
Originariamente Scritto da
Mat Kava
Non esiste un sistema che trasportato sul piano pratico sia perfetto, io personalmente rifuggo la stessa idea di perfezione che trovo estremamente castrante

.
L'anarchismo tiene conto dell'ambito sociale dell'uomo, si esalta il singolo ma lo si considera all'interno dei suo rapporti sociali. Se ci si unisce con l'intento di "sovrastare" l'altro, con istinto di prevaricazione, beh già questo semplice fatto significa l'inapplicabilità dell'anarchismo puro e la necessità di trovare forme correttive.
Non proprio un tribunale, o almeno non sempre, dipende dal sistema anarchico preso in considerazione. Poichè non si ammette l'idea di carcerazione, di privazione della propria libertà personale insomma (e su questo il buon nicosia è sicuramente più ferrato di me), la punizione e la decisione non spetterebbe necessariamente ad un organo preposto, ma ai vari individui. Questo a livello di anarchismo puramente teorico, l'applicazione sul campo pratico come ti ho detto è variabile. C'è chi come Berneri optava per la creazione di un organo di giustizia eletto dal popolo (e revocabile da esso), con poteri limitati ai soli casi di violenza, e con poteri "punitivi" estremamente diversi da quelli attuali. Per il resto la violazione della libertà individuale dell'altro comporterebbe da parte degli altri individui intorno al "reo" un cambiamento nel proprio comportamento, un ostracismo punitivo (appunto perchè si considera molto la realtà dell'individuo come animale sociale). La ricerca sulle cause sociali invece spetterebbe a persone competenti, liberamente riunite, niente casta o ordine almeno non necessariamente.