la solita Alleanza Meridionale...... e poi c'è ancora gente in Padnia che la vota...![]()
Punti-casa, è muro contro muro
Le opposizioni: no a discriminazioni tra residenti e forestieri
di Antonio Trentin
Cinque ore di disputa non sono bastate per esaminare tutti i risvolti politici, ideologici e burocratici del provvedimento con cui la Casa delle libertà vuole riformare in Comune i criteri di assegnazione delle case popolari, privilegiando i richiedenti ‘stanziali’ e penalizzando i ‘foresti’, italiani o (soprattutto) stranieri che siano. Una linea da applicare seguendo la richiesta della Lega Nord, uguale a Vicenza come in tutte le Amministrazioni in cui il Carroccio sta in sala-comando.
Arrivato a metà di un pacchetto di diciotto documenti da affrontare, dibattere e votare - a complemento o modifica della delibera-base - il consiglio comunale, quando ormai era notte, si è dato una pausa. Si ricomincia oggi pomeriggio, per un nuovo carosello di contrasti.
Quanto “deve” valere la storia personale di residenti in città e nel Vicentino nell’assegnazione delle case popolari, quelle che si costruiscono con i soldi pubblici e vengono date in affitto a chi ha basso reddito? E quanto “può” legalmente valere una decisiva attenzione al periodo di residenza in zona (sotto forma di punteggi speciali nelle graduatorie) visto che l’edilizia residenziale pubblica risponde, per legge appunto, al bisogno economico o alla difficoltà sociale e non alla tutela etnica o all’anzianità di permanenza territoriale?
Tra questi due interrogativi è rimbalzato lo scontro di ieri sera in sala Bernarda sulla novità portata in discussione dall’assessore alla casa Davide Piazza: cioè una nuova griglia di assegnazione dei punteggi spettanti al Comune a chi chiede un posto nella graduatoria Erp delle case popolari, con un quinto del totale (4 punti su 20) assegnabile a chi risiede da almeno 25 anni. Per la precisione: 1 punto in più garantito automaticamente e altri 3 attivabili nei ‘casi sociali’.
«Pegno pagato al localismo esasperato della Lega Nord». Ha classificato così la delibera della giunta di centrodestra il diessino Luigi Poletto, individuando nel “criterio di residenzialità” un meccanismo palesemente mirato a tenere lontani i lavoratori immigrati regolari dalle zone alte delle graduatorie. E palesemente destinato a valere propagandisticamente oggi («parla alla pancia delle gente») ma a finire bocciato domani.
«Una decisione che si prende a Vicenza sulla spinta delle scelte fatte a Treviso - ha confermato l’ex-leghista Franca Equizi, per una volta non troppo conflittuale con l’assessore, riferendosi all'Amministrazione a guida nordista del capoluogo della Marca - ma che è stata presa anche a Bassano dove non c'è un sindaco leghista, una decisione per dare risposta ai vicentini che chiedono una casa pubblica e si vedono sorpassati».
Novità “totalmente illegittima”, per l’opposizione comunale, questa della preferenza per chi vive da più tempo non solo a Vicenza ma anche in provincia: «Le graduatorie dell’edilizia pubblica sono una risposta al bisogno economico o al disagio sociale non all’anzianità di residenza - ha spiegato ancora Poletto, anticipando una linea critica che è stata poi sviluppata anche da altri (tra i primi Dovigo dei Ds, Quaresimin e Veltroni della Margherita, Asproso dei Verdi, Carla Zuin di Vicenza capoluogo) -. L’illegittimità è già stata indicata nei pareri tecnici della Regione e del difensore civico. Se approvata, basterà un qualsiasi ricorso e sarà sospesa dal Tribunale amministrativo regionale. E tutto si tradurrà in un’ulteriore perdita di tempo per chi la casa l’aspetta, in una città dove è risibile la quota di nuove case popolari».
Novità politicamente importante, ha controbattuto il leghista Alessio Sandoli, «che non vuole discriminare nessuno, ma solo favorire i cittadini vicentini» definiti vittime di un “razzismo alla rovescia”. Un provvedimento a tutela dei cittadini “della Padania” - secondo il riferimento politico-topografico fatto durante l’intervento - che anche la Regione Lombardia ha perseguito (ma il consigliere leghista ha correttamente citato anche la realtà di una bocciatura tecnica delle “preferenze ai residenti”, risolta a Milano con un aggiustamento normativo non presente nella delibera di Piazza).
Mentre Forza Italia ha scelto il profilo basso, con svelti ragionamenti del capogruppo Andrea Pellizzari in appoggio alla linea leghista e con più articolate argomentazioni di Gianfranco Dori, Alleanza nazionale ha avuto qualche problema in più. Ha cercato una soluzione presentando un emendamento. Sarà esaminato e affrontato oggi, dopo che nelle retrovie consiliari c’è stato ieri un gran pissi-pissi per cercare convergenze anche con i partiti dell’Unione.
Di che cosa si tratta? Si erano accorti da tempo, gli aennisti, che la “residenzialità” (misurata in anni) è un criterio che colpisce non solo l’immigrazione extracomunitaria, ma pure tutta l’immigrazione interna italiana (per capirsi: anche quella dei centro-meridionali arrivati per lavoro). Hanno proposto una modifica basata sul criterio di “nazionalità”: punteggi preferenziali a chi è cittadino italiano e residente vicentino “da almeno dieci anni”. Oggi si vedrà se l’idea farà breccia o se resterà vincente la linea più marcata con targa-Lega.




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