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  1. #261
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    Pena di morte, sì dell'Onu
    alla moratoria proposta dall'Italia


    NEW YORK - L'assemblea generale delle Nazioni Unite ha detto sì alla proposta di moratoria sulla pena di morte. La decisione dell'Onu è una vittoria per l'Italia che ha portato avanti l'iniziativa. Il testo ha ottenuto 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti.

    Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, strenuo sostenitore della moratoria, ha detto che il sì dell'Onu dà l'opportunità di aprire un dibattito "anche in vista dell'abolizione". "Intensa commozione", è stata espressa anche da Romano Prodi: "Sono orgoglioso per il lavoro svolto dall'Italia. Oggi è davvero una giornata storica".

    Il documento non è vincolante, ma ha un grande significato morale. Il testo approvato esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a "stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall'abolizione" della pena capitale, e intanto invita a ridurne progressivamente l'uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati. Il testo della moratoria in dicembre verrà presentato davanti all'Assemblea generale.

    (18-12-2007)

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  2. #262
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    i radicali son serviti a qualcosa

  3. #263
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    Gasparri: «si tratta di una nostra vittoria politica»
    Sicurezza, il dl sarà lasciato decadere
    Il governo sembra intenzionato a non convertire il decreto: «Non c'è tempo per correggere l'errore»



    L'aula di Montecitorio (Olympia)
    ROMA - Futuro incerto per le norme sulle espulsioni di cittadini comunitari. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, annuncerà mercoledì alla capigruppo di Montecitorio che la decisione finale del governo è, secondo fonti accreditate in ambienti ministeriali, di «lasciar scadere il decreto legge» sulla sicurezza perché «non ci sono i tempi per la conversione» e per la correzione dell'errore che lo vizia (la norma anti-discriminazioni sulla quale è arrivato l'alt di Napolitano - leggi la scheda) A quel punto, per dare corpus alle norme sulle espulsioni, si apriranno due strade: o «un disegno di legge o un nuovo decreto», se il governo «valuterà che esistono ancora i requisiti di necessità e urgenza». Certo è che, se non verrà fatto un nuovo dl o una norma ad hoc, tutti coloro che sono stati espulsi con quello attualmente in vigore e che scadrà il 31 dicembre, potranno rientrare in Italia. «Questo decreto - spiega il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro - per essere convertito avrebbe bisogno di una terza lettura ma l’ingorgo dell’agenda parlamentare con il Senato impegnato sulla Finanziaria rende impossibile approvarlo in tempo utile, credo che il governo proporrà una soluzione legislativa diversa che assicuri l'obiettivo di non far perdere efficacia alle norme per la sicurezza dei cittadini».

    GASPARRI - Esulta l'opposizione. «Il decreto, da come abbiamo capito, verrà lasciato decadere - afferma Maurizio Gasparri, dell'ufficio politico di An -. È una affermazione della nostra battaglia contro un provvedimento fiacco e confuso per via di una norma, quella sull'omofobia, che non avrebbe consentito il sì da parte del Capo dello Stato. Si tratta dunque di una nostra vittoria politica». Nella vicenda Gasparri richiama l'attenzione sul «ruolo positivo svolto da Napolitano». «Noi - conclude l'esponente di An - apprezziamo questa sua attenzione, che merita un atto di rispetto da parte del Governo».
    http://www.corriere.it/politica/07_d...ba99c53b.shtml

    18 dicembre 2007

  4. #264
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    I tre leader hanno sancito un patto e annunciato un summit
    tra capi di Stato e di governo a Parigi il prossimo 13 luglio
    Vertice Prodi-Sarkozy-Zapatero
    "Mediterraneo unito per la pace"



    La stretta di mano tra i tre leader
    Sarkozy, Prodi e Zapatero
    ROMA - Un Mediterraneo unito, coeso, che sia portatore di pace. Questo il "sogno" di Prodi, Sarkozy e Zapatero, che si sono incontrati oggi a Roma.

    Dopo le visite al Vaticano e al Quirinale, l'intensa giornata romana del presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy si è conclusa a palazzo Chigi, per un vertice a tre con Romano Prodi e il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero sul rilancio delle cooperazione tra Ue e Paesi del Mediterraneo.

