14/05/06 - Lettera aperta ai Sindaci in corsa per l'elezione. Comunicato di NO GOD
Signori candidati Sindaci di tutte le città,
a nome di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati di cui sono Presidente vi sarei molto grato se voleste ricordare, nei vostri messaggi agli elettori, che avrete per i cittadini atei lo stesso rispetto che giustamente manifestate per i credenti delle varie fedi religiose.
Anche se non esistono dati ufficiali dell' Istituto Centrale di Statistica sulla consistenza numerica degli atei nel nostro Paese, possiamo citare una ricerca curata nel 2003 dall'Istituto Piepoli per la Fondazione Roma Europa, presieduta dal prof. De Rita, da cui risulta che nella città di Roma si dichiara ateo il 6,2 % dei cittadini.
Riteniamo con qualche ragionevole certezza che il dato possa essere esteso a tutto il territorio nazionale.
In altre ricerche di insospettabile ambiente cattolico, estese anche agli agnostici e indifferenti a qualsiasi religione, il dato risulta addirittura più elevato.
Per noi atei purtroppo non c'è alcun riconoscimento ufficiale nella nostra Costituzione laddove agli articoli 3 ed 8 si citano espressamente i credenti e le loro organizzazioni di riferimento, ma non si fa alcun cenno ai cittadini non credenti.
E neppure nel testo attuale della nuova Legge sulla Libertà religiosa di cui tornerà a discutere il nuovo Parlamento appare da nessuna parte, fra tanti opportuni e doverosi riconoscimenti ai cittadini credenti di tutte le religioni, alcun riconoscimento ufficiale della nostra esistenza e della nostra titolarità di diritti in quanto "atei".
Ora, anche se illustri costituzionalisti hanno ripetutamente affermato che i diritti dei credenti devono valere, per estensione, anche per i cittadini atei saremmo molto lieti se almeno voi, candidati Sindaci, nel prestare attenzione agli interessi e alle esigenze dei credenti di qualsiasi fede - dalla maggioritaria alla più piccola - vi ricordaste di rivolgervi anche ai cittadini atei, che sono alcuni milioni e che hanno esigenze, interessi e diritti non meno legittimi di quelli dei credenti.
Esprimiamo quindi l'auspicio che l'esperienza maturata a Roma, dove per la prima volta in un Comune italiano è stata costituita una "Consulta per la Laicità delle Istituzioni e la Libertà di Pensiero" in cui le Associazioni degli Atei sono ufficialmente presenti e ufficialmente riconosciute, venga rinnovata non solo nella Capitale ma anche estesa a tutte le città italiane.
Restiamo comunque in attesa che la nuova Legge sulla libertà religiosa riconosca e codifichi una volta per tutte che noi atei esistiamo e che abbiamo gli stessi diritti dei cittadini credenti.
Un riconoscimento che avrà maggiori possibilità di successo se voi, candidati Sindaci, comincerete a dimostrare, in quanto aspiranti a rappresentare "tutti" i cittadini, che non intendete discriminare nessuna legittima categoria sociale, ivi compresa quella degli atei con le loro organizzazioni rappresentative.
Giulio C. Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati




Rispondi Citando
