Resta aperta invece la trattativa con la Rosa nel pugno.
La Bonino ha accettato il posto da ministro delle Politiche comunitarie con la delega del commercio estero che le ha offerto Prodi.
Ma ha fissato certe condizioni. «A scanso di equivoci, dico che, per quanto mi riguarda, sono pronta ad accettare il compito ministeriale che mi venisse prospettato, se giungessero due elementi di chiarezza.
Il primo è un impegno esplicito e serio sulla grave vicenda che vede esclusi da Palazzo Madama otto senatori regolarmente votati ed eletti dal popolo italiano», spiega la Bonino in una nota. «È una grave ferita - sottolinea - alla legalità costituzionale. Chiedo ufficialmente all'Unione e al suo leader di pronunziare al riguardo parole chiare ed impegnative».
«Il secondo è un elemento di chiarezza sulla presenza complessiva della Rosa nel pugno nella compagine di governo», conclude la leader radicale.
16 maggio 2006 corriere.it




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