    Dopo aver atteso il capo del governo di Madrid, arrivato con un'ora di ritardo, i tre leader si sono spostati presso il Tempio di Adriano dove con una stretta di mano hanno sancito l'"Unione per il Mediterraneo". "Finalmente è arrivata l'ora", ha esordito Prodi; "Un sogno che sarà possibile realizzare", ha proseguito Sarkozy; "Una unione che deve servire ad avvicinare i due lati del mare", chiosato Zapatero.

    "Da sempre - ha detto Prodi davanti ai suoi due interlocutori - ho detto che il Mediterraneo deve essere al centro della nostra politica europea", soprattutto dopo "l'emergere delle grandi economie asiatiche. Non abbiamo mai attuato progetti concreti, da stasera si comincia ed è un grande fatto nuovo che Italia Spagna e Francia siano insieme per questo progetto".

    Sarkozy ha affermato di condividere gli "obiettivi" definiti da Prodi e Zapatero e la loro "visione". "L'appello di Roma", ha spiegato il capo dell'Eliseo, si concretizzerà in un vertice a Parigi il 13 luglio, tra capi di Stato e di governo prima del vertice europeo del 14. "Il futuro che abbiamo davanti - ha detto Sarkozy - è una scelta tra "la peggiore delle guerre o la migliore delle paci. Dobbiamo lasciare da parte l'odio e la guerra".

    "Questa unione che nasce oggi a Roma - ha detto il premier spagnolo Zapatero - deve servire ad avvicinare i due lati del Mediterraneo, rafforzare la pace e la stabilità, rigenerare questo mare e risolvere il problema delle migrazioni", tutte questioni, ha ricordato, che l'Unione europea ha indicato come prioritarie. Italia, Spagna e Francia "sono molto determinate ad andare avanti per dare impulsi alla collaborazione ed energia politica a tutta una zona nella quale saranno affrontate questioni internazionali" ha aggiunto.

    "Vogliamo che l'unione mediterranea" ha concluso Zapatero, "sia una nuova tappa, una spinta perché i paesi del Mediterraneo siano protagonisti determinanti in parallelo con l'Ue. L'unione mediterranea nasce da tre paesi europeisti, nasce dall'Unione europea e serve all'Unione europea".

    (20 dicembre 2007)

  5. #265
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    Il via libera definitivo questa mattina al Senato. Ancora una volta
    decisivi i sei voti dei senatori a vita. 213 articoli, valore 16, 3 miliardi
    Senato, 162 Si: Approvata la Finanziaria
    Aiuti per casa, famiglie e imprese
    La manovra è legge dopo sei fiducie

    Prodi: "Ho un sorriso grande così. Non è vero che non ho la maggioranza politica"
    Una via libera tra troppi ultimatum. Tutta la maggioranza rinvia alla verifica di gennaio

    di CLAUDIA FUSANI
    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...ziaria-ok.html

    ROMA - La Finanziaria diventa legge dello Stato alle dieci e mezzo di una mattina prenatalizia. Aveva cominciato il suo cammino a fine settembre, era ancora estate, e lo conclude grazie a sei fiducie a raffica tra Camera e Senato, di cui le ultime ottenute grazie ai voti dei senatori a vita. Un dettaglio che la dice lunga sulle condizioni di stabilità della maggioranza.

    La Finanziaria diventa legge con i rimproveri del Quirinale che contesta l'uso abnorme delle fiducie. Romano Prodi dice di avere "un sorriso grande così" e rassicura: "A gennaio imbulloneremo il programma". Ma a Palazzo Madama pochissimi nell'Unione hanno voglia di sorridere. "A gennaio, a gennaio..." dicono tutti, dai centristi - nove senatori che uno ad uno in questi due giorni di votazioni hanno staccato la spina della fiducia al governo malato - ai senatori della Cosa Rossa. "A gennaio ci sarà la svolta" dicono, e dettano i punti che - dalla tassazione delle rendite agli interventi nei confronti dei precari - vanno nella direzione opposta da quella indicata dai centristi.

    Insomma, in mezzo a mille ultimatum e avvisaglie di fine imminente, la manovra 2008 diventa legge. Stamani c'è stata la terza fiducia. Il testo di 213 articoli e 1.192 commi era stato diviso in tre parti per semplificarne la comprensione. Come ieri nelle prime due votazioni, anche stamani sono stati decisivi i sei senatori a vita presenti in aula che hanno tutti votato sì. Il no del dissidente di Rifondazione Franco Turigliatto portava la maggioranza (che ha solo due voti di scarto) dritta al pareggio. Cioè alla sconfitta.

