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    Predefinito Storia e natura del Baha'ismo

    STORIA E NATURA DEL BAHA'ISMO

    Con il sorgere del neocolonialismo e con la diffusione di questo fenomeno in terre lontane, i governi imperialisti, soprattutto l’Inghilterra e la Russia zarista, inviarono i loro studiosi e i loro ricercatori nei paesi islamici.

    In un primo tempo si cercò di capire con vari espedienti i diversi aspetti della cultura di questi paesi. Un esempio è offerto da Hamfer (fondatore del Wahabismo e istigatore di Mohammad ibn ‘Abd al Wahab). Egli, nelle sue memorie, così dice: “Il Ministro degli Esteri inglese mi disse: ‘Abbiamo mobilitato circa mille spie ed esperti in problemi culturali in tutti i punti del mondo allo scopo di ottenere informazioni sui popoli, sulle loro tradizioni e sui loro costumi’” (Dalle “Memorie” di Hamfer).

    L’Impero Ottomano, che si stava gradatamente indebolendo, era diventato campo di rivalità tra i Russi e gli Inglesi. Essi, attraverso la penetrazione nei movimenti ideologici, politici e sociali di quel tempo, cercavano di preparare il terreno per una futura egemonia.

    Uno dei più noti complotti dei colonialisti diretti a questo fine fu quello di dar vita a “religioni” settarie con lo scopo di creare divisioni nelle file dei musulmani. Il Baha’ismo fu un esempio di relativo successo dei colonialisti e dei nemici dell’Islam. Per quanto questa setta non abbia recato grandi vantaggi al suo fondatore, ossia al governo zarista, fino ai nostri giorni essa ha operato come un partito politico ostile all’Islam, diretto ad operare divisioni e ad appianare la via delle Superpotenze che si proponevano di estendere la loro influenza nei paesi islamici e soprattutto in Iran.

    Esaminiamo ora il terreno su cui agì il governo russo per creare la nuova dottrina del Baha’ismo.

    Nel campo sciita si era nel momento di maggior discussione e dibattito fra le tesi degli Usuli e degli Akhbariyun. In questo clima, durante le lezioni tenute da Seyyed Kazem Rashti (che secondo l’opinione di molti storici non era nativo di Rasht, ma un russo di Vladivostok, che agiva per conto del suo governo), allievo di Shaykh Ahmad Ahsa’i, partecipava un certo ‘Ali Mohammad Shirazi, un giovane di Bushehr. Dopo la morte di Seyyed Kazem Rashti, ‘Ali Mohammad Shirazi, che pretendeva di essere il vicario del XII° Imam, riunì intorno a sé in Iraq un gruppo di seguaci. Tra i suoi discepoli c’era un individuo di nome Shaykh ‘Isa Lankarani. Secondo le sue stesse ammissioni ed in base ai documenti pubblicati dal governo russo zarista, egli in realtà era un principe ed il suo vero nome era Golgoruki. Al tempo dello Scià Fath ‘Ali era impiegato all’Ambasciata russa a Tehran come traduttore. Dopo un viaggio in Russia tornò in Iran, nel Gilan, presentandosi come musulmano e adottando il nome di ‘Isa Lankarani. Assunta la veste religiosa al fine di eseguire la volontà del governo russo (che era al corrente della situazione degli ambienti religiosi), si recò in Iraq, dove frequentò le lezioni di ‘Ali Mohammad Shirazi.

    In seguito lo vedremo a Tehran come ambasciatore del governo russo quando – secondo le ammissioni degli stessi Baha’i – farà liberare Baha’ollah dal carcere. Le sollecitazioni del Principe Dolgoruki, il terreno favorevole preparato da Seyyed Kazem Rashti, spinsero ‘Ali Mohammad Shirazi, uomo ambizioso e soggetto a disturbi mentali, a proclamarsi Bab. A questo riguardo Dolgoruki così scrive: “Avvicinatomi a lui, gradatamente divenni suo amico. Lo invitai ripetutamente a casa e, dopo aver versato hashish nel suo tabacco, quando egli era inebriato, lo incoraggiavo ad opporsi agli ulema sciiti e lo inducevo ad avanzare sempre maggiori pretese.”

    In seguito a queste suggestioni, ‘Ali Mohammad si proclamò Mahdi, quandi Profeta e infine Dio. In questo modo fu creata la nuova setta dei Babi (che in seguito alla pretese di Hosein ‘Ali Mirza si mutò in Baha’ismo) apparentemente guidata da ‘Ali Mohammad Shirazi, ma in realtà dalla spia russa Dolgoruki. ‘Ali Mohammad in seguito fece un viaggio a Shiraz allo scopo di diffondere la sua dottrina, che contrastava grandemente con le credenze dei musulmani. Questa predicazione idolatra provocò il suo arresto. Tuttavia Munuchehr Khan, governatore di Isfahan, di origine georgiano armena, che con l’aiuto del governo russo era riuscito a introdursi nel sistema di potere dei Magiari e che nutriva un profondo odio verso gli ulema, fece liberare il Bab e lo chiamò a Istahan, dove mise a sua disposizione ogni mezzo, affinché potesse continuare la sua predicazione. A questo riguardo nel libro “Breve storia di Nabil Zerandi” è così riportato: “Manuchehr Khan s’impegnò grandemente nella diffusione di questa dottrina”.

    Dolgoruki a sua volta scrive: “Appena seppi che il Bab era giunto a Isfahan, scrissi una lettera amichevole a Manuchehr Khan, governatore di Isfahan, in cui gli raccomandai di considerare il Bab un mio caro amico e, in quanto tale, di proteggerlo”.

    Le cose si erano spinte ad un punto tale che, quando, in seguito alla pressione del popolo e degli ulema iraniani, il primo ministro Mirza Aghasi scrisse al governatore di Isfahan una lettera in cui ordinava di procedere all’arresto e all’esilio del Bab a Maku, Manuchehr Khan non obbedì, come è riferito a pag. 16 del libro “Maqale-ye shakhsi-ye sayyah” di Abbas Efendi (la terza guida dei baha’i): “Manuchehr Khan lo fece scartare da un drappello di suoi cavalieri lontano da Isfahan, ma quando essi giunsero a Murche Khan di nascosto ordinò che il Bab fosse ricondotto a Isfahan dove gli diede rifugio presso di sé”.

    Dopo la morte di Manuchehr Khan si scoprì la verità e il Bab fu esiliato a Maku dove fu rinchiuso nella prigione di Chehriq. Dopo un processo svoltosi a Tabriz nell’anno 1850, fu condannato a morte. Durante l’imprigionamento di ‘Ali Mohammad Shirazi, a Zanjan, Qazvin e nel Mazandaran si verificarono avvenimenti incresciosi. Ne furono protagonisti gli adepti babi incitati da agenti stranieri e guidati da individui quali Mirza Hosein ‘Ali (che in seguito pretese di essere il Bab, quindi di essere la “Luce di Dio” e infine di essere Dio stesso) e una donna corrotta, Qorrat ol ’Ein. Si prova vergogna a ricordare quei fatti in seguito ai quali fu versato il sangue di centinaia di donne, uomini e bambini innocenti. Eventi sanguinosi si verificarono ancora a Qal’e Shaykh Tabarsi, Tabriz e Zanjan. Amir Kabir, che dietro questi avvenimenti aveva scorto la mano dell’Inghilterra e della Russia, decise di estirpare alla radice questo fenomeno. Dopo la sua morte tuttavia le ambasciate straniere ripresero le loro attività finché, nell’anno 1852, i Babi attentarono alla vita di Naseroddin. Hosein ‘Ali Mirza fu arrestato e condannato a morte. Grazie all’intercessione e all’appoggio dell’ambasciatore russo fu liberato di prigione ed esiliato in Iraq. Nei dieci anni in cui rimasero a Baghdad, egli ed i suoi seguaci proseguirono nella loro opera di sedizione, provocando nella società musulmana scissioni e lacerazioni dolorose, non indietreggiando di fronte al crimine.

