione, licenziato dirigente

    di Simona Brandolini e Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno del 12 maggio 2006

    Un caso che avrà lunghi strascichi. Lucio Multari, ex potente dirigente del settore Amministrazione, Contabilità e Gestione del personale del Consiglio regionale, attualmente in servizio presso un’altra struttura, è stato licenziato « per giusta causa » . La lettera di chiusura del rapporto firmata dall’attuale segretario generale Roberto De Liso è stata trasmessa ieri a tutti i capigruppo.
    Dodici pagine durissime. In cui al dirigente regionale vengono mosse accuse pesanti. Sull’operato di Multari c’era già stata una sentenza della Corte dei Conti d’Appello, pubblicata il 28 gennaio 2005, che confermava una condanna « per responsabilità amministrativa gravemente dolosa, consistita nell’aver causato alla Regione un danno di 150 mila euro » . Secondo i giudici amministrativi il dirigente regionale avrebbe « inquadrato » prima nella carriera direttiva e poi in quella dirigenziale del Consiglio un « oper aio a giornata » . Ma questa è solo la prima delle tante contestazioni che vengono mosse a Multari. La più eclatante riguarda un pagamento di 40 mila euro e l’impegno di spesa e liquidazione di 1 milione e 188 mila euro prelevati da un « capitolo di spesa inesistente » , il « 7000 RP 2004 » .
    La vicenda parte il 6 aprile scorso con l’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Il 26 aprile il segretario generale riceve solo deduzioni scritte, Multari rinuncia alla possibilità di essere ascoltato di persona. Il 9 maggio poi il licenziamento.
    Scorrendo le fitte pagine del provvedimento, al secondo punto si trova un caso che ha tenuto banco per giorni nelle cronache dei giornali. Multari avrebbe « omesso di effettuare, nei confronti della giunta regionale, i versamenti relativi alle trattenute obbligatorie » per i vitalizi e le indennità di fine mandato dei consiglieri regionali. Il 6 febbraio scorso avrebbe liquidato, invece, 133.157 euro per « il potenziamento del servizio di vigilanza » degli uffici del Consiglio, giustificando la maggiore spesa con la richiesta da parte del responsabile delle scorte di un ulteriore supporto. Situazione smentita da vari « componenti delle forze dell’ordine » in servizio al Centro direzionale. Si torna indietro. Altra storia, altra contestazione. Nell’ottobre del 2005 emerge che la ditta appaltatrice del facchi naggio e pulizia degli edifici del Consiglio non ha presentato il certificato antimafia. Qualche mese dopo il prefetto di Napoli, con nota riservata, informa la Regione che « sussistono tentativi di infiltrazione camorristica » nella ditta in questione. Cosa succede? L’ufficio di presidenza autorizza la rescissione del contratto. Multari avvia la procedura, ma avrebbe continuato a far lavorare l’impresa concedendole una proroga « di fatto » . Per l’anno 2005 avrebbe, altresì, « omesso » la denuncia e il versamento degli « oneri previdenziali » per 250 comandati ( cioé personale distaccato da altri uffici presso il Consiglio regionale). E inoltre avrebbe « sottostimato » la spesa per il 2005: 1 milione e 950 mila euro, mentre era di 5 milioni e 500 mila euro. Prose gue la lunga sfilza di accuse, che appesantiscono ulteriormente la situazione. Il 14 febbraio scorso, infatti, l’ex responsabile della Contabilità, avrebbe liquidato 285 mila euro per « lavori di somma urgenza » affidati ad un’unica impresa. Dall’esame delle carte sarebbe emerso che si trattava di lavori ordinari: porte, parquet e librerie, peraltro già autorizzati nella passata consiliatura ( nel 2004). Infine sarebbero state trovate fatture maggiorate del 25 per cento per lavori eseguiti « in orari non convenzionali » . Per il segretario generale, che ha firmato la lettera di licenziamento, avrebbe arrecato « un pregiudizio economico » anche il contratto per la bouvette del Consiglio. Ogni mese il Consiglio sborsa 12mila e 500 euro per coprire il disavanzo di gestione, mentre il contratto prevederebbe soltanto 12mila e 900 euro per i primi sei mesi di avviamento del servizio. Simile inghippo per la gestione del Ced ( centro elaborazione dati) del Consiglio.
    Ad una società verrebbero corrisposti 24mila euro al mese per il canone anziché 35mila all’anno. Multari, « in espressa violazione della legge regionale n. 15 » , avrebbe anche costituito un « gruppo di lavoro » ( può farlo solo l’ufficio di presidenza) composto da otto lavoratori, di cui sette comandati. Infine un’altra spesona: per l’adeguamento del sistema analogico dell’aula consiliare avrebbe addirittura utilizzato 170 mila euro dai fondi Por.