    Comunque, facendo ricorso - come suggerisce il premier - all'orgoglio nazionale e alla capacità di vedere le cose anche per quello che di buono hanno, la manovra 2008 rappresenta a suo modo una svolta almeno su tre grandi temi: casa, famiglie, imprese.

    Casa - Sconto dell'Ici per la prima casa (circa 300 euro anche per il coniuge separato) e detrazione Irpef per chi vive in affitto sono le misure principali. Chi vive in affitto può scaricare dai 150 euro (chi guadagna più di 15,943 euro) fino a 300. I "bamboccioni" tra i 20 e i 30 che vanno a vivere da soli potranno scaricare fino a 991 euro per i primi tre anni, se i loro redditi non superano i 15.493 euro. Poi prorogata per altri tre anni, fino al 2010, la detrazione del 36% sulle ristrutturazioni e dell'Iva agevolata. Sconto fiscale (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici, l'installazione di pannelli solari e impianti di climatizzazione. Interventi anche sul fronte dei mutui: sale a 4.000 euro la cifra massima degli interessi passivi ammessi alla detrazione del 19%; chi è in difficoltà con le rate potrà sospendere i pagamenti per due volte durante il contratto e per un periodo non superiore a 18 mesi.

    Famiglie - Sconti del 19 per cento per le famiglie con bimbi all'asilo (fino a 632 euro), sia pubblico che privato. Aiuti ai nuclei più numerosi con almeno quattro figli. Più asili nido grazie ai soldi recuperati ai furbetti del quartierino con relativi scandali bancari. Sono le principali novità del secondo grande capitolo della manovra, quello dedicato alle "famiglie". Le famiglie numerose potranno detrarre 1.200 euro. A tutela di quelle con reddito basso è stato pensato il "riccometro" a prova di furbi (Isee): chi dice di essere povero, e non lo è, per accedere ai servizi sociali come gli asili nido dovrà stare attento perchè sono previsti nuovi controlli incrociati a sorpresa. E poi: aboliti i ticket sulle ricette per la diagnostica e abolizione del canone Rai per gli over 75 il cui reddito arriva a 516 euro. Un aiuto alle famiglie arriverà anche da Mister Prezzi, un garante per vigilare sul costo della vita. E dalla Class action, l'azione legale collettiva per tutelare gli interessi di cittadini e consumatori da società e imprese che mettono sul mercato merce non in regola o sono carenti nei servizi. Dalle aziende che producono macchine alle Ferrovie che tengono i treni sporchi e spesso in ritardo, da casi come quello del crac Parmalat ai guai provocati dai sindacati degli autotrasportatori.

    Imprese - Gli interventi a favore delle imprese sono un po' la seconda puntata dopo la riduzione del cuneo fiscale. Calano Ires e Irap:l'imposta sul reddito delle società scende dal 33% al 27,5% mentre l'imposta sul reddito delle attività produttive passa dal 4,5% al 3,9%. Le imprese nel sud beneficeranno di un credito di imposta per tre anni per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Il credito di imposta è pari a 333 euro al mese per ciascun lavoratore e sale a 416 euro per l'assunzione di donne.

    Dai muli agli idrovolanti comprese le biciclette - La manovra ha un valore di 16,3 miliardi di euro. Quando era partita ne valeva 10,7 e soprattutto è raddoppiata come numero di articoli, da 97 a 213. E' la croce della Finanziaria: essendo l'unica legge dello stato che sicuramente viene approvata entro la fine dell'anno, tutti ci infilano dentro di tutto. Dalle nuove regole erariali "su cavalli, asini, muli e i bardotti destinati all'alimentazione" agli idrovolanti "per i collegamenti con le isole minori"; dal velodromo di Treviso ai due milioni di euro per realizzare a Foggia l'Autorità della sicurezza alimentare. Finanziaria: Giuliano Amato una volta la definì "l'ultimo treno per Yuma"; Paolo Cirino Pomicino "una distribuzione di vol au vent".
    (21 dicembre 2007)

  6. #266
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    I dettagli della Manovra



  7. #267
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    Senato: approvato anche il Pacchetto Welfare
    Addio allo scalone Maroni, qualche tutela in piu per i precari




  8. #268
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    Passivo di 7,7 miliardi. Prodi: straordinario, consideriamo che importiamo energia per 50 miliardi
    Commercio estero, l'Italia riparte
    L'export vola, scavalcate Gran Bretagna e Canada: siamo al settimo posto nel mondo


    ROMA - L’Italia supera Gran Bretagna e Canada nella quota di esportazioni mondiali e risale la classifica dei maggiori paesi esportatori al mondo, passando dal nono al settimo posto. E’ quanto emerge dai dati illustrati dal ministro per il Commercio Internazionale, Emma Bonino, sull’andamento del commercio estero.

