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  1. #1
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    Chiesa E Laicita': La Lezione Del Vicario Di Cristo.

    ROMA - La Chiesa non viola la laicità dello Stato nel difendere "alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia". E' quanto ha detto questa mattina Benedetto XVI nel suo discorso alla 56esima Assemblea dei vescovi italiani. Un discorso che è coinciso con quello di investitura del nuovo premier Romano Prodi al Senato.

    "La Chiesa è ben consapevole - ha detto il Papa - che alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè tra lo Stato e la Chiesa, ossia l'autonomia delle realtà temporali". Secondo Benedetto XVI, "questa distinzione e autonomia la Chiesa non solo riconosce e rispetta, ma di essa si rallegra, come di un grande progresso dell'umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l'adempimento della sua universale missione di salvezza".

    "In pari tempo - ha proseguito -, e proprio in virtù della medesima missione di salvezza, la Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene".

    Nelle parole del Papa, "a sua volta, una sana laicità dello Stato comporta senza dubbio che le realtà temporali si reggano secondo norme loro proprie, alle quali appartengono però anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell'essenza stessa dell'uomo e pertanto rinviano in ultima analisi al Creatore".

    Dunque, ha concluso Benedetto XVI, "nelle circostanze attuali, richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".

    "Su questi valori - ha detto il Papa ai vescovi italiani - siamo debitori di una chiara testimonianza a tutti i nostri fratelli in umanità: con essa non imponiamo loro inutili pesi ma li aiutiamo ad avanzare sulla via della vita e dell'autentica libertà".

    In precedenza parlando davanti al Papa a nome di tutti i vescovi italiani, il cardinale Camillo Ruini aveva difeso la libertà della Chiesa di intervenire per difendere il Magistero e quei "principi non negoziabili" che toccano "in particolare la promozione e la tutela della vita umana, della famiglia fondata sul matrimonio e non di altre forme di unione, del diritto dei genitori ad educare i propri figli".

    •   Alt 

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  2. #2
    Ut unum sint!
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    Di una Chiarezza e concisione estrema
    UT UNUM SINT!

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Benedetto XVI, durante l'udienza ai Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, riafferma con forza
    il compito della Chiesa di "purificare la ragione" e di "risvegliare le forze morali e spirituali" della società

    Aiutiamo i nostri fratelli in umanità ad avanzare
    sulla via della vita e dell'autentica libertà



    "Aiutiamo i nostri fratelli in umanità ad avanzare sulla via della vita e dell'autentica libertà": è questo il senso della "chiara testimonianza" che i Vescovi italiani sono chiamati ad offrire sui valori fondamentali della dignità della persona e del bene comune della società. A sottolinearlo è stato Benedetto XVI durante l'udienza ai partecipanti all'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, svoltasi nella mattina di giovedì 18 maggio, nell'Aula del Sinodo. Questi sono i punti nodali del discorso del Papa:


    "Occorre curare un'attenta selezione dei candidati al sacerdozio, verificandone le predisposizioni personali ad assumere gli impegni connessi con il futuro ministero; coltivare poi la formazione, non solo negli anni del seminario ma anche nelle successive fasi della loro vita; avere a cuore il loro benessere materiale e spirituale; esercitare la nostra paternità verso di loro con animo fraterno; non lasciarli mai soli nelle fatiche del ministero, nella malattia e nella vecchiaia, come nelle inevitabili prove della vita";


    "Il Signore si mette nelle nostre mani, ci trasmette il suo mistero più profondo e personale, ci vuole partecipi del suo potere di salvezza. Ma ciò richiede evidentemente che noi a nostra volta siamo davvero amici del Signore, che i nostri sentimenti si conformino ai suoi sentimenti, il nostro volere al suo volere";


    "Mi unisco a voi nel dire un grande grazie ai nostri sacerdoti per la loro continua e spesso nascosta dedizione e nel chiedere loro, con animo fraterno, di fidarsi sempre del Signore e di camminare con generosità e coraggio sulla via che conduce alla santità";


    "L'ormai prossimo Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà a Verona... sarà un grande momento di comunione per tutte le componenti della Chiesa in Italia";


    "A partire da Cristo, e soltanto a partire da Lui, dalla sua vittoria sul peccato e sulla morte, è possibile rispondere al bisogno fondamentale dell'uomo, che è bisogno di Dio, non di un Dio lontano e generico ma del Dio che in Gesù Cristo si è manifestato come l'amore che salva. Ed è anche possibile proiettare una luce nuova e liberatrice sulle grandi problematiche del tempo presente";


    "La vostra attenzione è rivolta in modo particolare ai giovani. Mi è grato ricordare con voi l'esperienza dell'agosto scorso a Colonia... Si tratta ora di avviare l'itinerario che condurrà all'appuntamento del 2008 a Sydney";


    "Desidero condividere con voi la sollecitudine che vi anima nei riguardi del bene dell'Italia";


    "La Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene";


    "Richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".