    L’Impero Ottomano, resosi conto dei rapporti segreti che i babi intrattenevano in Turchia con le ambasciate di Russia e Inghilterra, cercò di impedire le loro attività. In seguito alle pressioni del popolo, li divise in due gruppi, uno dei quali, guidato da Sobh Azal, fu esiliato a Cipro, l’altro, guidato da Mirza Hosein ‘Ali, ad Acca (S. Giovanni d’Acri) in Palestina. I Babi esiliati a Cipro misero ben presto fine alle loro attività, così che attualmente questa setta è ormai scomparsa. Quanto a Mirza Hosein ‘Ali, grazie all’aiuto del governo britannico che combatteva contro il governo ottomano, all’attività di ‘Abbas Efendi e ai suoi viaggi in Europa e in America e al sostegno offerto dai circoli sionisti, che miravano a fondare un loro Stato usurpando le terre dei Palestinesi, poté creare a Haifa una organizzazione politica simile ai partiti europei, chiamata Beit al’ Adl (Casa della Giustizia). Gradatamente divenne il centro decisionale delle attività dei baha’i di tutto il mondo, costituendo una delle principali basi da cui sorse e si consolidò il regime che illegittimamente occupa Gerusalemme. Dopo la morte di Mirza Hosein ‘Ali, ‘Abbas Efendi e dopo di lui Shuqi Efendi, assunsero la direzione di questo partito dipendente.


    I RAPPORTI TRA I BAHA'I E IL COLONIALISMO

    La setta dei Baha’i, come è evidente da quanto detto finora, fu creata dal governo zarista che si proponeva in questo modo di raggiungere determinati scopi. Come rivela il principe Dolgoruki, fu egli stesso a indurre ‘Ali Mohnammad Shirazi ad avanzare le pretese cui abbiamo accennato. Fu Dolgoruki che, in veste di religioso e adottando il nome di Shaykh ‘Isa, si assunse il compito di creare una “religione”. Quanto a Kazem Rashti, che fu maestro di ‘Ali Mohammad, ci sono fortissimi sospetti che fosse anche lui un agente russo. In tutti gli avvenimenti che si succedettero dall’apparizione di questa setta, vediamo chiaramente la mano dei governi colonialisti e delle ambasciate inglese e russa in Iran, Iraq, Turchia e Palestina. Nei libri di stori ed in particolare nei testi storici degli stessi baha’i appaiono esempi che confermano questa verità:

    Ruolo svolto dall’agente russo che era riuscito a penetrare nell’apparato di potere dei magiari, Manuchehr Khan, governatore di Isfahan, nella diffusione del Baha’ismo.


    L'APPOGGIO DEI COLONIALISTI AI SOBILLATORI BAHA'I:

    Abbot, agente del governo inglese nel periodo delle sedizioni dei Baha’i, passava da Zanjan, e così scrive nelle sue memorie: “Il Molla Mohammad ‘Ali, guida dei Babi di Zanjan, disse ai suoi seguaci: ‘Non temete la lotta…’ e li rassicurò che il governo russo li avrebbe sostenuti…”.

    Non soltanto l’agente inglese ma anche le autorità baha’i, vantandosi di questi rapporti, accennano ai sostegni ricevuti. Nel libro “Noqte al Kaf”, un libro di storia Baha’i stampato a Londra, a pag. 23, a proposito delle dichiarazioni di Abbot, è riportato: “Hojjat Molla Mohammad Zanjani perse le speranze in Amir Kabir…Scrisse alcune lettere ai ministri di governi stranieri descrivendo la propria situazione. Chiese anche la loro intercessione che non fu accettate da Amir Kabir…Ho sentito tra l’altro degli errori commessi da Amir Kabir, messi in evidenza dallo Zar di Russia, che portarono alla sua deposizione. Uno di essi è rappresentato dalla strage dei Baha’i. Infine l’ambasciatore russo e bizantino andarono a visitare l’hojjat”,

    L’ambasciatore inglese riguardo agli avvenimenti di Zanjan così scrive: “Molla Mohammad ‘Ali, guida dei Baha’i di Zanjan, mi inviò una lettera e mi pregò di intercedere presso il governo” (documenti pubblicati dal Ministero degli Esteri inglesi – Shil a Palmerston, 22 luglio 1850, 60/152). Shil (ambasciatore inglese) rispose alla richiesta di Molla Mohammad ‘Ali. Per impedire la condanna a morte dei capi Baha’i coinvolti nei disordini di Zanjan, in una lettera ad Amir Kabir scrisse: “L’insurrezione babi ha portato alla morte di molti e tanti dei sobillatori sono stati uccisi. Non è degno della vostra lungimiranza che ben conosco, permettere che essi vengano condannati a morte. Non è bene che lei si interessi delle credenze interiori dei seguaci di qualsiasi setta” (Inghilterra 60/159, Shil a Palmerston, 4 marzo 1851).

    I colonialisti inglesi quando la rabbia del popolo giungeva al culmine e i loro protetti venivano incarcerati, scrivevano lettere di intercessione cercando in tutti i modi di proteggerli. Essi tutelavano individui i cui crimini commessi rivelavano chiaramente quanto bassa fosse la loro natura (la stessa cosa fanno oggi con i loro degni successori, quando piangono sulla condanna a morte dei terroristi).

    “Espulsero un terzo della gente di quella città (Zanjan), ossia coloro che erano rimasti fedeli alla dottrina sciita duodecimana e che non erano d’accordo con i Babi. Dopo la loro espulsione, i Babi si riversarono nelle loro case e nei loro negozi. S’impadronirono di quasi tutto ciò che essi avevano, dalle armi alle vettovaglie. Saccheggiarono il bazar di Zanjan e vi appiccarono il fuoco e distrussero le case” (Da “Rouze al Safa”, Reza Qoli Khan Hedayat, vol. 10, pag. 449).

    Nel libro “Fetne-ye Babiye” di E’tezad As Saltane, II Edizione, così è riportato: “Molla Mohammad ‘Ali ordinò di appiccare il fuoco, di arroventare una sbarra di ferro e di conficcarla nel suo corpo (uno dei capi dell’esercito). Dopo di che essi, conformemente agli ordini di Mohammad ‘Ali, tagliato il suo corpo a brandelli, lo diedero alle fiamme”.



    3) Appoggio del governo zarista

    a) Il governo zarista non soltanto difese i Baha’i che operavano in Iran, ma anche in territorio russo mise ogni mezzo a loro disposizione. Nella città di ‘Eshq Abad nel Turkmenistan, fu creare il centro Baha’i di Mashreq al Azakar, dove si recò in visita lo stesso Hosein ‘Ali. Ovviamente, dopo la salita al potere dei bolscevichi e dei comunisti, i Baha’i, che erano passati sotto la protezione inglese, divennero invisi ai russi che procedettero alla chiusura del centro di Eshq Abad.

    b) L’ambasciatore russo al tempo degli Zar così riferisce a Mosca a proposito dei Baha’i: “E’ molto positivo che i Baha’i si oppongano duramente agli ulema musulmani e che essi vengano considerati setta aberrante.”

    c) Nel libro “Breve storia di Nabil Zarandi” di Shuqi Efendi a pag. 627, si legge: “L’ambasciatore russo si rifiutò di consegnare Baha’ollah agli agenti dello scià. Gli disse di recarsi alla casa del primo ministro al quale scrisse: “Devi, a nome mio, accogliere Baha’ollah e impegnarti a offrirgli protezione. Se gli dovesse succedere qualcosa tu sarai considerato responsabile di fronte all’ambasciata russa.”

    d) La figlia di Mirza Hosein ‘Ali Baha, scrisse a Lady Blomfield del ruolo svolto dall’ambasciata russa nella liberazione del padre. L’esattezza di queste notizie è confermata da ‘Abbas Efendi e dai circoli Baha’i di Londra: “Il console russo senza alcun timore si rivolse ai membri del tribunale che dovevano processare Baha: ‘Ho deciso di accogliere questo nobile e innocente individuo sotto la protezione del governo russo. Di conseguenza state in guardia. Se gli sarà torto un solo capello come punizione in questa città verrà versato sangue a giumi. Sappiate che in questa faccenda ho alle spalle il mio governo…”

    e) Shuqi Efendi nel libro “Qarn-e Badi” a pag. 41 scrive a riguardo: “L’ambasciatore russo quando fu informato dell’ordine dello scià e venne a conoscenza del suo contenuto (ossia la condanna a morte di Baha), chiese a sua Santità di accettare la protezione e la vigilanza del suo governo e di consentire quindi a che i mezzi per trasferirlo in terra russa fossero predisposti…Alcuni anni dopo, in uno scritto in onore di Nicola Alessandro II, sgorgato dalla penna divina (di Baha) quell’Esistenza santa così ringrazia l’ambasciatore del suo operato: ‘Un nobile ambasciatore di Sua Maestà quando io languivo in catene mi prestò il suo aiuto. Dio per questo servizio ti ha assegnato un posto eccelso.”

