L’importante è frammentarsiRoma: Fiamma Tricolore e FN: fuori dalla CdL, per due programmi sociali. Perché due?A Roma la Fiamma Tricolore si presenta con un programma autenticamente sociale e rivoluzionario. I suoi capi saldi sono il Mutuo Sociale, la Partecipazione al Bilancio e la lotta alla privatizzazione delle acque.
Sempre a Roma FN (leggasi Fronte Nazionale – Forza Nuova) richiede il Mutuo Sociale (evitando però di nominarlo per ragioni che ci appaiono oscure) e annuncia la lotta al precariato e all’immigrazione.
C’è, indiscutibilmente, una certa differenza di atteggiamento nelle due linee, ma il gap programmatico che fu manifesto durante le politiche, con gli assistenzialismi conservator/demagogici di AS, si è adesso di molto ridotto. In ogni caso non spiega il perché due liste così debbano correre separate e concorrenziali; oltretutto entrambe al di fuori dalla CdL e senza grandi prospettive di successo, al di là dell’elezione eventuale di qualche consigliere municipale, visto che per eleggere un consigliere comunale si deve centrare il 3%. Alle politiche il risultato globale fu dell’ 1,9% (compresa l’Azione Sociale della Nipotini che ora, nella CdL, è riuscita nell’ultima impresa di associare il cognome Grandi – lo stesso dell’eminenza grigia del 25 luglio – a quello di suo nonno…).
Pensare che una formazione arrivi da sola, in un’elezione amministrativa, al 3% è indice di grande ottimismo.
In ogni caso non si capisce francamente perché si debba persistere nella concorrenza cieca fra partiti piccoli. Si ha un bel lanciare “appelli all’area” e ipotesi di costituenti quando poi, alla prima occasione, ci si scanna per nulla e senza ragione, fra l’altro fischiettando e facendo finta di niente.
Altro che perseverare diabolicum, qua anche il diavolo s’è annoiato!
Certo, se andate a chiedere ai diretti interessati perché mai continuano così vi risponderanno che la colpa è degli altri (sempre!), e spergiureranno che tizio è pagato da Fini o da Berlusconi, che caio è massone e sempronio è dei servizi. Come se la massoneria o i servizi avessero denaro e tempo da buttare per mantenere in situazione di litigio gente che raccoglie percentuali da prefisso telefonico e che non vuole in nessun modo l’armonia se non sotto forma di sudditanza altrui. Il problema è che la maggior parte dei cosiddetti dirigenti d’area non ha mai partecipato neppure a una riunione condominiale e quasi ognuno di essi intende la politica (con relativo sperpero di denari, risorse e logorio di uomini) esclusivamente come inseguimento della chimera - non solo impossibile ma risibile - di diventare l’ unico rappresentante d’area.
È così che, benché si parli di unità, non solo non la si persegue ma si moltiplica l’atomizzazione e la corsa al nulla. Perché insistere in tale direzione suicida e mortificante?
La saggezza popolare ci dice che “Dio acceca coloro che vuol perdere”.
Il problema è che dubitiamo fortemente che esista un dio così perdigiorno da occuparsi delle disgregazioni d’area. Più che alla religione o alla saggezza popolare dovremmo rivolgerci agli assistenti sociali.
Gabriele Adinolfi


Rispondi Citando


