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  1. #1
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    Predefinito Quando i comunisti omaggiavano Stalin

    Dalle cantine Ds rispunta il quadro di cristallo diventato leggenda
    Alto 2 metri, pesante più di 2 quintali, fu preparato per i 70 anni del dittatore
    E Bologna "la rossa" ritrovò Stalin
    Nascosto per 40 anni nella federazione storica di via Barberia
    Alla fine si scopre che era nella nuova casa del partito
    di JENNER MELETTI


    BOLOGNA - Il primo incontro avvenne qui, sotto il voltone di via Barberia con la scritta: "Deus propicius esto", il Signore ti sia vicino. Era un mattino d'inverno e la ragazza infreddolita era uscita un attimo - per fumarsi una sigaretta - dal portone di quella che fu la Federazione comunista più potente del mondo occidentale. "Lavoro qui al Dams. Sì, lo so che qui una volta c'era il Pci". Abbassò la voce, la ragazza. C'era un po' di nebbia, quella mattina.

    Dal muro, la Madonna della Divina Provvidenza, detta "Madonna della notte e delle ombre", continuava a sorridere. La ragazza si guardò intorno e confidò il segreto. "Mi hanno detto che, qualche tempo fa, una mattina presto alcuni uomini portarono via un grande ritratto, nascosto in cantina. Era un ritratto di Stalin. Nessuno sa dove sia finito. Forse può trovare una traccia all'istituto Gramsci. Loro sono stati gli ultimi a lasciare via Barberia".

    Passano i giorni e i mesi. Ma come si può credere che Giuseppe Vissarionovic Giugasvili detto Stalin sia stato nascosto nelle cantine ex comuniste fino a quasi il Duemila? Forse qualcuno ha sognato. Ma un indizio c'è e va verificato. Via Galliera 24, la nuova e bella sede del Gramsci. "Sì, qualche anno fa - dice Siriana Suprani, coordinatrice dell'istituto e responsabile dell'archivio - trovammo materiale iconografico nelle cantine di via Barberia. Manifesti, pannelli con i ritratti di Gramsci, Togliatti, Engels e Stalin, tutti dipinti su tela. Servivano per le sfilate nei primissimi anni '50. E poi c'era - mi hanno detto - un grande ritratto di Stalin, tutto in cristallo. Io non l'ho mai visto, ma mi hanno detto che era bellissimo. Dove sia adesso non lo so. Ricordo però che della faccenda si occupò, nel 1996, Gianna Serra, allora amministratrice del Pds regionale".

    Quasi sobbalza, Gianna Serra, quando si sente chiedere: "Ma dov'è Stalin?". "Sì, ricordo, era in via Barberia, lo feci mandare a San Giovanni in Persiceto... Certo non l'ho preso io. Adesso mi informo". "Si informa", questo l'impegno, anche Mauro Roda, amministratore della nuova federazione Ds di via Beverara. "Di Stalin non so nulla, ma mi impegno a chiedere. Farò sapere". Quindici giorni e il telefono squilla. "L'ho trovato. Stalin è in una sezione Ds nella Bassa. Adesso lo faccio impacchettare e lo faccio portare qui nella cantina della federazione". Qualche giorno di attesa. "Allora, è arrivato?". "Sì".

    Mauro Roda non c'è, in federazione. Ma il compagno magazziniere è stato autorizzato a mostrare il ritratto, nel sotterraneo, dietro lo stanzone usato dalla Sinistra giovanile. E qui inizia il giallo. "Io sono qui da 5 anni, e il quadro, a quel che so io, è sempre stato qui". Ci mette un quarto d'ora, per fare tornare alla luce questo pezzo di storia. Scale, pannelli, carabattole, scatole vengono rimosse, ed ecco il quadro, alto più di due metri. Ancora lavoro per togliere i cartoni di protezione. Eccolo, Stalin. I baffoni, le falci e martello sul colletto della divisa. C'è anche la firma degli autori, gli "operai vetreria A. Pritoni & C". Attorno al volto, i simboli del paradiso sovietico. La lampadina per raccontare - come nei bassorilievi medioevali delle chiese romaniche - che in Russia c'era l'energia elettrica. La cazzuola del muratore che costruisce le case per il popolo, la falce che taglia il grano nelle distese dell'Ucraina. Ma socialismo è anche studio, ed ecco allora il libro ed il pennino. Dopo il lavoro, il divertimento, con il pallone da calcio e un paio di sci, e pure la tavolozza per chi ama l'arte.

