Finalmente, dopo alcuni Presidenti un pò incolori, una nobile figura che non si è mai sottratta all'elevato compito di indottrinare il Popolo, evitando che cadesse preda delle pericolose lusinghe dell'imperialismo occidentale.
Nel 1956 Egli comprese come le pericolose forze della reazione in agguato stessero ingannando il nobile popolo Ungherese, e lo stessero allontanando dai supremi ideali del Comunismo e dalla folgorante luce del Sol dell' Avvenire.
ECCO L'ARTICOLO CON IL QUALE giorgio napolitano GIUSTIFICO' LA REPRESSIONE DELLA RIVOLTA UNGHERESE NEL 1956:
"Come si può, ad esempio, non polemizzare aspramente col compagno Giolitti quando egli afferma che oltre che in Polonia anche in Ungheria hanno difeso il partito non quelli che hanno taciuto ma quelli che hanno criticato? È assurdo oggi continuare a negare che all'interno del partito ungherese - in contrapposto agli errori gravi del gruppo dirigente, errori che noi abbiamo denunciato come causa prima dei drammatici avvenimenti verificatisi in quel paese - non ci si è limitati a sviluppare la critica, ma si è scatenata una lotta disgregatrice, di fazioni, giungendo a fare appello alle masse contro il partito. È assurdo oggi continuare a negare che questa azione disgregatrice sia stata, in uno con gli errori del gruppo dirigente, la causa della tragedia ungherese.
Il compagno Giolitti ha detto di essersi convinto che il processo di distensione non è irreversibile, pur continuando a ritenere, come riteniamo tutti noi, che la distensione e la coesistenza debbano rimanere il nostro obiettivo, l'obiettivo della nostra lotta. Ma poi ci ha detto che l'intervento sovietico poteva giustificarsi solo in funzione della politica dei blocchi contrapposti, quasi lasciandoci intendere - e qui sarebbe stato meglio che, senza cadere lui nella doppiezza che ha di continuo rimproverato agli altri, si fosse più chiaramente pronunciato, che l'intervento sovietico si giustifica solo dal punto di vista delle esigenze militari e strategiche dell'Unione Sovietica; SENZA VEDERE COME nel quadro della aggravata situazione internazionale, del pericolo del ritorno alla guerra fredda non solo ma dello scatenamento di una guerra calda, L'INTERVENTO SOVIETICO IN UNGHERIA, EVITANDO CHE NEL CUORE D'EUROPA SI CREASSE UN FOCOLAIO DI PROVOCAZIONI E PERMETTENDO ALL'URSS DI INTERVENIRE CON DECISIONE E CON FORZA PER FERMARE LA AGGRESSIONE IMPERIALISTA NEL MEDIO ORIENTE ABBIA CONTRIBUITO, OLTRE CHE AD IMPEDIRE CHE L'UNGHERIA CADESSE NEL CAOS E NELLA CONTRORIVOLUZIONE, ABBIA CONTRIBUITO IN MISURA DECISIVA, NON GIÀ A DIFENDERE SOLO GLI INTERESSI MILITARI E STRATEGICI DELL'URSS MA A SALVARE LA PACE NEL MONDO.
Finalmente un Compagno che parla chiaro e difende i nobili ideali del Comunismo!
Saluti.




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