OBESITA': EUROPA BATTE USA, ED E' SUBITO ACCORDO TRANSATLANTICO
BRUXELLES - Gli europei, contrariamente ad una convinzione largamente diffusa, sono più obesi o in sovrappeso degli americani. Non solo. Anche nella nuova società cinese si contano già 200 milioni di grassottelli e 60 milioni di ben pasciuti. Dati alla mano, il commissario Ue alla salute Markos Kyprianou ha fatto cadere vecchi preconcetti: "Negli Usa - ha detto - si stimano a 130 milioni le persone in sovrappeso e a 60 milioni quelle che soffrono di obesità; in Europa le cifre parlano rispettivamente di 204 e di 61,4 milioni di persone. Ogni anno poi 400.000 nuovi bambini diventano obesi nella Ue.
Insomma la crisi dell'obesità in Europa è almeno tanto grave quanto quella che colpisce il Nord America da convincere le due sponde dell'Atlantico ad allearsi nella lotta contro il peso eccessivo ed individuare modi e strumenti per meglio fronteggiare le conseguenze disastrose che si registrano sul fronte della salute pubblica e dei costi economici.
Washington e Bruxelles hanno infatti deciso - al termine di due giornate di ampio confronto nella capitale europea - ad affrontare insieme i molteplici problemi legati all'obesità, considerata una "vera e propria bomba a scoppio ritardato" con conseguenze superiori a quelle provocate dal fumo.
Solo nella Ue - ha spiegato il commissario - l'obesità rappresenta fino al 7% dei costi diretti per la sanità senza contare l'impatto, per esempio, sulla perdita di giornate di lavoro o per pensionamenti anticipati.
Per Alex Azar, il viceministro Usa alla salute e ai servizi sociali presente alla conferenza, la parola d'ordine è ormai prevenire: "Sono obesi o in sovrappeso - ha spiegato - i due terzi degli adulti americani e la spesa sanitaria annua per l'obesità è di 117 miliardi".
Washington e Bruxelles hanno quindi gettato le basi per portare avanti quattro sfide. In primo luogo stabilire dei partenariati pubblici e privati per intervenire sul fronte della nutrizione, della salute e dell'attività fisica; quindi influenzare sia il modo di vita dei giovani, sia le scelte nutrizionali dei consumatori; infine ricercare il miglior modo per far passare i messaggi sugli stili di vita più sani.
Alla conferenza, sostenuta dalla presidenza austriaca dell' Ue, erano presenti tutti gli attori interessati: dall'industria agroalimentare e delle bibite ai servizi pubblicitari, dalle organizzazioni non governative ai rappresentanti della società civile.
Da parte Usa, Azar ha reso noto che ci sono nuove iniziative che interessano le scuole americane dove l'industria e i produttori di ortofrutticoli si impegnano affinché nei distributori automatici siano presenti bibite a basse calorie (l'impegno è di scendere a 100 calorie per bottiglietta), ma anche più frutta e verdura. Washington punta anche a promuovere l'attività fisica ricompensando i bambini di più di 6 anni che effettuano un ora di attività fisica al giorno per almeno sei settimane, oltre alla concessione di 1,5 milioni di dollari per aiutare i bambini dei gruppi di popolazione più sfavoriti a vivere in modo più sano.
Da parte dell'Europa, l'ultima iniziativa è il varo a marzo di una piattaforma per l'alimentazione, la salute e l'attività fisica, ma anche nuove norme sono in arrivo, in particolare per mettere al bando le indicazioni nutrizionali ingannevoli
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...046241697.html




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speriamo che non si arrivi alle "calorie & giorno" per decreto presidenziale!