    Arriva Mauro Roda, e precisa. "Mi avevano detto che era a Tivoli, vicino a San Giovanni in Persiceto. Evidentemente, quando hanno ristrutturato la sezione, hanno portato qui Stalin, ben impacchettato, senza dire nulla a nessuno. Io, almeno, non ne sapevo nulla". Si sparge la voce, nella federazione Ds. Arriva in cantina anche Roberto Montanari, il segretario regionale. "Certo, gli operai della vetreria ci hanno messo un bell'impegno". Mauro Roda osserva il dittatore per la prima volta. "Mia suocera, moglie di un comandante della Resistenza, mi raccontava che i partigiani davanti al plotone d'esecuzione gridavano: "Via Stalin, viva la libertà"". Forse l'esilio è finito, per il padre di tutte le Russie. "Lo stalinismo è stato condannato, senza appello, già dai nostri padri. Ma questo quadro è arte povera, arte operaia, ma arte. Il quadro sarà assicurato, come altri che abbiamo in federazione. E non starà più in cantina. Potremmo metterlo nella stanza vicina, il salone della Sinistra giovanile". Il segretario regionale ascolta a acconsente.
    Per fortuna, in federazione, c'è ancora Ivano Sabadini, archivista, giovane ma capace di ricordare i racconti dei vecchi. "Io vidi questo ritratto nel 1980, nella cantina di via Barberia. Mi raccontarono che fu preparato nel 1949, anno del 70° compleanno di Stalin. Doveva andare a Mosca, assieme ad altri regali, come omaggio della Federazione bolognese del Pci. Arrivò a Roma, all'ambasciata russa e lì si accorsero che pesava più di due quintali e mezzo e che il trasporto in aereo sarebbe costato troppo. E allora è stato rimandato a Bologna".

    Il quadro ha vissuto in clandestinità ma è sempre stato trattato con i guanti: i quasi tre quintali di cristallo non hanno un graffio.

    Non ci sono più simboli del Pci, nel palazzo di via Barberia. E' stata tolta anche la vecchia bacheca dell'Unità. Franco La Polla, direttore del dipartimento Musica e spettacolo e Giacomo Manzoli, docente di storia del cinema, spiegano che fra pochi giorni, appena verrà concessa l'agibilità, saloni ed aule, dopo anni di lavori di ristrutturazione, si apriranno per i 7.000 studenti ed i 40 docenti del Dams. "Ci piacerebbe che qualcuno del vecchio Pci venisse a raccontarci la storia che è passata fra questi muri". Qualche docente chiama "la sala del Soviet" una saletta dell'ex comitato regionale, dove si riuniva il direttivo. Il Soviet - se così si vuole chiamare - era invece al primo piano, nella sala delle Colonne, dove si riuniva la segreteria del Pci. Qui venivano decisi i destini del partito e "dunque" della città. Chi usciva sindaco da questa sala non aveva certo bisogno di primarie. Appeso a una colonna c'era un ritratto di Lenin e accanto un cristallo con l'"Ode al Partito" di Majakovskij. "Il Partito è un uragano denso di voci flebili e sottili / alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico".

    E' sparita anche la targa con la scritta "Federazione del Pci bolognese" che faceva storcere il naso ai dirigenti arrivati da Roma. "Dovreste mettere Federazione bolognese del Pci". Nell'ex granaio un tempo ristrutturato da Pierluigi Cervellati e diventato sede della redazione dell'Unità ci sarà presto un'aula di informatica. Palazzo Marescotti sarà per il Dams una sede prestigiosa ma non troppo funzionale. Il salone del comitato federale, con affreschi di G. e A. Rolli, verrà usato solo per convegni. Nella sala Rossa e quella delle Colonne saranno discusse le tesi di laurea. Stalin ha vissuto in cantina per 40 anni, prima di partire per San Giovanni. C'era chi ogni tanto scendeva, toglieva i cartoni e puliva il cristallo con il Sidol. La faccia del dittatore "sorvegliava" gli armadi in ferro che custodivano gli archivi del Pci. "Un quadro di Stalin, tutto di cristallo? Sarebbe bello averlo qui, in una delle nostre aule. Farebbe capire agli studenti che questo non è stato solo il palazzo dei nobili Marescotti". Sotto il portico, la "Madonna della notte e delle tenebre" continua a sorridere al suo Bambino.

