Intanto non è un "valore" condiviso, il Nord guarda da tempo verso forme amministrative di tipo diverso da quello "nazionale".
Nel 1997 raccogliemmo quasi CINQUE milioni di firme a favore della secessione della Padania dall'Italia, e questo non è un dato di poco conto.
In più, la centralizzazione di tutto il possibile, dalla politica all'"informazione", operata da Roma negli ultimi 35 anni è mortale soprattutto per la Padania.
Roma, non è assolutamente all'altezza di gestire nessuno stato e soprattutto uno stato artificiale, disomogeneo e a forte presenza mafiosa come questo.
Quindi, tutta la prosopopea celebrativa, ritualistica, del presidente italiano (che come padani non ci riguarda), che vorrebbe ribadire una unità nazionale MAI esistita e che MAI esisterà, è MOLTO PERICOLOSA e ANTIDEMOCRATICA in quanto irrispettosa del sentire di milioni di persone che al Nord non si riconoscono più da anni in questo stato fallito e artificiale.
Per noi, questo stato è un falso storico, non lo riconosciamo, e nessuno ci imporrà di riconoscerlo con la forza.
Qualsiasi tentativo di restaurazione centralistico o romanocentrico si scontrerà in ogni modo con le popolazioni della Padania.
NO ALL'UNITA' "NAZIONALE".




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