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  1. #1
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    Predefinito SPALLETTI IMPOSTO DA MOGGI - Moggi al telefono: «Ora anche la Roma starà agli ordini»

    Nessun illecito sportivo, ma un controllo della società A.S. Roma per favorire la Gea World di cui suo figlio era presidente e soprattutto per fermare «il percorso autonomo e indipendente nel sistema calcio determinato dalla gestione del presidente Franco Sensi». Era questo, secondo gli inquirenti, l’obiettivo di Luciano Moggi. L’informativa consegnata dai carabinieri del reparto operativo di Roma ai magistrati napoletani ricostruisce le pressioni della «compagine moggiana» che portarono alle dimissioni del direttore sportivo Franco Baldini. E il ruolo di Cesare Geronzi, presidente del gruppo bancario Capitalia «a cui l’organizzazione fa riferimento per curare l’aspetto finanziario delle società calcistiche». L’inserimento del figlio
    Secondo gli investigatori «allarmanti sono i contatti e gli accordi tra lo stesso Moggi e Geronzi finalizzati alla ripresa del controllo tecnico e finanziario dell’A.S. Roma. Comportamenti che da un lato mirano ad asservire il presidente Sensi in occasione delle riconferme delle cariche federali e di Lega, dall’altro a eludere e neutralizzare la sua scomoda presenza all’interno del sistema calcio». Il 3 novembre 2004 Moggi parla con il figlio Alessandro sulla possibilità che entri nella dirigenza giallorossa, ma lui appare poco convinto. Questa eventualità viene discussa anche dall’amministratore delegato della Gea Franco Zavaglia il 19 novembre con il direttore sportivo dell’Udinese Pietro Leonardi. Così il colloquio viene ricostruito nel brogliaccio: « Zavaglia gli comunica che Luciano Moggi è andato da Cesare Geronzi per valutare la possibilità di far entrare il figlio Alessandro nella Roma come direttore generale ma, a suo dire, sia Chiara che il padre Cesare vedono questa operazione non particolarmente utile (evidentemente perché susciterebbe tutta una serie di polemiche da parte dell’ambiente gialorosso tradizionalmente ostile da anni all’organizzazione moggiana) ». I due ne parlano nuovamente 21 dicembre e Zavaglia « gli riferisce che Chiara Geronzi ha parlato con la "figlia" (riferendosi a Rosella Sensi) e costei gli ha detto che l’operazione sarebbe anche possibile però è opportuno aspettare un po’ prima di far entrare Alessandro Moggi nei quadri dirigenziali di detta società (evidentemente riferito all’ostacolo Baldini da rimuovere) ».
    Il cambio di allenatore
    «La sequela di contatti telefonici - scrivono i carabinieri - conferma che l’operazione di controllo della società calcistica A.S. Roma è stata, poi, realizzata: anche la Roma è ormai una succursale dell’organizzazione moggiana, dopo aver eliminato i soggetti scomodi e contrari». In quel periodo «Luciano Moggi, tramite la Gea, si appresta a controllare il nuovo assetto sportivo della società, inserendo nei suoi ranghi l’allenatore Spalletti e giostrando, secondo le strategie di mercato proprie dell’organizzazione, i giocatori più importanti di quella squadra. Il 19 maggio 2005 Luciano Moggi parla con Fabio Capello, all’epoca allenatore della Juventus, «d elinea i contorni dell’incontro con Rosella Sensi e subito emerge la circostanza che i due Club non saranno più ostili e la Roma non ostacolerà più il programma politico dei dirigenti juventini, ed in più si è dato inizio ad una collaborazione nel mercato dei calciatori con la cessione di alcuni di essi ». Il 25 maggio, nuova telefonata. « Capello informa Moggi della possibilità che il calciatore giallorosso Mancini possa cambiare società, mentre il dirigente bianconero conferma che la dirigenza della Roma ha dato disponibilità a cedere i giocati Mancini e Cassano. Moggi riferisce al suo interlocutore che per i giocatori non ci sono problemi e che l’importante è mettere l’allenatore giusto in modo che l’attività può essere svolta in maniera veloce e puntuale: "I l discorso del cambio è una cosa che parte in tromba! Senza nessun problema! "». Moggi racconta anche che è riuscito a convincere Rosella Sensi a non tesserare l’allenatore Zeman e i due si mostrano ovviamente soddisfatti essendo questo allenatore accanito nemico dell’organizzazione e quindi un grosso ostacolo ai loro fini. Moggi fa poi riferimento a Geronzi comunicando al suo interlocutore che con Capitalia ha avuto un colloquio e che ha sistemato tutto per cui loro (riferito alla Roma) sono ormai sottomessi: « ...e mi sembra di averla convinta! Poi gli ho fatto parlà anche dal "capo" quindi non...si, no, ma adesso la situazione lì sta a posto, perché so andati alla Banca a parlare. Io gli ho fatto mettere tutto a posto, quindi dovrebbero stare agli ordini! ». Il 2 giugno Daniele Pradè, dirigente della Roma « chiede a Moggi di poter tesserare l’allenatore Guidolin ma il direttore generale bianconero esclude tale allenatore ed impone di prendere l’allenatore Spalletti. Pradè accetta tale disposizione e dopo avere riferito che l’unico eventuale problema è convincere Rosella Sensi, chiede a Moggi se è sua intenzione telefonare a Spalletti, ma Moggi risponde che non è necessario ».
    Il verbale dell’ex ds Baldini

