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Discussione: Anarchia......

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava
    Non esiste un sistema che trasportato sul piano pratico sia perfetto, io personalmente rifuggo la stessa idea di perfezione che trovo estremamente castrante .
    L'anarchismo tiene conto dell'ambito sociale dell'uomo, si esalta il singolo ma lo si considera all'interno dei suo rapporti sociali. Se ci si unisce con l'intento di "sovrastare" l'altro, con istinto di prevaricazione, beh già questo semplice fatto significa l'inapplicabilità dell'anarchismo puro e la necessità di trovare forme correttive.



    Non proprio un tribunale, o almeno non sempre, dipende dal sistema anarchico preso in considerazione. Poichè non si ammette l'idea di carcerazione, di privazione della propria libertà personale insomma (e su questo il buon nicosia è sicuramente più ferrato di me), la punizione e la decisione non spetterebbe necessariamente ad un organo preposto, ma ai vari individui. Questo a livello di anarchismo puramente teorico, l'applicazione sul campo pratico come ti ho detto è variabile. C'è chi come Berneri optava per la creazione di un organo di giustizia eletto dal popolo (e revocabile da esso), con poteri limitati ai soli casi di violenza, e con poteri "punitivi" estremamente diversi da quelli attuali. Per il resto la violazione della libertà individuale dell'altro comporterebbe da parte degli altri individui intorno al "reo" un cambiamento nel proprio comportamento, un ostracismo punitivo (appunto perchè si considera molto la realtà dell'individuo come animale sociale). La ricerca sulle cause sociali invece spetterebbe a persone competenti, liberamente riunite, niente casta o ordine almeno non necessariamente.
    Grazie mille per la risposta esauriente, non sono ferrata per nulla sull'argomento, quindi forse sembrerò impacciata e un po' naif nell'affrontarlo...

    I punti che ho sottolineato, che sono il frutto di considerazioni istintive, mi fanno però credere che l'aggregazione istintiva, la necessità di contenere l'istinto di coloro che ledendo una libertà personale (quella di vivere, ad esempio) siano solo i primi passi per arrivare ad ottenere una società più complessa, come quella che abbiamo oggi. Io non parlerei di istinto a delinquere come parte fondamentale dell'individuo, ma del fatto che siamo esseri complicati e tutto ciò che è complicato necessita necessariamente di un sistema di controllo autogestito complesso quanto lo siamo noi.

    Troppo naif?

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Grazie mille per la risposta esauriente, non sono ferrata per nulla sull'argomento, quindi forse sembrerò impacciata e un po' naif nell'affrontarlo...

    I punti che ho sottolineato, che sono il frutto di considerazioni istintive, mi fanno però credere che l'aggregazione istintiva, la necessità di contenere l'istinto di coloro che ledendo una libertà personale (quella di vivere, ad esempio) siano solo i primi passi per arrivare ad ottenere una società più complessa, come quella che abbiamo oggi. Io non parlerei di istinto a delinquere come parte fondamentale dell'individuo, ma del fatto che siamo esseri complicati e tutto ciò che è complicato necessita necessariamente di un sistema di controllo autogestito complesso quanto lo siamo noi.

    Troppo naif?
    Hai usato la parola magica, autogestito. E' proprio sull'autogestione e l'auto-organizzazione degli individui agenti entro un ambito sociale che si basa qualsiasi forma di pensiero anarchico. Il "come", beh, varia. Varia anche perchè rare sono le forme "pratiche". Nel senso che i grandi tentativi di autogoverno nascono o in contesti isolati dal mondo (l'Islanda tanto amata dagli anarcocapitalisti) o in situazioni di forte tensione sociale (Kronstadt, le zone controllate dai machnovisti, la rivoluzione spagnola). Sono pertanto: a) troppo pochi per fornire una casistica sufficiente b) soggetti a condizioni che non sono quelle quotidiane.

    Solo l'esperienza e la pratica possono dire effettivamente come si articolerebbe un modello di società libertaria/anarchica. Il che vale per ogni modello sociale, il buon Kant nella sua idea di repubblica non metteva il suffragio universale, anzi lo avversava. Rousseau lo metteva. Già su un fatto che a noi ora pare marginale e scontato c'era una divisione del "fronte repubblicano" diciamo. L'idea, per fare un esempio, di come organizzare un controllo di costituzionalità nemmeno albergava nelle loro menti, eppure essendo la costituzione l'ossatura di uno stato democratico moderno noi sappiamo che è una questione di notevole importanza.

    Lo stesso vale per l'anarchismo, ora si dibatte di cose che magari tra 300 o 400 anni saranno guardate come assodate e basilari..

  3. #33
    fmnicosia
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    Ciao Mat. A proposito, perchè non intervieni mai nella nostra mailing list? Il buon Nicosia ti dice che è contro non solo l'idea di carcerazione, ma anche contro quella di diritto penale (siccome sono inelegante, rinvio al mio libro "Il sovrano occulto - Lo Stato di diritto tra governo dell'uomo e governo della legge"). Posto che per un libertario vanno perseguite solo le azioni che comportino danni a terzi, tali azioni sono ricostruibili come illeciti civili e determinano risarcimento dei danni. La pena penale, scusa il bisticcio, è un residuo mistico e arcaico (molti spunti in "Sorvegliare e Punire" di Foucolt).
    Chi sceglie i giudici? Il mercato, come tutto il resto.
    Juve in C2 è il grido di battaglia.

