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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Sull'immigrazione

  1. #1
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    Predefinito Sull'immigrazione

    Lancio una provocazione.

    Noto che quando si parla di immigrazione si tende, il perchè dovremo capirlo, a esternare rabbia e indignazione per i mali ad essa connessi, seguiti da appelli a leggi, decreti, strategie, riaffermazioni di un ordine incrinato. E' la politica leghista, non nascondiamocelo. Si punta il dito contro i "poteri forti", talvolta catto-comunisti talvolta capitalisti, talvolta stretti in allenza, limitandosi alla lunghezza e alla larghezza della "quaestio" ma esimendosi dalla "profondità".

    Possiamo accettare, credo, il fatto che la società multi-etnica sia figlia di quel processo tecno-scientifico e neo-liberista , certamente non omogeneo, che si chiama globalizzazione.
    Possiamo però anche interrogarci sul ruolo che lo Stato assolve in questo contesto. Mentre la sua sovranità è messa seriamente in discussione da ingerenze di vario genere, esso non cessa di essere "sovrano" nei nostri riguardi. Nasce per proteggerci dall'esterno, si legittima a partire da quel presupposto (altrimenti, a che serve la delimitazione territoriale, a che servono i confini?)...ma ci riesce ancora?

    Tutta l'Europa è ormai attraversata da orde di illegalità clandestina, che vanno dalla micro-criminalità alla pianificazione terroristica, in un crescendo di paura e insicurezza che attanaglia, soprattutto, il cittadino medio. Di fronte a ciò, c'è chi continua a invocare l'intervento dello Stato, al grido di "fate arrivare i nostri". Ma i nostri chi sono? Dove sono? A chi rispondono? Che poteri hanno? Ecco, partiamo da questa domanda dando persino per scontato la buonafede dei governi: che poteri hanno per tutelare il normale cittadino da un nemico che, appartenendo all'esterno dello Stato, è di loro stretta competenza appena gunge alla linea di confine?

    Se l'immigrazione clandestina non è un fenomeno arginabile, e così le pianificazioni verosimili di attentati terroristici, allora lo Stato (così come lo conosciamo) non ha più alcun senso. E' finito e va superato. Da cosa? Questa è la grande sfida che tocca a chi sa fare filosofia politica (sempre meno intellettuali), cioè immaginare la cornice di un domani in cui l'antica aspirazione alla giustizia e alla legittimità risorga dalle proprie ceneri.

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  2. #2
    padania libera (-:FASP :-)
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ZENA
    Lancio una provocazione.

    Noto che quando si parla di immigrazione si tende, il perchè dovremo capirlo, a esternare rabbia e indignazione per i mali ad essa connessi, seguiti da appelli a leggi, decreti, strategie, riaffermazioni di un ordine incrinato. E' la politica leghista, non nascondiamocelo. Si punta il dito contro i "poteri forti", talvolta catto-comunisti talvolta capitalisti, talvolta stretti in allenza, limitandosi alla lunghezza e alla larghezza della "quaestio" ma esimendosi dalla "profondità".

    Possiamo accettare, credo, il fatto che la società multi-etnica sia figlia di quel processo tecno-scientifico e neo-liberista , certamente non omogeneo, che si chiama globalizzazione.
    Possiamo però anche interrogarci sul ruolo che lo Stato assolve in questo contesto. Mentre la sua sovranità è messa seriamente in discussione da ingerenze di vario genere, esso non cessa di essere "sovrano" nei nostri riguardi. Nasce per proteggerci dall'esterno, si legittima a partire da quel presupposto (altrimenti, a che serve la delimitazione territoriale, a che servono i confini?)...ma ci riesce ancora?

    Tutta l'Europa è ormai attraversata da orde di illegalità clandestina, che vanno dalla micro-criminalità alla pianificazione terroristica, in un crescendo di paura e insicurezza che attanaglia, soprattutto, il cittadino medio. Di fronte a ciò, c'è chi continua a invocare l'intervento dello Stato, al grido di "fate arrivare i nostri". Ma i nostri chi sono? Dove sono? A chi rispondono? Che poteri hanno? Ecco, partiamo da questa domanda dando persino per scontato la buonafede dei governi: che poteri hanno per tutelare il normale cittadino da un nemico che, appartenendo all'esterno dello Stato, è di loro stretta competenza appena gunge alla linea di confine?