    Il 14 aprile 2005 Franco Baldini viene interrogato dai carabinieri. E afferma: «Quando le situazioni economiche ormai evidentemente pressanti che riguardavano in primis la società Italpetroli e conseguentemente l’A.S. Roma, è stato sottoscritto dalla famiglia Sensi un accordo per la ristrutturazione dei debiti pregressi con Capitalia e la diretta assunzione in Italpetroli come direttore generale di Bassi indicato espressamente dallo stesso istituto di credito. Da qui discendono una serie di eventi: il subentro di Rosella Sensi nella gestione anche formale della società e subito dopo si determina, chiaramente con finalità agevolatrici in termini di mercato sia esso strettamente riferito ai calciatori che soprattutto agli accordi sui diritti televisivi, ad un disgelo nei rapporti con la società dominante il sistema del calcio, ovvero la Juventus, sanciti dalla vendita del calciatore Emerson nonchè dal passaggio dell’allenatore Capello. In particolare il passaggio di Emerson era stato favorito da alcuni preventivi incontri tra Giraudo e la Sensi, che ha visto anche come propedeutica attività il contributo del sindaco di Roma Veltroni...».
    La riconferma di Carraro

    Proprio in quel periodo Moggi si occupa dell’elezione dei vertici federali. «Di interesse investigativo - si legge nell’informativa - sono anche i contatti con Geronzi nell’ambito delle attività di gestione del potere federale e quindi in relazione alla riconferma di Carraro alla presidenza della Figc, momento vissuto dall’organizzazione moggiana come fatto necessario ed imprescindibile per il mantenimento del potere. In quest’ottica Geronzi assume un determinante ruolo nelle dinamiche di pressione e controllo su Carraro che, come detto, riveste la carica di presidente del Medio Credito Centrale controllata del gruppo Capitalia. Una serie d’incontri tra Moggi e Geronzi, presumibilmente avvenuti nella prima decade di gennaio 2005, sono fonti di successive discussioni tra Moggi e il sodale Mazzini, ma anche tra Moggi e Giraudo. Il 14 dicembre 2004 « Moggi racconta un incontro avvenuto tra lui, Cesare Geronzi e Franco Carraro dove si è discusso delle future elezioni alla presidenza della Figc e Carraro è stato ripreso da entrambi per il suo comportamento che deve mutare soprattutto nei loro confronti che lo stanno favorendo nella rielezione a presidente ». Il 7 gennaio 2005 i due dirigenti della Juventus parlano del «comportamento di Carraro e delle pressioni che egli riceve da Geronzi per evitare che tenga un atteggiamento dannoso all’organizzazione nella gestione della Figc». Moggi afferma: « Stamattina m’ha chiamato Geronzi... allora senza sape’ niente... senza sape’ niente ho detto a Geronzi: Cesare mettigli il pepe in culo a Carraro perché mi sembra rincoglionito! ».


    Aveva ragione Gaucci il Burratinaio del calcio italiano e'
    quella MERDA di Geronzi.....

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM

    Aveva ragione Gaucci il Burratinaio del calcio italiano e'
    quella MERDA di Geronzi.....