    (©L'Osservatore Romano - 19 Maggio 2006)



    Ragazzopernullasemplice....fa come Paul McCartney......ha detto che si è separato PER COLPA DEI PAPARAZZI...mica per colpa sua..no macchè la colpa è sempre di un altro.....
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Benedetto XVI, durante l'udienza ai Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, riafferma con forza
    il compito della Chiesa di "purificare la ragione" e di "risvegliare le forze morali e spirituali" della società

    Aiutiamo i nostri fratelli in umanità ad avanzare
    sulla via della vita e dell'autentica libertà



    "Aiutiamo i nostri fratelli in umanità ad avanzare sulla via della vita e dell'autentica libertà": è questo il senso della "chiara testimonianza" che i Vescovi italiani sono chiamati ad offrire sui valori fondamentali della dignità della persona e del bene comune della società. A sottolinearlo è stato Benedetto XVI durante l'udienza ai partecipanti all'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, svoltasi nella mattina di giovedì 18 maggio, nell'Aula del Sinodo. Questi sono i punti nodali del discorso del Papa:


    "Occorre curare un'attenta selezione dei candidati al sacerdozio, verificandone le predisposizioni personali ad assumere gli impegni connessi con il futuro ministero; coltivare poi la formazione, non solo negli anni del seminario ma anche nelle successive fasi della loro vita; avere a cuore il loro benessere materiale e spirituale; esercitare la nostra paternità verso di loro con animo fraterno; non lasciarli mai soli nelle fatiche del ministero, nella malattia e nella vecchiaia, come nelle inevitabili prove della vita";


    "Il Signore si mette nelle nostre mani, ci trasmette il suo mistero più profondo e personale, ci vuole partecipi del suo potere di salvezza. Ma ciò richiede evidentemente che noi a nostra volta siamo davvero amici del Signore, che i nostri sentimenti si conformino ai suoi sentimenti, il nostro volere al suo volere";


    "Mi unisco a voi nel dire un grande grazie ai nostri sacerdoti per la loro continua e spesso nascosta dedizione e nel chiedere loro, con animo fraterno, di fidarsi sempre del Signore e di camminare con generosità e coraggio sulla via che conduce alla santità";


    "L'ormai prossimo Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà a Verona... sarà un grande momento di comunione per tutte le componenti della Chiesa in Italia";


    "A partire da Cristo, e soltanto a partire da Lui, dalla sua vittoria sul peccato e sulla morte, è possibile rispondere al bisogno fondamentale dell'uomo, che è bisogno di Dio, non di un Dio lontano e generico ma del Dio che in Gesù Cristo si è manifestato come l'amore che salva. Ed è anche possibile proiettare una luce nuova e liberatrice sulle grandi problematiche del tempo presente";


    "La vostra attenzione è rivolta in modo particolare ai giovani. Mi è grato ricordare con voi l'esperienza dell'agosto scorso a Colonia... Si tratta ora di avviare l'itinerario che condurrà all'appuntamento del 2008 a Sydney";


    "Desidero condividere con voi la sollecitudine che vi anima nei riguardi del bene dell'Italia";


    "La Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene";


    "Richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".

    (©L'Osservatore Romano - 19 Maggio 2006)



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  5. #5
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    "Il Signore si mette nelle nostre mani, ci trasmette il suo mistero più profondo e personale, ci vuole partecipi del suo potere di salvezza. Ma ciò richiede evidentemente che noi a nostra volta siamo davvero amici del Signore, che i nostri sentimenti si conformino ai suoi sentimenti, il nostro volere al suo volere";


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    "A partire da Cristo, e soltanto a partire da Lui, dalla sua vittoria sul peccato e sulla morte, è possibile rispondere al bisogno fondamentale dell'uomo, che è bisogno di Dio, non di un Dio lontano e generico ma del Dio che in Gesù Cristo si è manifestato come l'amore che salva. Ed è anche possibile proiettare una luce nuova e liberatrice sulle grandi problematiche del tempo presente";


    "La vostra attenzione è rivolta in modo particolare ai giovani. Mi è grato ricordare con voi l'esperienza dell'agosto scorso a Colonia... Si tratta ora di avviare l'itinerario che condurrà all'appuntamento del 2008 a Sydney";


    "Desidero condividere con voi la sollecitudine che vi anima nei riguardi del bene dell'Italia";


    "La Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene";


    "Richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".

