OMNIA SUNT COMMUNIA
MAGIUS
In questi giorni in giro per l'Italia con Paul Glover, tra le realtà
ospitanti degli incontri, ne ho conosciute alcune veramente
interessanti.
In Brianza in particolare sono venuto a conoscenza della Rete di
Economia Solidale della Brianza, che è composta a sua volta da un
arcipelago di associazioni ed individui. Ma non vi starò a parlare di
questo. Quello che mi ha colpito è una discussione (purtroppo appena
abbozzata), nata a partire dal discorso sulla moneta locale, fatta con
Sergio, il promotore della RES Brianza, sui pro e i contro
dell'iniziativa autogestita e dal basso vs. quella istituzionale.
Questo c'entra - eccome - con il guerrilla gardening. Infatti, come mi
sembra si dica anche nell'articolo su Manfredonia, il guerrilla
gardening nasce sostanzialmente come reazione attivista di ripresa
dello spazio pubblico, abbandonato dall'istituzione.
Nulla di diverso, infondo, dall'originale spirito con cui nascono i
centri sociali in Italia. Spazi abbanonati e risocializzati.
Ma tentiamo di approfondire un pò il discorso.
La mia discussione con Sergio nasce dal racconto delle mutue
cooperative sanitarie autogestite implementate da Paul Glover in Usa e
dal confronto inevitabile di queste con il Sistema Sanitario Nazionale
in Italia. E' un discorso che ha a che fare con la nascita stessa del
Welfare-State, che infatti nasce dalla statalizzazione del mutualismo
spontaneo degli operai. In Usa come noto non c'è un sistema sanitario
pubblico e le mutue di Paul Glover sono una risposta dal basso per
dare servizi di base minimi a chi non può accedere a costose
assicurazioni sanitarie (gli aderenti alle mutue pagano il
controvalore di cento dollari all'anno in dollari o moneta locale).
Senza riferirirmi alle specifiche posizioni, vi do qualche pensiero
sparso proveniente da quella discussione.
I pro dell'autogestione mutualistica sono l'attivarsi di energie
cooperative e volontarie, calda passione ed impegno nella costruzione
comunitaria. Penso per esempio al coinvolgimento dei bambini, dei
genitori, degli attivisti - tutti insieme - nella realizzazione del
giardino comunitario nel racconto di Alex. Ma anche al costruirsi di
legami di partecipazione e fiducia, per mezzo della condivisione
dell'uso di una propria moneta, gestita democraticamente da un
assemblea, tra persone diverse che mai prima avrebbero comunicato tra
loro, nel caso delle monete locali a Ithaca, New York.
I contro sono sicuramente l'efficacia. Una mutua sanitaria locale
autoorganizzata potrà mai comprare e gestire i costosi macchinari di
un ospedale con una moneta a circolazione locale? Forse si, se le
iniziative di monete locali si federano solidalmente tra loro,
ricostruendo a partire dal locale la comunità, il senso dello stare
insieme, la società stessa. Ma questo è un altro discorso..
Il mutualismo sicuramente contribuisce a ricostruire la solidarietà
sociale, crea legami. Ma sono legami volontari. Nulla garantisce la
loro continuità, specie nel momento del bisogno. Di un anziano che ha
bisogno di essere lavato e nutrito se ne può far carico
volontariamente la "comunità"? In un triste ospedale questa garanzia
c'è, c'è chi è pagato per farlo. La comunità obbligatoria dello Stato
garantisce.
Il mio amico Sergio poi pensava: ma il mutualismo non diventa un
contributo involontario che favorisce prima l'esternalizzazione e poi
la privatizzazione dei servizi pubblici? Lo Stato, se deve esistere,
che ruolo ha in relazione con la libera autogestione delle comunità?
"Tutto-Stato" o "Tutto-Comunità" o c'è qualcosa in mezzo? Fino ad ora
la comunità ha avuto un ruolo succube nei confronti dello Stato -
senza i "loro" soldi nessuno fa nulla (terzo settore incluso) - ed
inoltre la gestione statale dei servizi sociali sembra indurre una
deresponsabilizzazione individuale (se non sei tu a gestire in prima
presona, con tutti i benefici e gli svantaggi, il servizio non è
veramente tuo, non senti la "cosa pubblica" come tua), che porta
inevitabilmente (guardando storicamente il fenomeno) a non impegnarsi
e a non sostenere l'esser pubblico dei servizi.
Io ho molti dubbi e poche certezze, ed a forza di "camminare
domandando"mi, m'è venuto male ai piedi hahah
MAGIUS
TUTTO E' DI TUTTI




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