Iraq: assassinato dalla polizia perchè gay
BAGHDAD – Ucciso da membri della polizia irachena perché
omosessuale . Il caso del giovane Ahmed Jhalil è arrivato ai media
occidentali grazie alla denuncia dei gruppi di attivisti umani, che
parlano giustamente di atto barbaro. Stando a quanto riportato da
testimoni il ragazzo, appena quattordicenne, sarebbe stato ucciso
sulla porta di casa da uomini che vestivano le uniformi della
polizia dell'Iraq. A seguito della "fatwa" contro gay, lesbiche e
trans emessa dalle massime autorità religiose del paese, tra cui il
gran Ayatollah Ali al-Sistani, la casistica di omosessuali
assassinati è in costante aumento. Ali Hili, coordinatore di un
gruppo di gay iracheni in esilio, ha detto al quotidiano inglese The
Indipendent che la "fatwa" religiosa ha scatenato una vera e
propria «caccia alle streghe contro lesbiche e gay in Iraq, causando
violenti pestaggi, rapimenti e assassinii.» Il fatto è avvenuto nel
sobborgo di al-Dura e i vicini di casa che hanno riferito la
testimonianza hanno detto che il padre del ragazzo era stato
arrestato dalle forze di polizia un paio di giorni prima
dell'omicidio e interrogato riguardo alle attività sessuali del
figlio. È probabile che il ragazzo si prostituisse per cercare di
aiutare la sua poverissima famiglia e per questo "crimine" è stato
giustiziato dai poliziotti iracheni. «Il giovane Ahmed è stato
vittima della povertà» ha commentato amaramente Hill, «La sua è
stata un'esecuzione sommaria, apparentemente compiuta da elementi
fondamentalisti della polizia irachena.» In precedenza già un'altra
fatwa emessa dal defunto ayatollah Abul Qassim Khoei ordinava ai
fedeli di uccidere gli omosessuali "con la spada o di bruciarli
vivi, oppure di legare loro mani e piedi e di gettarli da una rupe".
Gli attivisti per i diritti umani sono particolarmente preoccupati
per la crescente attività delle milizie sciite che si sono
infiltrate nelle forze di polizia, soprattutto le milizie Sadr e
Badr, quest'ultima vero e proprio braccio armato del principale
partito sciita del paese, il Consiglio supremo per la rivoluzione
islamica in Iraq (SCIRI). I casi riportati sono ormai diversi. Lo
scorso settembre un transessuale è stato bruciato vivo in una delle
vie principali del distretto al-Karada di Baghdad e in gennaio un
altro omosessuale è stato ucciso da sospetti militanti con un colpo
di arma da fuoco alla testa. Secondo Ali Hill, il cui gruppo Abu
Nawas ha contatti con il movimento omosessuale clandestino che
esiste nel paese, le forze militari americane presenti non si sono
mosse per cercare di fermare questi attacchi: «Non vogliono creare
problemi al governo iracheno sollevando un problema collegato al
tabù dell'omosessualità, anche se gli assassinii omofobi si sono
intensificati.» Il Dipartimento di Stato americano dal canto suo
deve ancora documentare questo fenomeno nel suo annuale rapporto sul
tema dei diritti umani. Il problema peraltro non riguarda solo
l'Iraq ma anche altri paesi arabi come l'Iran, l'Arabia Saudita e
gli Emirati Arabi Uniti, anch'essi noti per le loro persecuzioni
verso la comunità omosessuale. (RT)
http://it.news.yahoo.com/08052006/13...y-assassinato-
dalla-polizia.html




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