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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    Io penso che il papa avrebbe fatto meglioa rivolgersi ai cattolici dicendo loro di non unirsi in coppie di fatto ma di sposarsi e di non divorziare.
    Altra cosa è invece pretendere dal parlamento sovrano che faccia o non faccia una determinata legge.
    Solo in Italia per altro le gerarchie vaticane si prendono tutta questa libertà nell'ingerire in questioni che spetta solo alla sovranità del parlamento dirimere, a maggior ragione tale atteggiamento va stigmatizzato in quanto in ITalia vige un regime concordatario che concede benefici esclusivi ad una sola confessione.
    In Francia o negli Stati Uniti le gerarchie ecclesiastiche non si azzardano a dettare l'agenda politica al parlamento.
    Se per questo i benefici sono concessi a tutte le confessioni con intesa. Ed addirittura capita che gli enti valdesi possono avere un regime di maggior favore, poichè, ad es., non sono soggetti all'iscrizione nel registro delle persone giuridiche.
    Quindi, dici il falso sapendo di dire il falso.
    E poi questo non è uno Stato laico alla francese o indifferentista come gli Stati Uniti - secondo il modello massonico ... .
    Quindi, non confondere capre e cavoli, cioè realtà eterogenee. A ciascuno il suo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Mariano 68
    ARIECCOLO!!!!!!!!!!!!!
    quoto pienamente .....

  8. #8
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    poveraccio ragayzzo semplice, è di una ignoranza abissale e sale in cattedra.

    evidentemente diritto ecclesiastico e concordatario li ha saltati, all'università della terza età.

  9. #9
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Il Papa ai partecipanti all'Incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice

    La democrazia raggiunge la sua piena attuazione
    solo quando ogni persona
    e ogni popolo possono accedere ai beni primari


    "La democrazia raggiungerà la sua piena attuazione solo quando ogni persona ed ogni popolo sarà in grado di accedere ai beni primari (vita, cibo, acqua, salute, istruzione, lavoro, certezza dei diritti) attraverso un ordinamento delle relazioni interne e internazionali che assicuri a ciascuno la possibilità di parteciparvi".

    È quanto ha ribadito Benedetto XVI nel discorso rivolto ai partecipanti all'Incontro promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, ricevuti in udienza nella mattina di venerdì 19 maggio, nella Sala Clementina.

    "Si lamentano talora - ha rilevato il Papa - le lentezze con cui un'autentica democrazia si fa strada, e tuttavia essa resta lo strumento storico più valido, se ben usato, per disporre responsabilmente del proprio futuro in modo degno dell'uomo". "Occorrono - ha sottolineato in proposito - istituzioni appropriate, credibili, autorevoli, non finalizzate a una mera gestione del potere pubblico, ma capaci di promuovere livelli articolati di partecipazione popolare, nel rispetto delle tradizioni di ciascuna nazione, e nella costante preoccupazione di custodirne l'identità".

    "Altrettanto urgente - ha aggiunto - è uno sforzo tenace, durevole e condiviso per la promozione della giustizia sociale". "Non si potrà dare vera giustizia sociale - ha affermato - se non in un'ottica di genuina solidarietà, che impegni a vivere e ad operare sempre gli uni per gli altri, e mai gli uni contro o a danno degli altri. In che modo rendere concreto tutto questo nel contesto mondiale di oggi è la grande sfida dei cristiani laici". "Ciascuno di voi, in quanto fedele laico - ha esortato - viva come proprio il "compito immediato di operare per un giusto ordine nella società", giacché "la carità deve animare l'intera esistenza dei fedeli laici e quindi anche la loro attività politica, vissuta come 'carità sociale'". L'odierno nostro incontro valga dunque a confermarvi in questo generoso impegno. Tornando alle vostre responsabilità quotidiane sentitevi sempre più uniti nel vincolo della comunione cattolica e vivete con passione gli impegni che vi siete assunti".

    (©L'Osservatore Romano - 20 Maggio 2006)

    Fraternamente Caterina
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  10. #10
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    (ANSA) - ROMA, 19 MAG - La Cei 'e' favorevole a un provvedimento di clemenza per i detenuti, tenendo conto delle esigenze di sicurezza dei cittadini'. Il card.Camillo Ruini ha affermato comunque di 'capire la difficolta' di contemperare queste due esigenze', ricordando come 'molti delitti siano commessi da ex carcerati'.

 

 
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