    (24 maggio 2006)

  2. #2
    Gappista
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    L'Avanti degli anni 50 titolava a caratteri cubitali: "Brillano anche per noi le stelle del Cremlino"...



    Inoltre basterebbe andare a rileggere i giornali occidentali dei giorni della morte di Acciaio per capire quanti stalinisti ci fossero in giro per il mondo, anche a destra...

  3. #3
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    Che schifo!
    Per fortuna che vivo ben distante da Bologna...
    Adesso se i sinistrati fossero coerenti (visto che rinnegano ogni "parentela" con lo stalinismo) dovrebbero eliminare quel rifiuto.
    Come è stato fatto con i fasci littori al termine del ventennio

  4. #4
    Gappista
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Che schifo!
    Per fortuna che vivo ben distante da Bologna...
    Adesso se i sinistrati fossero coerenti (visto che rinnegano ogni "parentela" con lo stalinismo) dovrebbero eliminare quel rifiuto.
    Come è stato fatto con i fasci littori al termine del ventennio
    Ma dove vivi, su Marte? Al termine del Ventennio fu tolta la mondezza e furono lasciate le opere che avevano valore archittetonico e artistico, come l'EUR o il Foro Italico. Ma finitela di sparare cazzate, manco sapete di cosa parlate...


  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Gappista
    Ma dove vivi, su Marte? Al termine del Ventennio fu tolta la mondezza e furono lasciate le opere che avevano valore archittetonico e artistico, come l'EUR o il Foro Italico. Ma finitela di sparare cazzate, manco sapete di cosa parlate...


    Io vivo in Veneto, terra DA SEMPRE di destra e mai contaminata dal comunismo, nemmeno negli anni '70.
    Io la finisco di sparare cazzate a patto che tu impari a leggere: ho CHIARAMENTE scritto "fasci littori".
    Lo so anch'io che gli edifici mica li hanno distrutti (molti uffici pubblici di Vicenza sono ospitati in edifici costruiti durante il ventennio). Ma all'Eur o al Foro Italico tu vedi ancora Fasci littori ai muri?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Io vivo in Veneto, terra DA SEMPRE di destra e mai contaminata dal comunismo, nemmeno negli anni '70.
    Io la finisco di sparare cazzate a patto che tu impari a leggere: ho CHIARAMENTE scritto "fasci littori".
    Lo so anch'io che gli edifici mica li hanno distrutti (molti uffici pubblici di Vicenza sono ospitati in edifici costruiti durante il ventennio). Ma all'Eur o al Foro Italico tu vedi ancora Fasci littori ai muri?
    Al Foro Italico sì, capisco che tu viva rintanato nel Veneto per paura che i comunisti ti bolliscano, ma i fasci littori e gli altri simboli del Ventennio, dove avevano valore artistico sono stati lasciati dai perfidi nipotini di Stalin...


  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Bellissima opera, andrebbe esposta.

    anche De Gasperi era un'estimatore di Stalin, infatti lo fecero fuori nel 53'/54'...

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Io vivo in Veneto, terra DA SEMPRE di destra e mai contaminata dal comunismo
    non dir troiate. Il Veneto è sempre stato povero e le lotte bracciantili si sono fatte sentire. Il problema era l'ignoranza.

    Mentre i poveri emiliani, toscani, lombardi e piemontesi si riscattavano, i veneti o emigravano o erano servili con la Chiesa e padroni.

    Ti ricordo che negli anni 70' il Pci era il partito di maggioranza al nord, la Dc si salvava con Veneto e sud clientelare.

  9. #9
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    SIETE RIDICOLI voi che chiacchierate tanto e avete nella vostro bel partito di FI tutti EX-COMUNISTI, FATE RIDERE. Bondi, Ferrara, etc..etc...
    Non sapete nemmeno chi votate, FATE RIDERE!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    non dir troiate. Il Veneto è sempre stato povero e le lotte bracciantili si sono fatte sentire. Il problema era l'ignoranza.

    Mentre i poveri emiliani, toscani, lombardi e piemontesi si riscattavano, i veneti o emigravano o erano servili con la Chiesa e padroni.

    Ti ricordo che negli anni 70' il Pci era il partito di maggioranza al nord, la Dc si salvava con Veneto e sud clientelare.
    che vuoi farci .........solo gli "stracci" non si ribellano............. diceva primo levi
    quanto al ritratto di Stalin andrò a vederlo..........anche se dovessero farmi pagare un biglietto........di sicuro senza di lui gli uomini oggi sarebbero più poveri
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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