    f) ‘Abd ol Hosein Avare, storico baha’i, a pag. 197 del libro “Kavakeb al dariye fi ma’aser al baha’iye” scrive: “Quando egli (Baha) si trovava a Darjaz, uno dei villaggi del Mazandaran, impiegati e guardie del governo russo, nei quali era sorta una rispettosa devozione nei suoi confronti, volevano sottrarlo alle autorità iraniane e farlo fuggire in Russia. Egli però non accettò…In seguito, quando giunse la notizia della morte dello scià Mohammad, l’ammiraglio russo manifestò grande gioia. Ciò portò alla liberazione di Baha’ollah. In questo viaggio lo accompagnava Sayyed Basir Hendi.”

    g) ‘Abbas Efendi, a pag. 49 del libro “Maqale-ye shahksi-ye sayyah”, riguardo all’esecuzione di ‘Ali Mohammad Shirazi, scrive: “Il secondo giorno venne il console russo. Egli fotografò i due corpi che giacevano accanto a un fosso.”

    E’ evidente che il governo russo si servì persino del cadavere del Bab, allo scopo di istigare i Baha’i.



    4) I continui appoggi offerti dai governi stranieri ai Baha’i in Iran e Iraq

    a) Shuqi Efendi, nel libro “Qarn-e badi” (vol. II, pag. 125), scrive: “Il colonnello Sir Arnold Burroughs Cambell, che in quel tempo svolgeva a Baghdad il ruolo di console generale del governo inglese, quando si rese conto dell’altezza della posizione di Baha, scrisse a sua Santità una lettera amichevole nella quale gli propose di accettare la protezione e la cittadinanza del suo governo. Quando fu ricevuto alla sua presenza gli promise che, ogni qualvolta quella Santa Esistenza desiderasse inviare un messaggio alla regina Vittoria, avrebbe preso le misure necessarie affinché fosse trasmesso alla corte inglese. Asserì inoltre di essere pronto ad adoperarsi in tutti i modi qualora egli desiderasse risiedere in India o in qualsiasi altro luogo.”

    b) Ancora a pag. 28 del secondo volume dello stesso libro, si legge: “Le suddette questioni ed il rispetto manifestati a Baha dai consoli stranieri residenti in Turchia spinsero il governo ottomano ad adottare una politica decisa e a infliggere dure pene”.

    c) Il libro “Kavakeb al dariye”, a pag. 381 riporta: “Il vice console francese che era legato a Baha da vincoli di amicizia corse segretamente a vederlo e senza che nessuno si rendesse conto delle sue intenzioni, ebbe con lui una conversazione di mezz’ora o poco meno.”


    5) La collaborazione dei Baha’i e degli Inglesi in Palestina

    Hosein ‘Ali Baha, dopo il suo arrivo in Palestina, fu sottoposto ad un severo controllo da parte degli ottomani. Essendosi interrotti i rapporti che egli intratteneva con l’ambasciata inglese e russa, scrisse allo scià Naseroddin una lettera adulatoria in cui esprimeva il suo pentimento per le convinzioni passate e le azioni criminose compiute. Quando però i colonialisti inglesi riportarono alcune vittorie nella guerra contro gli ottomani e lo scontro si estese alla Palestina, i Baha’i agirono come un potente gruppo spionistico a favore del governo inglese e contro i musulmani e il governo ottomano:

    Shuqi Efendi nel libro “Qarn-e Badi” (III volume, pag. 291) scrive chiaramente: “Jamal Pasha, comandante generale delle forze armate ottomane, decise di condannare a morte ‘Abbas Efendi per attività di spionaggio”.

    A pag. 297 dello stesso libro leggiamo: “Il governo inglese si levò in difesa di ‘Abbas Efendi. Lord Balfour, ministro degli esteri inglesi (che possiamo anche definire il fondatore del cosiddetto “Stato” di Israele che da cinquant’anni e più occupa in modo illegale e criminale le terre palestinesi) ordinò al generale Allenby, comandante dell’esercito inglese in Palestina, di impegnarsi con tutte le sue forze nella protezione e nella difesa di ‘Abd ol Baha, dei suoi figli e dei suoi amici”.

    Le forze armate inglesi in Palestina si trovavano in difficoltà negli approvigionamenti di vettovaglie. I loro amici baha’i tuttavia avevano provveduto al rifornimento in vista di quei giorni. Lady Blomfield nel suo libro, a pag. 210, scrive: “Quando l’esercito inglese entrò a Haifa, l’intendenza militare si trovò di fronte a gravi difficoltà nel rifornimento di viveri…’Abd al Baha rispose: ‘Per l’esercito inglese ho anche del grano’…”.

    Dopo la vittoria riportata dagli inglesi in Palestina, in considerazione dei servizi resi, le spie baha’i furono ringraziate.’Abd ol Hosein Avare nel libro “Kavakeb al dariye” (II° volume, pag. 305) scrive: “Il comandante britannico che nell’anno 1918 aveva conquistato Haifa…fu incaricato dal monarca inglese di recarsi immediatamente presso ‘Abd ol Baha e di rendergli noto che era stato insignito del titolo di MBE (Membro dell’impero britannico)”.

    Lady Blomfield a questo riguardo scrive a pag. 214: “Il governo inglese conferì a ‘Abd ol Baha il titolo di cavaliere. Egli accettò queste onorificenze come un segno di rispetto resogli da un sovrano amante della giustizia.”

    Shuqi Efendi nel libo “Qarn-e badi” (pag. 299) scrive: “Dopo la fine della guerra…funzionari del governo inglese ringraziarono dei preziosi servizi resi in quei giorni da ‘Abd ol Baha. Manifestarono il proprio rispetto e il proprio ossequio con l’assegnazione del titolo di cavaliere da parte del governo suddetto”.

    ‘Abbas Efendi, nel discorso rivolto agli Inglesi, disse. “Sono soddisfatto del popolo e del governo inglese. La mia presenza qui è dovuta alla simpatia tra Iran e Inghilterra. Da questa simpatia si svilupperà un rapporto tale per cui gli Iraniani saranno pronti a dare la vita per l’Inghilterra”. (Raccolta dei Discorsi di ‘Abd ol Baha, vol. 1, pag. 23).

    Nel libro “Kavakeb al dariye” (pag. 501) è citato: “Una folla di gente seguiva il feretro di ‘Abd ol Baha. Davanti a tutti c’era Sir Hebert Samuel, commissario dell’Inghilterra in Palestina che, con il suo seguito, era intervenuto ai funerali.”


    I RAPPORTI TRA I BAHA'I E IL SIONISMO

    Quando venne messe in atto il vergognoso piano sionista mirante a incoraggiare l’arrivo dei Giudei a Gerusalemme, i Baha’i collaborarono su tutti i fronti esercitando pressioni sugli Arabi residenti in Palestina.

    Shuqi ‘Efendi (quarta guida Baha’i) in un suo telegramma così scrive: “Il numero di coloro che in quelle comunità (i Baha’i d’Inghilterra) hanno appoggiato il ritorno dei Giudei a Gerusalemme è superiore a quello di qualsiasi altra comunità. I Baha’i d’Inghilterra hanno adempiuto alla propria missione storica” (dalla rivista “Akhbar-e amr”, organo dei circoli baha’i in Iran, n. 26 luglio 1950).

    Mentre i sionisti, attraverso pressioni esercitate sull’O.N.U. cercavano di ottenere il riconoscimento ufficiale del proprio illegittimo governo, Shuqi ‘Efendi, indirizzò una lettera a questo organismo. In tale lettera, che fu pubblicata nella rivista “Akhbare amr”, egli non difende in alcun modo i diritti dei Palestinesi e, sottolineando i propri intimi rappirti con i Giudei, appoggia il loro piano di occupazione.