    QUOTA IN CRESCITA - Nei primi sei mesi del 2007 la quota Italia di esportazioni a livello mondiale è cresciuta del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2006. Oltre all’Italia, solo Cina e Germania, tra i grandi esportatori sono riusciti a ottenere risultati positivi. Tutti gli altri, Spagna, Francia, Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada e Regno Unito, hanno visto ridursi la propria quota di export mondiale. Questo miglioramento ha permesso all’Italia di passare dal nono al settimo posto della classifica dei maggiori paesi esportatori al mondo, superando Gran Bretagna e Canada.

    GRADUATORIA - La classifica delle quote di export mondiale nei primi sei mesi del 2007 è guidata dunque dalla Germania (9,7%), seguono gli Stati Uniti (8,6%), Cina (8,4%), Corea+Singapore+Hong Kong (7,3%), Giappone (5,2%), Francia (4,2%), Italia (3,6%), Regno Unito (3,2%), Canada (3,1%), Russia (2,3%) e Spagna (1,8%).

    PRODI - «Esportiamo il doppio della Spagna», ha dichiarato il premier Romano Prodi, spiegando i dati relativi al nostro export. L'Italia nel 2007 registra un passivo nella bilancia commerciale di 7,7 miliardi. Per il presidente del Consiglio si tratta «di un risultato straordinario, se consideriamo che importiamo energia per 50 miliardi». Il mercato Ue si allarga e noi siamo secondi solo alla Germania». I dati mostrano che fino al settembre 2007 le esportazioni italiane hanno fatto segnare un +11,5% rispetto allo scorso anno. Il ministro Bonino ha sottolineato un dato: «Tutte le esportazioni francesi sono paragonabili a quelle italiane del solo settore meccanico».

    SUPEREURO - Romano Prodi ha sottolineato poi che l'euro forte danneggia il commercio estero. «Non vi è alcun dubbio al riguardo, anche se vediamo la fatica di paesi come gli Usa o il Giappone» dove il problema del cambio si presenta con una «specifica forza» a loro favore. Il premier si è augurato che la Banca centrale europea «tenga presente che esistono interessi reali da tutelare perché ci sono limiti alla capacità di resistenza al cambio» .

    http://www.corriere.it/economia/07_d...ba99c53b.shtml
    21 dicembre 2007

  9. #269
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    Predefinito Se il governo sopravviverà......ci saranno cose interessanti

    Allo studio un pacchetto di misure in più tappe per un valore
    di 12-16 miliardi a favore dei lavoratori dipendenti
    Prodi 2008: Prima la dote ai figli, poi le aliquote
    meno tasse sotto i 40 mila euro

    di ROBERTO MANIA

    Romano Prodi

    UN PIANO per aumentare il reddito reale dei lavoratori. Romano Prodi ha deciso di imprimere un'accelerazione per riportare in primo piano l'emergenza salariale. Da qui un pacchetto di misure in più tappe: prima le detrazioni fiscali e gli interventi per le famiglie, poi l'abbattimento delle aliquote Irpef. Destinatari i lavoratori dipendenti con un reddito annuo tra i 30 e i 40 mila euro. Una scelta di campo. Il progetto potrebbe essere al centro della conferenza stampa di fine anno, convocata per giovedì prossimo.

    E la questione dovrebbe approdare all'ultimo Consiglio dei ministri del 2007 di venerdì. Una strategia che punta a rilanciare l'azione di governo, dilaniato dalle sue divisioni, ma anche a riproporre la politica dei redditi come asse della politica economica, dopo avere messo in sicurezza la dinamica del deficit e aver avviato il welfare state verso la modernità.

