GIORNALE DI VICENZA
mercoledì 10 maggio 2006 cronaca pag. 11


ICI, ci sono centinaia di cartelle pazze


Lunghe file agli sportelli. «Gli archivi di Comune e Catasto sono disallineati»
di Gian Marco Mancassola



C’è chi schiuma rabbia per un aumento ingiustificato delle somme da pagare. C’è chi si ritrova a pagare più per il garage che per l’appartamento. Ma c’è anche chi ha ricevuto un bollettino per una casa che non ha mai acquistato e non l’ha ricevuto per la casa che invece regolarmente possiede. In Comune scoppia il caso di “bollettino selvaggio”. Protagonista delle lunghe file che quotidianamente si formano davanti agli sportelli di contrà Pedemuro S. Biagio è ancora una volta l’imposta comunale sugli immobili, l’odiata ICI.
L’altra mattina una contribuente infuriata è stata ricevuta direttamente dall’assessore alle Finanze, Linda Favretto, per verificare una posizione in apparenza schizofrenica: la signora risultava nata contemporaneamente a Caldogno e a Vicenza, con un paio di case là e altre tre qua. Possibile? Possibile, a giudicare dalle segnalazioni che arrivano dai cittadini, ma anche dai politICI. Il consigliere diessino Ubaldo Alifuoco, ad esempio, racconta della sua personale esperienza: «A me è stata spedita una cartella che si riferisce ad abitazioni che non ho mai posseduto. E ancora non mi è stato spedito nulla relativamente alla casa in cui abito. Non so da cosa dipenda, ma c’è molta confusione».
Da cosa dipende la bagarre di questi giorni? La spiegazione viene dall’assessore Favretto, che anche quest’anno ha scommesso su un servizio non obbligatorio che il Comune ha voluto dare alle famiglie: la spedizione di una comunicazione a tutti i contribuenti contenente una scheda immobiliare, con il riepilogo dei dati, e un bollettino prestampato.
Non è la prima volta che il Comune promuove questa iniziativa. Lo ha già fatto nel 2005, quando vennero spedite 35 mila schede immobiliari. E anche l’anno scorso scoppiarono polemiche per i tanti errori contenuti nelle schede, compilate sulla base degli archivi comunali.
Quest’anno i problemi sembrano addirittura aumentati: le schede, infatti, sono oltre 40 mila, inviate a tutti coloro che possiedono fino a dieci abitazioni: ma più che altro, le discrepanze nascono dalla decisione di agganciare gli archivi comunali a quelli del Catasto.
«Il nostro obiettivo è completare la bonifica della banca dati - spiega l’assessore - ma per farlo dobbiamo rimediare all’attuale disallineamento con il Catasto. La maggior parte degli errori riscontrati quest’anno nasce a livello catastale. Chiediamo ai cittadini di avere pazienza: capisco i disagi che si stanno venendo a creare, ma tutto può essere risolto». Il consiglio dell’assessore è di controllare le proprie posizioni: nel caso in cui ci siano discrepanze fra quanto abitualmente pagato e quanto riportato nel bollettino inviato quest’anno, basta segnalarlo agli uffICI per una verifica. Chi, poi, già nel 2005 era stato sottoposto a questa verifica, se non sono emersi cambiamenti dovrà dovrà semplicemente chiedere la correzione dell’errore.
Un altro ordine di problemi, poi, è scaturito sui garage e sulle cantine, le cosiddette pertinenze, alle quali fino al 2002 veniva applicata l’aliquota del 7 per mille: evidentemente, anche in questo canale, Comune e catasto non sono sintonizzati.
«Mi rendo conto che si stanno creando disagi pazzeschi - prosegue la Favretto - ma ne vale la pena. Una volta completati la verifica e l’aggiornamento delle banche dati, infatti, il Comune avrà un quadro reale della situazione e potrà procedere alla bollettazione diretta, senza appoggiarsi a un concessionario per le riscossioni. Questo significa poter risparmiare 250 mila euro. E poi, i cittadini possono a loro volta risparmiare le spese per il Caf o il commercialista. È un servizio in più: ammettiamo pure che ci siano 10 mila schede sbagliate, ma vuol dire ce ne sono 30 mila corrette. Questo è un grande risultato, perché significa che il Comune ha un quadro ormai realistico. Ci vuole un po’ di calma e di collaborazione».
In città i contribuenti dell’ICI sono poco più di 50 mila. Coloro a cui il Comune ha spedito nei giorni scorsi la comunicazione con il riepilogo della posizione immobiliare sono oltre 41 mila.
«Uno sforzo immane, che nessuna legge ci obbliga a fare, ma che facciamo per cercare di offrire n servizio in più», spiega l’assessore alle Finanze Linda Favretto, che predica calma: «Non serve a nulla arrabbiarsi, basta collaborare per verificare le diverse posizioni. Se ci sono errori nelle banche dati, verranno corretti. Lo abbiamo detto più volte, lo abbiamo scritto nelle lettere. Certi problemi, poi, forse non nascerebbero se i cittadini comunicassero anche al Comune le variazioni del proprio patrimonio immobiliare: basterebbe notificare nuove acquisizioni o ampliamenti, per avere dati sempre aggiornati».
Anche un anno fa esplosero polemiche dopo la spedizione delle schede immobiliari e dei bollettini prestampati. «Mi sto assumendo i miei rischi - spiega ancora la Favretto - ho il personale contato, sto ricevendo molte persone io stessa. Una volta completato l’aggiornamento, il disagio di questi due anni sarà definitivamente superato e il servizio prenderà piede. Già oggi ci sono molti contribuenti, soprattutto anziani, che mi ringraziano, perché evitiamo ai cittadini le spese per commercialisti e Caf».

questi assessori incapaci e presuntuosi ci fanno solo perdere voti, ma dimentivo sanno fare bene i leccaculo di Stefanio e della Dal Lago