    In seguito al riconoscimento ufficiale dello “Stato” di Israele da parte dell’O.N.U., i Baha’i ed i sionisti, entrambi creature del colonialismo, si sono sempre prestati reciproco aiuto. Da allora fino ai nostri giorni i Baha’i si sono sempre schierati accanto ai sionisti eseguendo in tutti i paesi del mondo i loro comandi.

    La rivista “Akhbar-e amr” (n. 12, 1 aprile 1954) così riporta: “Il presidente della Repubblica israeliana accompagnato dalla moglie, signora Ben Zoi, conformemente all’accordo precedente, dopo l’accoglienza in suo onore nella santa casa di ‘Abd ol Baha, si è recato in pellegrinaggio ai luoghi santi del monte Carmelo”.

    Ancora, nel numero 3 del 4 giugno 1954 si legge: “I rapporti che il governo di Israele intrattiene con Vali-e amr ollah (Custode della fede) e il Consiglio supremo (organismi amministrativi dei Baha’i) sono improntati ad amicizia. E’ motivo di gioia che in Terra santa si siano ottenuti grandi successi nel riconoscimento della nostra fede”.

    Il dottor Latifollah Hakim, membro dell’Assemblea spirituale dei Baha’i in Palestina occupata, in una lettera ai circoli Baha’i d’Iran scrive: “In questi giorni in Israele, nei giornali in lingua araba e inglese, vengono pubblicati articoli dettagliati riguardo alla religione baha’i e alla sua eccellenza”.

    La collaborazione dei Baha’i con i sionisti era così palese che Jamal ‘Abd ol Nassar ordinò che tutti i circoli Baha’i d’Egitto venissero chiusi.

    L’”Ufficio per il boicottaggio nei confronti di Israele”, creato dai paesi islamici, deliberò che anche nei confronti dei Baha’i, a causa della loro collaborazione con Israele, venissero adottate le stesse misure.

    I Baha’i, durante il regno sinistro dei Pahlavi, parteciparono ai più efferati crimini di questo regime e contribuirono, sia con sostegni materiali che ideologici, al rafforzamento di Israele.

    Dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica i Baha’i agirono in Iran come il braccio dell’America e di Israele partecipando ai complotti contro la Rivoluzione Islamica.


    IL BAHA'ISMO E' UN PARTITO POLITICO LEGATO AL COLONIALISMO E NON UNA DOTTRINA RELIGIOSA

    I Baha’i cercarono fin dalla loro apparizione di presentarsi come seguaci di una dottrina che non aveva nulla a che vedere con le questioni politiche e di carattere unicamente ideologico e religioso. In tutti i loro scritti e programmi hanno sempre sottolineato il principio fondamentale di detta dottrina, ossia la non interferenza nelle questioni politiche. Tuttavia per ragioni riportate nelle pagine precedenti e come testimoniano inoltre la storia presente e passata, questa setta non solo è sempre intervenuta nelle questioni politiche, ma può essere addirittura definita un partito politico legato al colonialismo.

    L’apparizione del baha’ismo, così come è stato dettagliatamente illustrato nel capitolo precedente, fu dovuta alle mire politiche colonialiste del governo zarista. Tale setta fu infatti fondata da spie russe che agivano per conto dello zar Nicola Alessandro II.

    Quanto alle successive attività di questa setta, i colonialisti russi, inglesi e sionisti furono sempre al corrente di ogni dettaglio. In Iran i Baha’i in un primo tempo agirono come strumento della penetrazione zarista nell’apparato di potere cagiaro, in seguito come oppositori del movimento costituzionale ed infine si operarono per far sì che questo movimento deviasse dalle mire originarie.

    A Baghdad e in Turchia, costituirono una formazione politica legata all’Inghilterra utilizzata da questo governo al fine di indebolire e abbattere l’Impero Ottomano.

    Dopo la creazione del cosiddetto “Stato” di Israele, il baha’ismo divenne uno strumento nelle mani del sionismo, che di esso si serviva per raggiungere le sue mire. Il baha’ismo rappresentò un’importante fattore nel rafforzamento del sionismo e nell’indebolimento dell’unione dei musulmani.

    Presentiamo ora un elenco delle principali attività di natura politica svolte dai baha’i dal loro sorgere fino ai nostri giorni, affinché appaia evidente la natura colonialista di questa setta dipendente, così come rivelano i libri di storia e i documenti:

    L’indebolimento degli ulamà – che aveva sempre rappresentato una solida barriera contro il colonialismo – operato dai capi baha’i, che con le loro pretese miravano a creare scissioni nelle file dei musulmani.

    La creazione di disordini e di conflitti in diverse zone al fine di indebolire il governo centrale e rafforzare così l’influenza russa e inglese.

    Il complotto contro Amir Kabir e l’Imam della Preghiera di Tehran e l’attentato a Naseroddin che, nelle condizioni di quel tempo, corrispondevano esattamente alle mire politiche del governo russo.

    In Iraq i Baha’i nei dieci anni in cui soggiornarono a Baghdad, diedero vita a sedizioni che non miravano ad altro che ad indebolire l’Impero Ottomano e a contrapporre questo governo all’Iran a vantaggio dell’Inghilterra.

    In Turchia intrattennero incessanti rapporti con le ambasciate inglese, francese e russa e crearono disordini al fine di giovare agli interessi degli inglesi. Il governo Ottomano, consapevole di questa realtà, esiliò i Baha’i a Cipro e ad Acca (S. Giovanni d’Acri).

    In Palestina, prima della creazione dell’entità sionista denominata “Stato” di Israele i Baha’i compirono atti di spionaggio a favore degli Inglesi spingendosi a tal punto che la loro guida fu condannata a morte dal pascià ottomano. Tuttavia il governo inglese affidò a Lord Curzon e a Lord Lamington il compito di ottenere la sua liberazione. Lord Balfour da parte sua telegrafò immediatamente al generale Allenby ordinandogli di salvargli la vita.

    Dopo l’occupazione della Palestina svolsero ogni loro sforzo al rafforzamento del regime sanguinario di Israele.

    In Iran, prima della Rivoluzione Islamica furono i difensori e i complici del regime Pahlavi in ogni questione politica. Dopo la Rivoluzione ebbero un ruolo attivo in tutti i complotti contro la Rivoluzione Islamica.

    Considerando tutte queste ragioni soltanto coloro che ritengono il sionismo una dottrina priva di ogni colorazione politica e propagatrice degli insegnamenti celesti possono considerare il Baha’ismo un movimento dottrinale e religioso.


    LA CULTURA E L'IDEOLOGIA BAHA'I

    Quotidianamente l’Occidente, mediante tutti i suoi mezzi a disposizione, proclama la grandezza ed il progresso della sua civiltà contro le superstizioni e le credenze dei musulmani ed in particolar modo della Repubblica Islamica, accusandola di fondamentalismo, integralismo, oscurantismo e via discorrendo. E’ interessante però osservare come poi sorga a difesa e protezione della setta baha’i, di cui prenderemo velocemente in esame alcuni aspetti caratteriristici.


    CREDENZE E PRESCRIZIONI DELLA DIVINITA' DEL XX° SECOLO

    Baha pretende di essere Dio e di essersi rivelato a un suo seguace.

    Mirza Hasan Ali nel suo libro “Mobein” (pag. 179) rivolgendosi a Ali Naqi dice: “O Ali Naqi (Ali prima di Naqi), senti la mia voce dalla riva dell’esistenza del rosso santuario che è il luogo più eccelso. In verità non c’è Dio al di fuori di me…”.

    Nell’introduzione del proprio libro dice: “Io sono Dio. Non c’è Dio al di fuori di me, clemente, misericordioso. Io sono Dio, né c’è Dio all’infuori di me, grande Re. Io sono Dio e ho creato tutti gli esseri.”


    STRANE PRESCRIZIONI

    Nel libro ‘sacro’ dei Baha’i, “Bayan”, al capitolo 16, è così riportato: “Se qualcuno viene costretto a un viaggio o venga cacciato di casa, o se, contro il suo volere si entri nella sua casa, questi per diciannove mesi non potrà avvicinarsi alla moglie.”