    Il riaffacciarsi dello spettro dell'inflazione e le speculazioni sul fronte dei prezzi impongono ora un cambio di marcia. L'intervento nella Finanziaria con il bonus a favore degli incapienti (150 euro) è solo un primo passo. Quello di Prodi, affiancato dal vice ministro Vincenzo Visco e dal titolare dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, è un disegno ambizioso. Una specie di biglietto da visita con il quale presentarsi alla verifica di maggioranza e che fa leva sul riordino del meccanismo delle detrazioni fiscali, sull'introduzione della "dote fiscale del figlio", fino alla riscrittura delle attuali aliquote della curva dell'Irpef.

    Quindi un percorso con più step, a partire dalla prima metà del prossimo anno, quando, già con la Trimestrale, sarà possibile valutare l'entità strutturale dell'extragettito fiscale che - stando alle prime simulazioni - potrebbe arrivare a 6,3 miliardi.
    Secondo le stime dei tecnici, dunque, servono complessivamente tra i 12 e i 16 miliardi di euro in un triennio, più o meno un punto di Pil. Le risorse, ancora una volta, dovrebbero arrivare dalla lotta all'evasione fiscale ma anche dai tagli alla spesa pubblica improduttiva.

    Il piano guarda a oltre il 90 per cento dei lavoratori dipendenti: coloro che guadagnano fino a 40 mila euro lordi all'anno e pagano le tasse fino all'ultimo euro. Quella fascia di contribuenti, in sostanza, che ha visto drammaticamente crollare il proprio potere d'acquisto negli ultimi anni. Basta leggere i dati della Banca d'Italia: nel quinquennio 2000-2004 il reddito reale dei lavoratori dipendenti è calato di quasi il 4 per cento, contro un incremento di circa il 15 per cento per il mondo del lavoro autonomo. Un processo che sta ridisegnando la stessa composizione sociale italiana con il progressivo scivolamento del ceto medio, a reddito fisso, sempre più in basso nella classifica. Un impoverimento che incide sui consumi ma che racconta sempre più anche del declino italiano.

    In parallelo al piano per il lavoro dovranno chiudersi le trattative per i rinnovi contrattuali, a cominciare da quello dei metalmeccanici. Il premier lo ha detto chiaramente al leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nell'incontro di questa settimana a Palazzo Chigi. E alle parti sociali il governo chiederà di aggiornare il modello contrattuale (nato con il protocollo Ciampi del '93) per favorire il recupero di produttività alla quale legare gli aumenti salariali a loro volta sgravati dall'imposizione. Poi serviranno le altre liberalizzazioni già presentate al Parlamento.
    Si dovrebbe partire con l'aumento delle detrazioni fiscali per i redditi da lavoro dipendente, come peraltro già indica la Finanziaria approvata venerdì. Tra le ipotesi anche quella di ritornare ad una sorta di detrazione forfait per il lavoro dipendente. Un meccanismo fortemente redistributivo a favore dei redditi più bassi per i quali uno sconto fisso ha un impatto in proporzione maggiore rispetto a ciò che accade agli scaglioni più alti.

    Per la famiglia si punta ad un'operazione di semplificazione degli attuali istituti con la sostituzione degli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per i figli a carico, con la "dote fiscale del figlio". Un pacchetto che era stato presentato in alternativa agli sgravi sull'Ici sulla prima casa e che poi è stato messo da parte. Ora ritorna in pista.

    Inizialmente dovrebbe riguardare i bambini che hanno da 0 a 3 anni e via via i nuovi nati che si porteranno appresso la dote fino al compimento della maggiore età. Dal punto di vista tecnico la dote sarebbe una detrazione (sotto forma di aumento in busta paga) che corrisponderebbe a 2.550 euro all'anno per il primo figlio, che aumenterebbe poi col numero di figli, riducendosi, senza tuttavia scalini ripidi, con la crescita del reddito. Nessuno, sulla base del reddito, verrebbe escluso dallo sgravio. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro.

    Più complessa, e onerosa (almeno 6,3 miliardi per il primo intervento) la partita per riscrivere la curva dell'Irpef. In ogni caso se ne parlerà con la Finanziaria del 2009. I tecnici, intanto, hanno allo studio il passaggio dell'aliquota per il primo scaglione di reddito (fino a 15 mila euro) dall'attuale 23 per cento al 20 con lo scaglione che, però, scenderebbe a 7.500 euro.
    Per ora è stata accantonata l'ipotesi della restituzione del fiscal drag, cioè dell'aumento del carico fiscale a causa della crescita dell'inflazione. Il tema è tornato di attualità anche durante la discussione sulla Finanziaria, ma la mancanza di copertura non l'ha fatto entrare nella manovra.