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava
    Non esiste un sistema che trasportato sul piano pratico sia perfetto, io personalmente rifuggo la stessa idea di perfezione che trovo estremamente castrante .
    L'anarchismo tiene conto dell'ambito sociale dell'uomo, si esalta il singolo ma lo si considera all'interno dei suo rapporti sociali. Se ci si unisce con l'intento di "sovrastare" l'altro, con istinto di prevaricazione, beh già questo semplice fatto significa l'inapplicabilità dell'anarchismo puro e la necessità di trovare forme correttive.



    Non proprio un tribunale, o almeno non sempre, dipende dal sistema anarchico preso in considerazione. Poichè non si ammette l'idea di carcerazione, di privazione della propria libertà personale insomma (e su questo il buon nicosia è sicuramente più ferrato di me), la punizione e la decisione non spetterebbe necessariamente ad un organo preposto, ma ai vari individui. Questo a livello di anarchismo puramente teorico, l'applicazione sul campo pratico come ti ho detto è variabile. C'è chi come Berneri optava per la creazione di un organo di giustizia eletto dal popolo (e revocabile da esso), con poteri limitati ai soli casi di violenza, e con poteri "punitivi" estremamente diversi da quelli attuali. Per il resto la violazione della libertà individuale dell'altro comporterebbe da parte degli altri individui intorno al "reo" un cambiamento nel proprio comportamento, un ostracismo punitivo (appunto perchè si considera molto la realtà dell'individuo come animale sociale). La ricerca sulle cause sociali invece spetterebbe a persone competenti, liberamente riunite, niente casta o ordine almeno non necessariamente.
    Alura....veniamo all'oggi....

    In una società lib era accade un attentato tipo 11 settemre, che si fa

    Certo si possono prevedere più ampie libertà in futuro,
    ma ogni trasformazione che lede degli interessi implica un rafforzamento temporaneo del potere dello stato.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  5. #35
    .
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    Citazione Originariamente Scritto da fmnicosia
    Chi sceglie i giudici? Il mercato, come tutto il resto.
    D'accordo, non li sceglierà uno stato, non li sceglierà una delegazione di cittadini, ma non è questo il punto che mi preme sottolineare. Trovo l'anarchia, per quel poco che conosco, molto utopistica e poco applicabile poichè non tiene conto del fattore principale, ovvero il fattore uomo. Prendiamo il caso dei giudici, che è solo uno degli aspetti di una società. Un giudice chiamato a stabilire se una persona è colpevole o meno ha una posizione dominante rispetto al resto della comunità, ha il potere (esagerando di molto, forse...) di vita e di morte. Posto che il mercato non gli vieta di fare i propri interessi condannando un innocente, chi controlla il giudice rispetto ad eventuali abusi? Di controllo in controllo, ecco che si arriva ad una società complessa come quella odierna. E qualsiasi persona che subisca più o meno volontariamente una forma di controllo, non è libera.

  6. #36
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    la democrazia: due lupi ed un agnello che decidono ai voti cosa mangiare a pranzo...
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  7. #37
    fmnicosia
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    D'accordo, non li sceglierà uno stato, non li sceglierà una delegazione di cittadini, ma non è questo il punto che mi preme sottolineare. Trovo l'anarchia, per quel poco che conosco, molto utopistica e poco applicabile poichè non tiene conto del fattore principale, ovvero il fattore uomo. Prendiamo il caso dei giudici, che è solo uno degli aspetti di una società. Un giudice chiamato a stabilire se una persona è colpevole o meno ha una posizione dominante rispetto al resto della comunità, ha il potere (esagerando di molto, forse...) di vita e di morte. Posto che il mercato non gli vieta di fare i propri interessi condannando un innocente, chi controlla il giudice rispetto ad eventuali abusi? Di controllo in controllo, ecco che si arriva ad una società complessa come quella odierna. E qualsiasi persona che subisca più o meno volontariamente una forma di controllo, non è libera.

    In un sistema libertario fondato sul mercato concorrenziale, senza barriere di ingresso (corporazioni chiuse, albi, ordini, monopoli, etc.) il giudice è un professionista come un altro. Quindi la sua sorte sociale è affidata alla sua reputazione, sotto il profilo della capacità tecnica e dell'onestà.
    Il controllo lo fa dunque il mercato stesso, ossia l'insieme dei consumatori e dei suoi concorrenti, l'opinione pubblica, la stampa, che sarebbero completamente libere di formulare giudizi (non come oggi che stiamo ancora a discutere se "le sentenze si possono commentare"), senza incorrere in reati come la "diffamazione", che spesso sono fatti per limitare la libertà di critica. E poi ognuno potrebbe fare inchieste sulla corruzione del giudice stesso (senza monopoli polizieschi e giudiziari nemmeno a tale riguardo).
    Insomma, sarebbe il sistema tutto a essere completamente diverso, quindi la domanda su chi controlla il giudice va collocata nell'intero contesto, se vogliamo simulare uno scenario conforme al modello dell'anarchia di mercato.

  8. #38
    fmnicosia
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic
    la democrazia: due lupi ed un agnello che decidono ai voti cosa mangiare a pranzo...
    La democrazia solo formale: due agnelli e un lupo che decidono ai voti che cosa mangiare a pranzo.

 

 
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