    Ancora al capitolo IX: “Le donne devono restare tutta la notte presso le “Lettere del Vivente” (Horuf al Hayy, ossia i diciotto compagni del Bab). In questo modo solleveranno i compagni di Dio dalla solitudine e dalla sofferenza.”


    PRESCRIZIONI POLITICHE

    Dal tramonto al sole del quarto giorno di Jamadi ol Ulà, alla sera del quinto giorno dello stesso mese dell’anno lunare 1260 (26-6-1844) – in cui è stato annunziato l’inviato al Baha’ismo – chiunque non obbedisca al Bab sarà considerato miscredente e, in quanto tale, il suo sangue potrà esser versato impuneamente. Nel quarto capitolo del libro “Ahsan al-Qesas” è riportato: “Nelle cinque regioni del Mazandaran, Khorasan, Fars, Azarbaijan e Iraq hanno il diritto di risiedere solo i Baha’i”. Collaborazione con i detentori del potere e i loro agenti. Come appare a pag. 201 del libro “Aqdas” “Nessuno ha il diritto di opporsi a coloro che governano” (tale credenza è servita a giustificare la collaborazione dei Baha’i con il regime sionista e con il regime Pahlavi).


    PRESCRIZIONI ECONOMICHE

    “Dio ha ordinato che l’uomo e la donna che commettono adulterio devono consegnare al Beit al ‘Adl nove mesqal d’oro la prima volta” (la penalità aumenta le volte successive” (cfr. pag. 15 del Bayan).

    Il ruolo svolto dai Baha’i nei crimini compiuti nei cinquant’anni del regime Pahlavi

    Rapporti dei Baha’i con Reza Khan

    Al tempo di Reza Khan non esisteva un apparato informativo sufficientemente organizzato di cui si potessero in seguito rivelare i documenti relativi alla collaborazione dei Baha’i con quel governo. La confessione di un capo baha’i tuttavia fa luce sulla questione.

    In base ad una relazione della Savak, il signor Masihollah Ruhen in una riunione della Commissione per la diffusione del baha’ismo avvenuta a Shiraz il 21 giugno 1971 disse: “All’epoca di Reza Khan e di Seyyed Nuroddin fummo depredati. Reza Khan fu molto contrariato da questa faccenda. Egli segretamente e all’insaputa degli ulema fece uccidere molti musulmani. Egli era un Baha’i e proteggeva i suoi correligionari. La soppressione del velo delle donne fu da lui importa conformemente alle leggi baha’i”.


    RAPPORTI TRA I BAHA'I E L'EX SCIA'

    Una grande parte dell’apparato di potere dell’ex scià, in particolare la Savak, era retta dai Baha’i. A riprova di questa affermazione è sufficiente esaminare la seguente lista di uomini di governo seguaci della setta Baha’i:

    - Hoveida. Primo ministro dello scià per un periodo di tredici anni e inoltre ministro della Corte, ministro delle Finanze, Segretario del partito Rastakhiz.

    - Mehri Rasekh, amica dell’imperatrice Farah.

    - Generale ‘Ob ol Karim Ayadi, medico personale dello scià, che per ventitre anni ebbe un’alta posizione nel sistema di potere.

    - Generale ‘Ali Mohammad Khademi.

    - Generale Sani’i, ministro della guerra.

    - Habib Sabet Pasal e Hujabr Yazdani, due importanti economisti e finanziatori dei sionisti in Iran.

    - Mansur Ruhani, per tredici anni ministro dello scià.

    - La signora Farakhru Parsa, ministro dell’istruzione.

    - Shapur Rasekh, consigliere dello scià.

    - Hosein Hemanat, importante capitalista, progettista ed esecutore del monumento Shahyad.

    - Parviz Sabeti, comandante del servizio di sicurezza dello scià.

    - Leila Amir Argamandi, istruttrice dei figli dello scià.



    E’ quindi naturale che la maggior parte dei crimini del regime dello scià furono attuati attraverso questi individui influenti.

    L’ammissione degli stessi Baha’i e i documenti della Savak – che cercava in tutti i modi di nascondere il ruolo svolto dai Baha’i – confermano chiaramente questa verità:

    Documento della Savak 3H20299 datato 20-11-1978. Il Signor Ra’ofiyan (uno dei capi Baha’i di Shiraz) disse: “Amin ‘Abbas Hoveida con il sostegno della Beit al ‘Adl A’zam (in Israele) governò per tredici anni in Iran promuovendo lo sviluppo della comunità baha’i. Personalità influenti baha’i assunsero in Iran posizioni importanti e trasferirono all’estero il denaro del paese”.

    Documento della Savak H765 del 10-5-1971: “Nella riunione dei baha’i di Dehbid il signor Azizollah Bempusiyan prese la parola…egli accennò alla partecipazione del primo ministro ai circoli baha’i durante la festa di Rezvan e alla collaborazione del governo con la setta baha’i nelle città di provincia.”

    Documento della Savak del 28-5-1968 riguardante un discorso pronunciato dal signor ‘Abbas Aqdas, Baha’i, in una Commissione di Baha’i: “Sua eccellenza Asadollah A’lam, ministro della Corte, usò nei nostri confronti molti favori come pure Sua eccellenza Amir ‘Abbas Hoveida (baha’i di famiglia baha’i). Se Dio vuole diventeranno entrambi guide dei baha’i.”

    Dossier della Savak H810871 dell’11-8-1971: “…Da Beit al ‘Adl venne dato ordine ai baha’i iraniani di intervenire alla celebrazione dei 2500 anni dell’impero, affinché fosse evidente che la partecipazione dei baha’i era più vasta e imponente di quella delle altre minoranze religiose”.

    Documento della Savak H19496 del 27-1-1973 riguardante la riunione dei baha’i in casa del colonnello Shabab e il discorso del signor Ardashir Master: “Il defunto colonnello Shabab era ufficiale del Servizio di Sicurezza. Nel periodo in cui prestava servizio a Shiraz aiutò molto i baha’i di Shiraz”. Il padre del colonnello Shabab disse: ‘Alcuni anni fa lo scià aveva deciso di riconoscere ufficialmente i baha’i. Tuttavia il presidente d’Egitto Jamal Abd ol Nasser disse che lo scià dell’Iran si era fatto baha’i…Lo scià dell’Iran segue la strada di Baha’ollah.”

    Documento della Savak H15272 del 20-12-1971 riguardante un discorso pronunciato dal signor Hakaki al circolo di Shiraz: “…Un nutrito numero di personaggi della corte segretamente si recò a Shiraz in pellegrinaggio alla santa Casa (luogo di pellegrinaggio dei baha’i)”.

    Secondo un altro documento della Savak nel bollettino del 13-11-1967 dei circoli Baha’i iraniani così è riportato: “Come è stato comunicato a Sua eccellenza Sabet, illustre rappresentante di quest’assemblea, questa delegazione aderisce alla proposta di presentare un dono ai reali. E’ evidente che se ne annuncerà il risultato.”

    ‘Alam, ministro della Corte, conformemente a un ordine dello scià, in ricordo del XXV centenario dell’impero, donò una medaglia al signor Habib Sabet (una delle autorità baha’i d’Iran).


    COLLABORAZIONE TRA BAHA'I E ISRAELE NELL'APPOGGIO AL REGIME DELLO SCIA'

    L’ufficio generale n. 7 della Savak riguardo ai rapporti tra i Baha’i d’Iran e Israele così riferisce: “Sembra che il governo di Israele, che nel 1972 ha riconosciuto ufficialmente il baha’ismo come religione, voglia accattivarsi questa setta per ottenere vantaggi politici, economici e informativi dalle minoranze baha’i di tutto il mondo, in particolare dell’Iran.”

    Documento 20/1465 dell’1-8-1967: “In base alle notizie giunte nel mese scorso, i Baha’i d’Iran hanno raccolto una somma di circa 120 milioni di tuman. Essi hanno annunciato di voler inviare questa somma a Beit al ‘Adl ad Haifa, ma in realtà si propongono di fornire aiuti all’esercito di Israele.”

    Documento della Savak V300/20995 del 21-1-1970 riguardante gli aiuti forniti dai Baha’i iraniani a Israele: “…gli industriali baha’i si servono dei pezzi di ricambio israeliani.”