    La platea potenzialmente interessata è di circa 30 milioni di persone, compresi i lavoratori autonomi. Proprio per quest'ultimo aspetto sarebbe stata messa da parte. D'altra parte l'obiettivo non è una riduzione generale del carico fiscale scarsamente percepibile e già sperimentato inutilmente nella passata legislatura, ma quello di rimettere al centro il recupero del potere d'acquisto di chi ogni mese riceve la busta paga.
    (23 dicembre 2007)
    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...to-salari.html

  10. #270
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    Decreto-legge che proroga alcuni termini previsti da disposizioni legislative. Queste alcune delle proroghe:
    • Settore difesa: al 31 gennaio 2008 le autorizzazioni di spesa (per assicurazioni del personale e trasporti strategici) relative alle missioni internazionali in atto;
    • Settore turismo: di ulteriori sei mesi il termine concesso agli imprenditori turistici per consentire il completamento dei lavori già avviati in materia di prevenzione degli incendi; al 31 dicembre 2008 il periodo di riferimento per le spese sostenute da parte dei gestori di attività commerciali per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
    • Settore lavoro: fino alla scadenza dei Consigli di amministrazione il termine per la scadenza dei Presidenti e dei Consigli di indirizzo e vigilanza di INPS, INAIL, INPDAP, IPSEMA;
    • Settore salute: al 31 dicembre 2008 il termine per l’adozione del decreto di aggiornamento delle tariffe massime delle prestazioni sanitarie; al 31 dicembre 2009 l’avvalimento, da parte del Ministero della salute, del personale medico assunto a tempo determinato; al 31 dicembre 2008 il termine per le industrie farmaceutiche titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio di medicinali non soggetti a prescrizione medica ai fini della comunicazione del prezzo massimo di vendita; a tutto il 2010 l’autorizzazione di spesa per il funzionamento della Fondazione Istituto mediterraneo di ematologia;
    • Settore giustizia: al 30 giugno 2008 i giudici onorari ed i vice procuratori onorari nell’esercizio delle rispettive funzioni;
    • Settore trasporti: al 1° luglio 2008 il termine per la decorrenza dei limiti posti ai neopatentati di categoria B (per il primo anno dal conseguimento della patente) circa la possibilità di condurre autoveicoli con un rapporto potenza/tara superiore a 50kw/t;
    • Settore agricoltura: al 31 dicembre 2008 il termine per la chiusura delle liquidazioni coatte amministrative dei consorzi agrari; al 31 dicembre 2008 il termine per l’esercizio dei compiti del Commissario straordinario per le emergenze zootecniche; al 31 dicembre 2008 il termine per l’operatività del Fondo per la meccanizzazione; entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge la ripresentazione delle domande per ottenere i benefici previsti dalla legge n.237 del 1993 da parte dei soci di cooperative agricole in accertato stato di insolvenza;
    • Settore sviluppo economico: al 30 giugno 2008 il termine per il riordino delle partecipazioni societarie dell’agenzia nazionale per l’attuazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA; al 31 dicembre 2008 gli incentivi per la rottamazione di autoveicoli (accompagnata da un bonus e dall’abbonamento al trasporto pubblico locale o al servizio di car sharing) e per la sostituzione di automobili euro 0, euro 1, euro 2 immatricolate prima del 1° gennaio 1997, con altre di categoria euro 4 ed euro 5 con bassa emissione di CO2;
    • Settore ambiente: al 31 dicembre 2008 l’applicazione del sistema di responsabilità individuale del produttore per i RAEE provenienti da nuclei domestici;
    • Settore finanze: al 31 dicembre 2008 l’agevolazione riconosciuta agli utilizzatori industriali, esclusi i termoelettrici, in virtù della quale viene ridotta del 40% l’accisa sul gas naturale per combustione per usi industriali; al 31 marzo 2008 il termine per l’approvazione dei modelli di dichiarazione delle imposte sui redditi e dell’IRAP relativi al periodo di imposta 2007; il provvedimento infine abroga la tassa sui contratti di borsa, risalente al 1923, e prevede inoltre che gli assegni vitalizi previsti a favore dei cittadini deportati in campi di sterminio nazisti K.Z. non siano conteggiati ai fini della determinazione dei limiti di reddito stabiliti per il riconoscimento del diritto all’assegno sociale e alla pensione sociale;
    http://www.governo.it/

 

 
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