  3. #3
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    Nomine Asl, indagato Petrella

    di Giuseppe Crimaldi da il Mattino dell’11 maggio 2006

    L’ex parlamentare dei Ds Pino Petrella ha ricevuto un avviso di chiusura delle indagini nell’ambito dell’inchiesta scaturita da una intercettazione telefonica, avvenuta nel periodo in cui ricopriva la carica di deputato alla Camera. Nel provvedimento il pubblico ministero Valter Brunetti ipotizza il reato di tentata concussione. Petrella - che non si è ricandidato alle ultime elezioni politiche - ha a questo punto la facoltà di chiedere di essere interrogato entro 20 giorni dal pm. L’ex deputato diessino - questo emergerebbe dalla intercettazione telefonica - avrebbe esercitato pressioni sull’ex direttore generale della Asl Napoli 2 Pier Luigi Cerato per la nomina di un direttore sanitario. Ma proprio su quella intercettazione la difesa di Petrella - rappresentata dagli avvocati Bruno Von Arx e Manlio Pennino - si prepara ora a dare battaglia. Una battaglia giudiziaria con la Procura, che proprio sulla conversazione telefonica intercorsa tra Petrella e Cerato ha impostato il principale atto d’accusa nei confronti del noto oncologo napoletano. Si tratta di un atto inutilizzabile, sotiene la difesa di Petrella: perché acquisito nel momento in cui Pino Petrella ricopriva la carica parlamentare. Insomma, per intercettare quella conversazione - sostengono i suoi difensori - era indispensabile un preventivo nulla osta della giunta per le autorizzazioni a procedere. Mai dato, perché mai richiesto dall’autorità giudiziaria, conclude la difesa. Di qui la impossibilità a produrre quel documento agli atti delle indagini preliminari. Petrella non ha voluto rilasciare commenti alla decisione della Procura di Napoli. L’estate scorsa, all’indomani della divulgazione del contenuto dell’intercettazione telefonica (risalente al 2003), Petrella commentò la circostanza, divulgata da un esponente di An, affermando che «queste intercettazioni dimostrano il contrario di quanto si vuol far credere. Nonostante la cordialità dei rapporti con il direttore Pierluigi Cerato, e nonostante il mio enorme presunto potere nella sanità, il candidato di cui si parla, che ritengo un ottimo medico, non è stato affatto nominato». Quattro in tutto le intercettazioni autorizzate dalla Procura di Napoli a cavallo tra l’11 e il 19 luglio 2003, nell’ambito di un’inchiesta sui vertici della Asl Napoli 2. L’inchiesta culminò il 7 aprile 2005 nell’arresto di nove persone, tra le quali lo stesso Cerato (all’epoca dei fatti direttore sanitario) accusato dai pm di falso e truffa.Con il supermanager finirono agli arresti anche funzionari della Asl e dell’assessorato regionale alla Sanità, oltre ad alcuni imprenditori e due marescialli dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli, accusati di presunti favoritismi a un centro di riabilitazione dell’area flegrea. Per molti di loro è in corso proprio in questi giorni l’udienza preliminare davanti al gup Aldo Esposito.

  4. #4
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    Ecco dove prendono i soldi per comprare voti.

  5. #5
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    ridacchia di meno e controlla quanti stronzi ancora galleggiano nel tuo stagno prima di schifarti per quelli del vicino.

  6. #6
    W IL POPOLO DELLE LIBERTA'
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    Sono curioso di sentire se la Corte Europea pensa che i giudici milanesi abbiano operato imparzialmente. Toh...La Boccassini era iscritta da giovane ad un movimento comunista...

  7. #7
    Fiamma dell'Occidente
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    autonomia operaia?
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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    Presidente di Progetto Liberale

  8. #8
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    Veneto, zona non contaminata
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    Citazione Originariamente Scritto da alex86
    Sarò curioso di sentire la Corte Europea se pensa che i giudici milanesi abbiano operato imparzialmente. Toh...La Boccassini era iscritta da giovane ad un movimento comunista...
    Greco era legato alle brigate rosse, secondo un rapporto dei carabinieri ha coperto la latitanza di un terrorista rosso

  9. #9
    W IL POPOLO DELLE LIBERTA'
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    Meglio mi sento...
    Grazie a Ronnie e Mr Perfect che hanno rinfrescato la mia memoria.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Zeppola
    ridacchia di meno e controlla quanti stronzi ancora galleggiano nel tuo stagno prima di schifarti per quelli del vicino.
    Lo stagno da dove si ricava il biogas?

 

 

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