    Documento H6063 del 29-3-1971 riguardante il discorso del signor Shadmani a una riunione di baha’i a Shiraz: “I nostri capitalisti, l’America e Israele, si sono infiltrati in Iran e il profitto che ottengono viene impiegato in beneficenza.”

    La Savak riferisce del discorso del signor Hosein, funzionario del ministro delle Finanze e vice direttore dell’ufficio generale della contabilità della germanderia: “Israele, in seguito alle trattative segrete riguardanti la vendita di petrolio iraniano avvenute grazie ai buoni uffici di ‘Abbas Hoveida, ha assegnato a quest’ultimo 145 metri quadrati di terreno nella Palestina occupata.”

    In un’altra dichiarazione della Savak riguardo ai rapporti tra Israele e i Baha’i è riportato: “Poiché soltanto Israele ha riconosciuto ufficialmente la setta dei Baha’i…essi cercano di fornire aiuti finanziari a questo paese”.

    In un messaggio del Consiglio internazionale dei Baha’i così leggiamo a proposito dei buoni rapporti con Israele: “E’ motivo di grande gioia e gloria il progresso compiuto nella costruzione del mausoleo “A’là” sul monte Carmelo…come pure lo sviluppo dei rapporti con i membri del governo di Israele.”

    Moshè Dayan, in un telegramma ringrazia del dono fattogli dal signor ‘Ali Khademi in occasione del suo viaggio in Israele.

    Secondo quanto riferisce la Savak, nella riunione del 28-5-1968, il signor ‘Abbas Aqdas, membro di un’Assocazione baha’i, nel corso del suo intervento disse: “Il governo di Israele è stato riconosciuto in tutto il mondo l’eroe della guerra del 1967. Quanto ai progressi compiuti da noi baha’i, abbiamo una spia in ogni ufficio e in tutti i ministeri dell’Iran. Una volta alla settimana, dopo che i progetti del governo (di Hoveida) vengono consegnati allo scià, ai circoli religiosi baha’i viene trasmessa la relativa relazione. Per esempio gli impiegati baha’i iraniani consegnano ogni giorno ai circoli religiosi baha’i la propria relazione sull’esercito iraniano; sulle importazioni di armi in Iran, sull’addestramento dei paracadutisti, ecc.”

    Secondo il dossier della Savak H9864 del 19-10-1968 in una riunione dei Baha’i di Shiraz, il signor Ahad così ordinò agli invitati: “Non versate il vostro denare nelle banche iraniane, inviatelo invece nelle banche di Israele e d’Inghilterra.”


    ESEMPI DI ATTIVITA' DI SABOTAGGIO DEI BAHA'I

    Nel documento della Savak H7779 datata 14-7-1968 è così riportato: “Il colonnello Aqdasiye (baha’i) ha dichiarato: ‘Quando ero nell’esercito agivo con grande rispetto nei confronti dei soldati e degli ufficiali baha’i. Se un musulmano invece avanzava qualche lamentela ordinavo che venisse frustrato…Sappiamo che lo scià è un baha’i…”

    Il documento della Savak H7596 datato 8-5-1971 riporta le dichiarazioni del baha’i Laqmani: “Abbiamo ricevuto istruzioni dall’America e da Londra di incoraggiare lo sviluppo dell’edilizia e della moda (occidentale) in modo che le donne musulmane depongano il velo…di offendere in Iran ed in altri paesi islamici, attraverso la moda e la pubblicità, i popoli musulmani…armi e munizioni vengono fabbricate dai nostri giovani a Israele. Infine questi musulmani saranno soppressi dai baha’i e in tutto il mondo si diffonderà il culto di Baha’ollah.”

    Un membro della Savak così riferisce in una sua relazione, le parole di un baha’i impiegato nell’azienda di petrolio: “Ci siamo vendicati della distruzione di Hazire al Qods a Tehran compiuta alcuni anni fa dai musulmani rivalendoci sulla scuola teologica di Qom…”.

    Il documento della Savak H14409 datato 21-5-1978 riporta il discorso del signor Masihollah Ruhani: “Noi Baha’i siamo di origine iraniana, ma il nostro intelletto e la nostra mente si rivolgono a Londra e al Beit al’Adl A’zan di Israele. Approfittando della situazione, attraverso la propaganda, cerchiamo di rendere il clero pessimista nei confronti del governo. In seguito a queste agitazioni si è rivelata la vera natura del clero che è inaccettabile in una società moderna. Il popolo ha avuto la prova che religioso è sinonimo di comunista, di sabotatore.”

    Il documento della Savak H6736 del 20-5-1978 riporta il discorso del signor Adab, vicegovernatore della Banca Melli: “Fino a che sarò nella Banca Melli farò si che gli individui che assumeremo per far fronte ai bisogni della Banca siano “amici”. Finchè mi sarà possibile cercherò di danneggiare gli impiegati musulmani per quanto riguarda lo stipendio e il pagamento degli straordinari e dei premi.”


    IL RUOLO SVOLTO DAI BAHA'I NEI COMPLOTTI TRAMATI DAI NEMICI DOPO LA VITTORIA DELLA RIVOLUZIONE ISLAMICA

    I baha’i, che avevano partecipato direttamente a tutti i delitti dello scià (la Savak era diretta infatti da baha’i quali Parviz Sabeti), dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica congiurarono contro il nuovo ordinamento. Molti dei capi baha’i, con altri criminali del regime imperiale, si rifugiarono in Israele e in altri paesi portando con loro milioni di tuman. Attualmente essi all’estero continuano a tramare complotti contro la Repubblica Islamica, investendo ingenti capitali. Alcuni di loro rimasti in Iran offrono il proprio appoggio ai gruppi politici dipendenti dall’estero. Negli anni passati hanno collaborato con i filomonarchici ai tentativi di colpo di Stato, alla creazione di uno stato di insicurezza, alla collocazione di bombe e allo spionaggio a favore di Israele e dell’America. La maggior parte di costoro sono stati arrestati e condannati dai tribunali rivoluzionari. I documenti relativi ai loro rapporti con i gruppuscoli anti-rivoluzionari e col regime usurpatore di Gerusalemme, sono stati fatti conoscere in diverse occasioni all’opinione pubblica attraverso la stampa, la radio e la televisione.


    LA POSIZIONE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA NEI CONFRONTI DEI BAHA'I

    Il popolo iraniano e le autorità della Repubblica Islamica, che hanno sperimentato da vicino gli innumerevoli crimini commessi dai seguaci di questa setta nella storia del Paese (come testimoniano la storia ed anche i documenti illustrati precedentemente) considerano il baha’ismo come una dottrina politica legata al colonialismo.

    I baha’i non solo non sono considerati una minoranza religiosa, ma altresì, a causa dei tradimenti commessi, viene loro severamente impedito di propagandare le loro superstizioni e le menzogne, con cui essi intendono preparare il terreno favorevole a una nuova penetrazione delle spie americane e israeliane.

    Per il popolo iraniano i lunghi anni di tradimento, di corruzione, di fatti sanguinosi, di cui i capi baha’i sono stati i protagonisti principali, sono più che sufficienti. Di conseguenza, gli sforzi dei governi occidentali e dei nemici della Rivoluzione Islamica e le pressioni esercitate affinchè a questi venditori della patria venga concessa l’autorizzazione a svolgere le loro attività, non otterranno nessun risultato. La Repubblica Islamica, che ha eliminato uno dopo l’altro i gruppi spionistici legati all’imperialismo, con la stessa determinazione distruggerà anche i covi dei sionisti che agiscono sotto la veste dei framassoni e dei baha’i.

    Come in passato, durante l’eroica impresa degli studenti musulmani seguaci della linea dell’Imam Khomeyni, i complotti dell’America e le pressioni esercitate dagli alleati occidentali nulla hanno potuto di fronte alla ferma volontà del popolo iraniano, oggi né i sionisti né i baha’i, che danno di sé un così ridicolo spettacolo, né lo schiamazzo della stampa occidentale potranno impedirci di distruggere completamente l’apparato spionistico dei baha’i e di mettere fine all’attività dei loro capi.

    Tuttavia questa decisa posizione non implica il disprezzo dei diritti dei seguaci inconsapevoli di questa setta, che si sono fatti ingannare dalle congiure e dalle pressioni economiche esercitate dai loro capi.