    Geronzi, chi?...il presidente di Capitalia?

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    Geronzi, chi?...il presidente di Capitalia?
    Moggi chi ?
    ahh.., il dg della juventus

    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #4
    Viribus Unitis
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    "Ora anche la Roma starà agli ordini..."

    Giorno dopo giorno mi sto convincendo che tutto 'sto casino sia un toccasana per tutti.

  5. #5
    Viribus Unitis
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    Comunque sia questo fatto di Spalletti è un ulteriore segno della sudditanza del calcio italiano agli ordini e alla volontà dei "capi". Indi per cui si impone, a maggior ragione, un bel repulisti generale che, spero, venga condotto fino in fondo. Lo spero, ma non ci credo... Alla fin fine siamo in Italia, non dimentichiamocelo.

  6. #6
    a.k.a. tolomeo
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    anche del neri, gea, stessa storia

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...?ref=hprepnews
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  7. #7
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    Quella banca fa perdere i Sensi
    di Peter Gomez e Marco Lillo
    Così l'asse Capitalia-Gea assediava la Roma. Per imporre i suoi uomini. E portare qualche fuoriclasse a Torino

    Ci sono anche le mani di Moggi e del numero uno di Capitalia, Cesare Geronzi, dietro la rivoluzione del 2004-05 ai vertici della Roma. Intercettazione dopo intercettazione, i carabinieri del nucleo operativo della Capitale hanno fotografato la storia dell?a ssedio ai giallorossi. Una sorta di complotto nel quale, secondo quanto scritto nel loro secondo rapporto consegnato ai pm napoletani Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, i 154,33 milioni di debiti nei confronti di Capitalia sarebbero stati utilizzati dal clan Moggi come leva per estromettere di fatto Franco Sensi dalla guida della società, imporre come allenatore Gigi Delneri (assistito dalla Gea di Alessandro Moggi e Chiara Geronzi) e spingere il centrocampista brasiliano Emerson alla Juventus. Un gran colpo di calciomercato riuscito facendo capire a Sensi, presidente di una società oberata dai debiti, che la Roma avrebbe avuto problemi con Sky (contratto per i diritti tv da 150 milioni di euro) e che soprattutto Capitalia avrebbe chiuso i cordoni della borsa.


    Metodi ai quali, secondo quanto risulta a ?L?espresso?, si aggiunge anche il ruolo di Emerson. Il fuoriclasse brasiliano nella primavera del 2004 comincia a non allenarsi più, presenta certificati medici che attestano la sua depressione, dimostra di volere a tutti costi andarsene. Ma non è tutto. Il piano, ricostruito dai carabinieri, prevedeva anche la sostituzione del direttore sportivo Franco Baldini con Moggi junior. In quei mesi Baldini, l?uomo che aveva portato nella Capitale Batistuta, Cassano, Samuel e lo stesso Emerson, se ne accorge e, il 20 marzo del 2005, dice: «Le squadre più forti hanno messo in atto in questi anni una politica talmente scientifica, usando tutto quello che avevano a disposizione, per restare il più a lungo possibile le più forti». Quindi denuncia gli «esiti finali scontati nel calcio. Negli ultimi 12 anni hanno vinto cinque volte Juve e Milan, poi Roma e Lazio una volta, a prezzi tali che per vincere quasi ci rimettono la pelle... solo l?Inter agli stessi prezzi non ha ancora vinto niente».


