Israele. L'ambasciatore Gol a 'Liberazione': chiedete scusa per la vignetta sui campi di concentramento
Dopo le vignette blasfeme su Maometto, un nuovo caso di polemica innescata da satira a mezzo stampa. L'ambasciatore d'Israele in Italia, Ehud Gol, ha diffuso oggi la lettera al direttore di Liberazione Piero Sansonetti nella quale afferma che, dopo la pubblicazione della vignetta "vergognosa ed antisemita" con la scritta "La fame rende liberi", il "minimo" che si possa richiedere sono "scuse sulle pagine del suo giornale".
"Come ebreo e israeliano, io vedo in questa vignetta disprezzo per la Shoah e un terribile oltraggio alla memoria delle vittime", scrive ancora l'ambasciatore al direttore di Liberazione.
'Antisemitismo oltraggioso', titolava ieri il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, che pubblicava la vignetta apparsa venerdi' su Liberazione, quotidiano di Rifondazione comunista: il muro israeliano al confine con i territori palestinesi e un cancello identico a quello del campo di sterminio di Auschwitz; al posto del motto nazista Arbeit macht frei, 'il lavoro rende liberi', la scritta 'la fame rende liberi'.
Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica milanese, chiama in causa il presidente della Camera, Fausto Bertinotti: "Ringrazio il vignettista e il direttore di Liberazione per aver mostrato il ventre molle del pregiudizio antisemita. Noi ci rivolgiamo a Bertinotti e gli diciamo: si faccia sentire. Da due anni avevamo parlato di fare incontri con la base del partito, parlare di Israele e democrazia, il suo silenzio sarebbe un'altra occasione persa".





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