    Fortunamente la libertà esistente nella società islamica, l’atteggiamento corretto della comunità musulmana e l’invio di predicatori musulmani hanno fatto sì che molti baha’i, resisi conto della natura colonialista di questa serra, rientrassero in seno all’Islam. C’è da sperare che anche i pochi seguaci rimasti gradatamente comprendano la verità e, avvedendosi di esser stati ingannati, si liberino dagli artigli di questo partito di spie, agente del sionismo.


    L'ESECUZIONE CAPITALE DEI BAHA'I

    Riteniamo necessario, di fronte alle notizie tendenziose e menzognere riguardanti la condanna a morte dei baha’i “a seguito delle loro convizioni”, divulgate in tutto il mondo dall’imperialismo, chiarire la nostra posizione.

    E’ da premettere che non ci attendevamo nulla di diverso dalla vuota propaganda dell’imperialismo. Gli stessi mezzi di comunicazione di massa, che da anni attaccano la Repubblica Islamica, non hanno forse giustificato i crimini commessi dall’America in Afghanistan, Iraq, nell’America centrale e meridionale ed in tanti altri paesi del terzo mondo? Non hanno giustificato i bombardamenti, i massacri, le violenze, i sopprusi e le distruzioni commesse dal regime che illegittimamente occupa la Palestina? Non sono gli stessi mass-media che hanno hanno esaltato i cinquant’anni di crimini e rapine commessi dal regime Pahlavi in Iran come anni di “civiltà e progresso” verso la “grande civiltà”? Non sono gli stessi mezzi di comunicazione che hanno fatto da megafano per la propaganda di terroristi come Mas’ud Rajavi e il vile Bani Sadr, presentati come individui progressisti e amanti della libertà? In quest’ottica, è quindi naturale che l’esecuzione capitale di alcune spie e di alcuni traditori baha’i costituisca un buon pretesto per un ulteriore attacco contro la Rivoluzione Islamica.

    Quegli individui inconsapevoli che, a seguito delle notizie tendenziose diffuse dalla propaganda imperialista, protestano contro la condanna a morte dei baha’i che, secondo questa propaganda, verrebbero giustiziati unicamente per le idee professate, dovrebbero avere più cura e attenzione nel verificare la veridicità di tale asserzioni, dovrebbero controllare ed esaminare le fonti di provenienza, studiare e verificare magari di persona la situazione all’interno della Repubblica Islamica dell’Iran, conoscere la sua Costituzione e le sue leggi. Alcuni anni fa, per fare un solo esempio, Galindo Pohl, rappresentante particolare della Commissione per i Diritti Umani, si recò per una visita di otto giorni in Iran, nella quale ebbe occasione di attingere ad una voluminosa documentazione relativa agli atti di terrorismo, con relative rivendicazioni, compiute contro le autorità e la popolazione della Repubblica Islamica iraniana, di colloquiare con i rappresentanti delle minoranze religiose, incontrare i responsabili delle loro riviste, visitare i loro luoghi di culto, visitare prigioni maschili e femminili (tra cui la ‘celebre’ prigione di Evin), incontrare i detenuti appartenenti ad alcuni gruppuscoli anti-rivoluzionari. Pohl riassunse il tutto in una relazione di settantotto pagine, dove peraltro riferì , oltre all’aver constatato un “sistema di totale garanzia”, di aver avuto l’occasione di incontrare e parlare con alcuni detenuti che, secondo quanto affermato dai gruppuscoli antirivoluzionari, erano stati giustiziati! Egli ha meticolosamente controllato i loro documenti, verificandone la loro identità!

    L’articolo 23 della Costituzione prevede espressamente: “Non sono ammesse indagini sulle convinzioni personali e nessuno può esser perseguitato e inquisito a causa delle proprie opinioni.” In Iran, tuttavia, come del resto in tutti gli altri paesi del mondo, non viene permesso a nessuno, a prescindere dalle sue convinzioni religiose e politiche, di compiere atti di spionaggio, di tradimento o complotto contro la patria.


    CONCLUSIONE

    1- La Repubblica Islamica considera la setta dei baha’i un partito politico legato all’imperialismo e alle potenze straniere.

    2- La setta dei baha’i non è mai stata riconosciuta dalla Repubblica Islamica né come religione né come partito legale, per le seguenti ragioni:

    a) Ruolo svolto dalle spie russe nella creazione di questa dottrina.

    b) Attività di spionaggio, creazione di disordini e di guerre intestine in Iran e di divisioni tra i musulmani nei paesi islamici ad opera dei baha’i.

    c) Sostegno offerto dall’Inghilterra nella sua guerra contro l’impero islamico degli ottomani, conclusasi con la sconfitta di questo ultimo e lo smembramento dei paesi musulmani su cui per alcuni anni i colonialisti esercitarono il loro dominio.

    d) Propagazione della corruzione e della dissolutezza nella società iraniana.

    e) Partecipazione diretta alla maggior parte dei crimini commessi dal regime dello scià e alle torture e alle uccisioni dei musulmani ad opera della Savak.

    f) Sfruttamento economico dell’Iran durante il regime Pahlavi.

    g) Collaborazione con gli anti-rivoluzionari in differenti modi.



    3- Secondo la Legge Costituzionale, i seguaci della setta baha’i, sempre che non si dedichino ad attività di spionaggio o alla propagazione della corruzione, non mettano in pericolo i fondamenti della Repubblica Islamica dell’Iran o non intrattengano rapporti con il regime che illegittimamente ha occupato la Palestina, godono, al pari di ogni altro cittadino iraniano, di tutti i diritti. Nessuno ha il diritto di oltraggiarli; soltanto attraverso la predicazione e l’ammaestramento essi possono essere guidati sulla retta via.

    Tuttavia nei confronti dei capi baha’i e di quei seguaci che persistono nel tentativo di realizzare le vecchie mire colonialiste del loro partito e che ancora intrattengono rapporti con Israele o con i nemici della Rivoluzione Islamica all’interno del paese o all’estero, si agirà con la massima severità.

    4- I circoli imperialisti e i mezzi di comunicazione di massa occidentali, che cercano per questa via di esercitare pressioni sull’Iran, sappiano che, come in passato, nonostante i complotti e la propaganda tendenziosa, non hanno ottenuto alcun successo, anche questa volta con tutto il loro schiamazzo non approderanno a nulla.

    La Repubblica Islamica dell’Iran, se Dio vuole, continuerà a percorrere fino in fondo la via dell’indipendenza e della libertà.

  2. #2
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    solo assurda propaganda, il bahaismo è una religione molto più avanzata di molte altre, guardate cosa dice qua:

    Princìpi fondamentali
    Il Bahá'ísmo insegna che i fondatori delle principali religioni del mondo, inclusi Abramo, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroastro, Gesù Cristo e Maometto, sono Maestri divini inviati da un unico Dio per educare l'umanità tramite insegnamenti e princìpi adeguati rispetto allo stadio di sviluppo raggiunto in ogni particolare momento storico. Ai grandi Maestri delle altre religioni, il Bahá'ísmo aggiunge i due Maestri contemporanei, il Báb e il Bahá'u'lláh. Secondo i bahá'isti, la rivelazione religiosa non è conclusa, ma proseguirà in futuro per offrire una guida all'eterno progresso della civilizzazione.