    Quattro giorni dopo la Roma accetta le sue dimissioni. I carabinieri lasciano passare tre settimane, poi, come ?L?espresso? è in grado di rivelare, lo interrogano. Baldini, si legge nel loro rapporto, spiega come dopo una guerra durata anni, si sia arrivati all?alleanza giallorossi-bianconeri. «Baldini», scrivono, «riferisce come vi sia stata una inversione di tendenza, quando il presidente Sensi nell?autunno scorso è stato indotto ad accettare, per esigenze economiche, le logiche di potere rispondenti agli interessi del gruppo dominante il sistema calcistico». Baldini dice, tra l?altro, che «è stato sottoscritto dalla famiglia Sensi un accordo per la ristrutturazione dei debiti pregressi con Capitalia e la diretta assunzione in Italpetroli (la società dei Sensi ndr), con l?incarico di direttore generale di Bassi, indicato dallo stesso istituto di credito. Da qui discendono una serie di eventi (...) dapprima nel subentro di Rosella Sensi nella gestione anche formale della società in luogo del padre (essenzialmente per motivi di salute); subito dopo si determina, chiaramente con finalità agevolatrici in termini di mercato, sia esso strettamente riferito ai calciatori che soprattutto agli accordi sui diritti televisivi, a un disgelo nei rapporti con la società dominante il sistema del calcio, ovvero la Juventus, sanciti dalla vendita del calciatore Emerson nonché dal passaggio dell?allenatore Capello alla medesima società. In particolare il passaggio di Emerson era stato favorito da alcuni preventivi incontri tra lo stesso Giraudo e la Sensi, che ha visto anche come propedeutica attività il contributo del sindaco di Roma Veltroni...». Il 7 luglio del 2004, in Campidoglio, Veltroni, Rosella Sensi e Giraudo si sono effettivamente incontrati ma è dalle intercettazioni che emerge come la denuncia di Baldini non sia campata per aria. Il 23 ottobre 2004 il presidente della Lazio Claudio Lotito dice a Moggi senior: «Hai messo sotto botta Sensi è? Me vie? da ride, hai fatto bene ma vaffanculo...». Luciano risponde: «No, ma questo poverino adesso è out completo guarda, ma coi soldi, con tutto». Lotito: «Macchè so tutto so tutto». Moggi:«(...) Comunque ne parliamo a voce di queste cose qua».

    Il giorno dopo Chiara Geronzi e Alessandro Moggi discutono della questione Roma e parlano di un incontro da organizzare tra i rispettivi genitori. Il 3 novembre Luciano invita il figlio Alessandro «ad avvicinare il banchiere Geronzi per entrare a far parte della Roma (come direttore generale al posto di Baldini, ndr)». E gli dice: «(devi fare pressioni) su Geronzi. Che ora è il momento»: Alessandro è perplesso. Ritiene che sulla «Roma non è che lui comanda come comandava sulla Lazio». Ma Luciano insiste: «Procura di prendere un appuntamento con Geronzi per lunedì». Cosa che puntualmente avviene. I carabinieri chiosano la telefonata parlando di uno «speciale rapporto tra Luciano Moggi e il banchiere Geronzi». Tre mesi dopo Baldini se ne va. E sulla cupola del calcio si allunga l?ombra dell?alta finanza.


    CHE SCHIFO RAGAZZI .............

  8. #8
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM
    CHE SCHIFO RAGAZZI .............
    Davvero... Che schifo infinito. Ora mi spiego il perchè della vendita di Emerson e il perchè della partenza improvvisa di Capello. C'erano di mezzo i debiti, certo, ma non come pensavo io... Oddio, che schifo!!!

    Spero proprio che Moggi le paghi tutte... Comprese queste.

  9. #9
    Gappista
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    Sono sempre stato critico verso Sensi, di cui non mi piaceva l'arroganza e anche l'ignoranza (nei rapporti umani). Però debbo dire che è stato uno dei pochi, se non l'unico, che ha deciso di immolarsi nella lotta contro la mafia nordica (Padania Ladrona Moggista) e che soltanto quando si è ammalato ha alzato bandiera bianca. Un pensiero grato ad un ottimo Presidente e spero che Moggi si trovi presto nelle condizioni fisiche in cui ha messo Sensi...

  10. #10
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da Gappista
    Sono sempre stato critico verso Sensi, di cui non mi piaceva l'arroganza e anche l'ignoranza (nei rapporti umani). Però debbo dire che è stato uno dei pochi, se non l'unico, che ha deciso di immolarsi nella lotta contro la mafia nordica (Padania Ladrona Moggista) e che soltanto quando si è ammalato ha alzato bandiera bianca. Un pensiero grato ad un ottimo Presidente e spero che Moggi si trovi presto nelle condizioni fisiche in cui ha messo Sensi...
    Anche io sono sempre stato un po' critico verso Sensi, ma, alla luce di questi ultimi avvenimenti, lo sto rivalutando sempre di più, sempre per i motivi da te esposti.

    Ad ogni modo sono convinto che, adesso come adesso, faccia bene a mollare tutto e a lasciare la società a qualcuno che abbia più forze e più denaro di lui.

 

 
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