    Se l'immigrazione clandestina non è un fenomeno arginabile, e così le pianificazioni verosimili di attentati terroristici, allora lo Stato (così come lo conosciamo) non ha più alcun senso. E' finito e va superato. Da cosa? Questa è la grande sfida che tocca a chi sa fare filosofia politica (sempre meno intellettuali), cioè immaginare la cornice di un domani in cui l'antica aspirazione alla giustizia e alla legittimità risorga dalle proprie ceneri.

    Ci sono stati come la Svizzera che hanno chiaramente in testa chi può e chi non può passare per il loro territorio...
    non si tratta di superare il concetto di stato e frontiera, ma semplicemente si tratta di individuare quale è realmente il territorio da difendere.
    Un esempio: cosa gle ne importa al sud se entrano gli immigrati clandestini? tanto poi vengono tutti al nord mica restano dove non c'è lavoro e c'è la mafia che se alzano un poco la testa gle la taglia...
    è ovvio che il confine va spostato o ne va creato un altro che impedisca l'arrivo di migliaia di clandestini nelle nostre terre..

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca J
    Un esempio: cosa gle ne importa al sud se entrano gli immigrati clandestini? tanto poi vengono tutti al nord mica restano dove non c'è lavoro e c'è la mafia che se alzano un poco la testa gle la taglia...
    Anzi... per loro é meglio perchè secondo la teoria del "chiodo scaccia chiodo" intanto che il polentone é impegnato a lottare contro i clandestini furbetti si dimentica dell'annoso problema meridionale;

    Metti poi che corrano il rischio di ritrovarsi un posto di lavoro scoperto!

    No, molto meglio i "trasferimenti" e la "ridistribuzione del reddito" (di puro consumo) prodotto da altri.

  4. #4
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    La Svizzera, che per altro non mi sembra immune dal problema, sarebbe più un'eccezione che una regola. Io non ho risposte, pongo una domanda precisa: se uno Stato dimostra di non saper arginare il fenomeno della clandestinità, e vige forte il sospetto che non abbia i necessari strumenti di controllo per farlo, come muta il vincolo di "fedeltà" che mi lega a lui?
    Certo: in primo luogo bisogna approfondire ulteriormente il diritto alla legittima difesa, permettendo anche forme organizzate di auto-gestione della sicurezza; in secondo luogo bisogna che lo Stato si accolli la "responsabilità oggettiva" dei reati legati alla clandestinità. Ma nel lungo periodo la riflessione di fondo permane, perchè le frontiere non bastano a gestire quella globalizzazione che lo Stato non intende, o non sa, ridiscutere.

  5. #5
    padania libera (-:FASP :-)
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA
    La Svizzera, che per altro non mi sembra immune dal problema, sarebbe più un'eccezione che una regola. Io non ho risposte, pongo una domanda precisa: se uno Stato dimostra di non saper arginare il fenomeno della clandestinità, e vige forte il sospetto che non abbia i necessari strumenti di controllo per farlo, come muta il vincolo di "fedeltà" che mi lega a lui?
    Certo: in primo luogo bisogna approfondire ulteriormente il diritto alla legittima difesa, permettendo anche forme organizzate di auto-gestione della sicurezza; in secondo luogo bisogna che lo Stato si accolli la "responsabilità oggettiva" dei reati legati alla clandestinità. Ma nel lungo periodo la riflessione di fondo permane, perchè le frontiere non bastano a gestire quella globalizzazione che lo Stato non intende, o non sa, ridiscutere.

    Il problema non sono i mezzi, il problema è la volontà di applicarli. In Svizzera se vedi un arabo o un islamico è uno sceicco del petrolio, e il massimo dell'immigrazione che hanno avuto è dal sud italia, ma tuttora sono pochi e tenuti sott'occhio. Noi padani non abbiamo saputo difendere il nostro territorio, fino ad ora, ma dobbimo darci una mossa perchè saranno anni difficili ora che persino alla presidenza della repubblica c'è una persona che odia il popolo padano, tanto che non avrebbe esitato a mandarci contro i carri armati.

  6. #6
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    Se VUOI fare rispettare i confini lo fai. Se qualcuno riesce comunque a passare, prima o poi arriverà davanti all'autorità che ha il compito di proteggere l'immigrazione selvaggia e clandestina. A quel punto si rimandano a casa o, nel caso fingano di non sapere da dove vengano, si creano centri sorvegliati tipo CAP fino a quando si riesce a capire la provenienza. Conseguentemente bisogna usare la linea dura verso i governi di quei paesi da cui quella gente proviene, richiedendo indennizzi monetari o alla peggio interrompendo i rapporti commerciali. Ultima cosa, pene pesanti per chi mangia sull'esportazione illegale di persone... qualche scafista in galera a vita per "tentata strage" non starebbe male e passerebbe il messaggio che "se ti beccano sono cazzi", differentemente da ora che se ti beccano ti premiano. Torna il solito discorso, certezza delle pene. Che poi è un diritto sacrosanto per chi poi questa gente deve sopportarla fuori (e a volte dentro!) dalla propria porta di casa.

