Non sarebbe nulla di sconvolgente. Dopo che i gay sono diventati sindaci, governatori, deputati, prima o poi ricopriranno anche cariche di primo ministro (anche se sicuramente qualcuno in passato c'e' già stato).
E' il mondo che cambia. Oggi ci meraviglieremo, ma domani ci sembrerà normale avere un sindaco di fede mussulmana o un ministro di colore.
BERLINO — È un po' come se Walter Veltroni decidesse di fare il grande salto, dal Campidoglio a Palazzo Chigi (a qualcuno suona familiare?). Con la certezza pressoché matematica di vincere.
A poco più di un mese dalle elezioni amministrative del 17 settembre, a Berlino la voce gira con insistenza: Klaus Wowereit vuole crescere.
Il borgomastro della capitale, scrive il settimanale Focus, «si fa largo nella politica federale».
E non è solo una supposizione: «In futuro — dichiara lui — mi vorrei esprimere più chiaramente a livello nazionale, partecipare di più. Dopo il voto avrò di certo una maggiore capacità di impegnarmi su quel fronte». Se non è un'ambizione aperta al cancellierato, poco ci manca.
Il sostegno dl compagni della Spd è indiscutibile, «sarebbe adatto a qualsiasi alto ruolo nel partito», sostiene il leader berlinese Mchael Muller. Il misconosciuto capogruppo socialdemocratico diventato «sindaco tecnico» dopo la bancarotta dell'amministrazione Cdu, il primo politico tedesco a fare outing («ich bin schwul und das ist auch gut so», sono gay e va anche bene così, disse), è ormai determinante per il futuro del centrosinistra. Wowereit ha un incontestabile feeling con i media: i giovani lo considerano cool, «fico», alle manifestazioni fanno la coda per parlargli; i berlinesi gli perdonano tagli e sacrifici, perché ha dimostrato di voler investire nel futuro della città.
È un uomo che sa rompere i tabù, compresi quelli politici, e costruire ponti (c'è lui dietro agli «M4», il cartello dei supersindaci — Parigi, Londra, Mosca, Berlino — alleatisi per sviluppare una nuova idea di metropoli). Non stupisce, dunque, che la popolarità di «Wowi» sia in crescita. Il 53% dei tedeschi (dati Tns)si augura che il borgomastro giochi un «ruolo chiave» nella politica nazionale. Surclassati gli altri grandi della Spd, il vicecancelliere Muntefering, il ministro delle Finanze Steinbruck. Il volto di Wowereit è noto al 91% degli elettori, anche a chi non si interessa di politica.
Un potere non indifferente, soprattutto a fronte del gradimento ai minimi storici con cui, in questi giorni, si devono confrontare (tra critiche dal basso e dissapori interni) la Cancelliera e il suo partito.
Per ora, Angela Merkel può dormire sonni tranquilli: «Wowi» è impegnato sul fronte berlinese, il sondaggio diffuso ieri dal Berliner Morgenpost lo dà in calo su 5 sfere di competenza dalla lotta alla disoccupazione all'indebitamento del Land.
Friedbert Pfluger, lo sfidante dell'Unione, ha invece fatto progressi significativi; ma, alla resa dei conti, inutili. Perché l'allungo del sindaco in carica è tale 60% di preferenze contro il 16 di Pfiuger, secondo l'istituto Forsa da non consentire recuperi.
Con una coalizione Rosso-Rosso-Verde, conclude Focus, il sindaco «potrebbe indicare alla Spd la strada per il cancellierato».
Il 2 agosto, i sondaggi davano la Cdu ferma al 35%. E il 48% di un'ipotetica coalizione Rosso-Rosso-Verde parla da sé.
Gabriela Jacomella


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