  7. #7
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    sono contrario all'immigrazione, nell'attuale condizioni di mercato del lavoro, sono solo a rischio delinquenza, bisogna chiudere le frontiere.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da massimo73
    sono contrario all'immigrazione, nell'attuale condizioni di mercato del lavoro, sono solo a rischio delinquenza, bisogna chiudere le frontiere.
    L'immigrazione potrebbe essere anche un fattore positivo, se ben regolata, solo che chi entra deve avere tutte le carte in regola, il vero delirio dello stato italiano è l'immigrazione clandestina, che non si vuole contrastare.
    C'è il rischio di epidemie, terrorismo, delinquenza, prostituzione (anche minorile) e tutto il peggio del peggio, perchè chi entra già commette un reato e non si preoccupa di rispettare le regole.

  9. #9
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    io credo che tutto il problema sia da ascrivere alla caduta del muro di berlino e al dissolversi della mega potenza politica, militare ed economica che lo sosteneva.

    ricordo bene che allora le frontiere erano sorvegliatissime e che chi voleva attraversarle doveva avere passaporti, visti consolari, documenti di ogni genere etc.
    era pura follia tentare di passare clandestinamente......

    così era per le persone, così era per le merci, cosa che non ha impedito gli spostamenti delle une e la movimentazione delle altre.

    tutto avveniva però nell'ordine, nella sicurezza e nel pieno rispetto della sovranità di ogni stato e nazione.

    caduto questo sistema con la vittoria del liberismo e del turbocapitalismo sfrenati, ogni valore riferito al denaro e all'accumulazione di capitali;
    così ogni ostacolo che contrasta con questi feticci deve essere rimosso e in questo senso gli stati sono quanto mai forti e determinati.

    altro che debolezza, essi dimostrano in questo senso una volontà e una energia che sembrano incredibili; l'invasione deve realizzarsi, massicciamente e rapidamente.

    ma qui si tratta di imporre quel famoso "nuovo ordine mondiale" che la potenza egemone esige dai suoi servi, i quali, sotto vari travestimenti si celano in ogni anfratto sociale, culturale, politico, economico di un occidente in completa sudditanza nei confronti del novello leviatano.

    credo che solo l'implosione del sistema, (vari segnali dicono che il momento si sta avvicinando piuttosto in fretta), libereranno quelle energie culturali e politiche che permetteranno di porre fine alla più ignobile arma di distruzione di popoli e culture.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego
    io credo che tutto il problema sia da ascrivere alla caduta del muro di berlino e al dissolversi della mega potenza politica, militare ed economica che lo sosteneva.

    ricordo bene che allora le frontiere erano sorvegliatissime e che chi voleva attraversarle doveva avere passaporti, visti consolari, documenti di ogni genere etc.
    era pura follia tentare di passare clandestinamente......

    così era per le persone, così era per le merci, cosa che non ha impedito gli spostamenti delle une e la movimentazione delle altre.

    tutto avveniva però nell'ordine, nella sicurezza e nel pieno rispetto della sovranità di ogni stato e nazione.

    caduto questo sistema con la vittoria del liberismo e del turbocapitalismo sfrenati, ogni valore riferito al denaro e all'accumulazione di capitali;
    così ogni ostacolo che contrasta con questi feticci deve essere rimosso e in questo senso gli stati sono quanto mai forti e determinati.

    altro che debolezza, essi dimostrano in questo senso una volontà e una energia che sembrano incredibili; l'invasione deve realizzarsi, massicciamente e rapidamente.

    ma qui si tratta di imporre quel famoso "nuovo ordine mondiale" che la potenza egemone esige dai suoi servi, i quali, sotto vari travestimenti si celano in ogni anfratto sociale, culturale, politico, economico di un occidente in completa sudditanza nei confronti del novello leviatano.

    credo che solo l'implosione del sistema, (vari segnali dicono che il momento si sta avvicinando piuttosto in fretta), libereranno quelle energie culturali e politiche che permetteranno di porre fine alla più ignobile arma di distruzione di popoli e culture.
    $i$tema $ovietico e turbocapitali$mo si sostengono a vicenda; la caduta del primo precede quella, inevitabile, del secondo. Ossia l'implosione alla quale ti riferisci.

 

 

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