    Il tema principale della rivelazione di Bahá'u'lláh è l'unità: per lui "la terra è un unico paese, e gli esseri umani sono i suoi cittadini". Gli scritti di Bahá'u'lláh contengono alcuni princìpi mirati al conseguimento della civilizzazione mondiale.
    La religione Baha’ persegue dodici principi fondamentali:
    1. Ogni uomo deve cercare la verità da solo;
    2. L’intera umanità è un’unità; non devono esistere frazionamenti secondo razza, etnia, ecc;
    3. Bisogna abbandonare i pregiudizi di ogni genere;
    4. Tutte le religioni hanno una base comune;
    5. La religione deve portare all’armonia tra gli uomini;
    6. La religione non deve contraddire la scienza e la ragione;
    7. Si deve essere perseguire la pace sulla terra;
    8. L’uomo e la donna hanno gli stessi diritti;
    9. Sia uomini che donne devono ricevere la migliore formazione spirituale e morale;
    10. Si devono trovare le soluzioni per le questioni sociali;
    11. Si suggerisce l’idea di una lingua e una scrittura comuni per tutti i popoli;
    12. Deve essere creato un Tribunale di arbitrato mondiale.

    http://www.riflessioni.it/dizionario...i/bahaismo.htm


    spiegami cosa ci sarebbe di sbagliato in questo
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    solo assurda propaganda, il bahaismo è una religione molto più avanzata di molte altre, guardate cosa dice qua:

    Princìpi fondamentali
    Il Bahá'ísmo insegna che i fondatori delle principali religioni del mondo, inclusi Abramo, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroastro, Gesù Cristo e Maometto, sono Maestri divini inviati da un unico Dio per educare l'umanità tramite insegnamenti e princìpi adeguati rispetto allo stadio di sviluppo raggiunto in ogni particolare momento storico. Ai grandi Maestri delle altre religioni, il Bahá'ísmo aggiunge i due Maestri contemporanei, il Báb e il Bahá'u'lláh. Secondo i bahá'isti, la rivelazione religiosa non è conclusa, ma proseguirà in futuro per offrire una guida all'eterno progresso della civilizzazione.

    Il tema principale della rivelazione di Bahá'u'lláh è l'unità: per lui "la terra è un unico paese, e gli esseri umani sono i suoi cittadini". Gli scritti di Bahá'u'lláh contengono alcuni princìpi mirati al conseguimento della civilizzazione mondiale.
    La religione Baha’ persegue dodici principi fondamentali:
    1. Ogni uomo deve cercare la verità da solo;
    2. L’intera umanità è un’unità; non devono esistere frazionamenti secondo razza, etnia, ecc;
    3. Bisogna abbandonare i pregiudizi di ogni genere;
    4. Tutte le religioni hanno una base comune;
    5. La religione deve portare all’armonia tra gli uomini;
    6. La religione non deve contraddire la scienza e la ragione;
    7. Si deve essere perseguire la pace sulla terra;
    8. L’uomo e la donna hanno gli stessi diritti;
    9. Sia uomini che donne devono ricevere la migliore formazione spirituale e morale;
    10. Si devono trovare le soluzioni per le questioni sociali;
    11. Si suggerisce l’idea di una lingua e una scrittura comuni per tutti i popoli;
    12. Deve essere creato un Tribunale di arbitrato mondiale.

    http://www.riflessioni.it/dizionario...i/bahaismo.htm


    spiegami cosa ci sarebbe di sbagliato in questo
    Perchè, una che si rifà la verginità con la plastica non è una vera vergine

    Qualsiasi religione può essere usata per le più sporche manovre, anche le ideologie, come il socialismo o l'anarchismo...
    e andreotti è cristiano....
    Addio Tomàs
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar
    Perchè, una che si rifà la verginità con la plastica non è una vera vergine

    Qualsiasi religione può essere usata per le più sporche manovre, anche le ideologie, come il socialismo o l'anarchismo...
    e andreotti è cristiano....
    chiaro, ma sostenere che una religione sia stata fatta nascere da una lobby di pressione secondo me è assurdo
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    chiaro, ma sostenere che una religione sia stata fatta nascere da una lobby di pressione secondo me è assurdo
    è verissimo, perchè l'epoca delle religioni è finita secoli fa.
    Addio Tomàs
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    solo assurda propaganda, il bahaismo è una religione molto più avanzata di molte altre, guardate cosa dice qua:

    Princìpi fondamentali
    Il Bahá'ísmo insegna che i fondatori delle principali religioni del mondo, inclusi Abramo, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroastro, Gesù Cristo e Maometto, sono Maestri divini inviati da un unico Dio per educare l'umanità tramite insegnamenti e princìpi adeguati rispetto allo stadio di sviluppo raggiunto in ogni particolare momento storico. Ai grandi Maestri delle altre religioni, il Bahá'ísmo aggiunge i due Maestri contemporanei, il Báb e il Bahá'u'lláh. Secondo i bahá'isti, la rivelazione religiosa non è conclusa, ma proseguirà in futuro per offrire una guida all'eterno progresso della civilizzazione.

    Il tema principale della rivelazione di Bahá'u'lláh è l'unità: per lui "la terra è un unico paese, e gli esseri umani sono i suoi cittadini". Gli scritti di Bahá'u'lláh contengono alcuni princìpi mirati al conseguimento della civilizzazione mondiale.
    La religione Baha’ persegue dodici principi fondamentali:
    1. Ogni uomo deve cercare la verità da solo;
    2. L’intera umanità è un’unità; non devono esistere frazionamenti secondo razza, etnia, ecc;
    3. Bisogna abbandonare i pregiudizi di ogni genere;
    4. Tutte le religioni hanno una base comune;
    5. La religione deve portare all’armonia tra gli uomini;
    6. La religione non deve contraddire la scienza e la ragione;
    7. Si deve essere perseguire la pace sulla terra;
    8. L’uomo e la donna hanno gli stessi diritti;
    9. Sia uomini che donne devono ricevere la migliore formazione spirituale e morale;
    10. Si devono trovare le soluzioni per le questioni sociali;
    11. Si suggerisce l’idea di una lingua e una scrittura comuni per tutti i popoli;
    12. Deve essere creato un Tribunale di arbitrato mondiale.

    http://www.riflessioni.it/dizionario...i/bahaismo.htm


    spiegami cosa ci sarebbe di sbagliato in questo

    pura mentalità massonica; il solito teismo razionalista che torna in tutte le salse.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    solo assurda propaganda, il bahaismo è una religione molto più avanzata di molte altre, guardate cosa dice qua:

    Princìpi fondamentali
    Il Bahá'ísmo insegna che i fondatori delle principali religioni del mondo, inclusi Abramo, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroastro, Gesù Cristo e Maometto, sono Maestri divini inviati da un unico Dio per educare l'umanità tramite insegnamenti e princìpi adeguati rispetto allo stadio di sviluppo raggiunto in ogni particolare momento storico. Ai grandi Maestri delle altre religioni, il Bahá'ísmo aggiunge i due Maestri contemporanei, il Báb e il Bahá'u'lláh. Secondo i bahá'isti, la rivelazione religiosa non è conclusa, ma proseguirà in futuro per offrire una guida all'eterno progresso della civilizzazione.

    Il tema principale della rivelazione di Bahá'u'lláh è l'unità: per lui "la terra è un unico paese, e gli esseri umani sono i suoi cittadini". Gli scritti di Bahá'u'lláh contengono alcuni princìpi mirati al conseguimento della civilizzazione mondiale.
    La religione Baha’ persegue dodici principi fondamentali:
    1. Ogni uomo deve cercare la verità da solo;
    2. L’intera umanità è un’unità; non devono esistere frazionamenti secondo razza, etnia, ecc;
    3. Bisogna abbandonare i pregiudizi di ogni genere;
    4. Tutte le religioni hanno una base comune;
    5. La religione deve portare all’armonia tra gli uomini;
    6. La religione non deve contraddire la scienza e la ragione;
    7. Si deve essere perseguire la pace sulla terra;
    8. L’uomo e la donna hanno gli stessi diritti;
    9. Sia uomini che donne devono ricevere la migliore formazione spirituale e morale;
    10. Si devono trovare le soluzioni per le questioni sociali;
    11. Si suggerisce l’idea di una lingua e una scrittura comuni per tutti i popoli;
    12. Deve essere creato un Tribunale di arbitrato mondiale.

    http://www.riflessioni.it/dizionario...i/bahaismo.htm


    spiegami cosa ci sarebbe di sbagliato in questo
    Grazie,forse tu verrai ascoltato,perche' qui si cerca di giustificare omicidi e repressioni di un credo religioso con teorie folli

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aprile crudele
    pura mentalità massonica; il solito teismo razionalista che torna in tutte le salse.
    Ma esisti davvero o sei una caricatura?

  9. #9
    email non funzionante
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    Può anche essere, ed è avvenuto spesso, che il colonialismo abbia utilizzatyo delle minoranze precedentemente emarginate per assicurarsi il controllo coloniale. ma in generale non penso proprio che i baha'i come intera comunità religiose siano implicati nel colonialismo.

  10. #10
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    Lo scritto che ho postato riporta cita testi e documenti con relative fonti, dimostrando la natura reale del Baha'ismo. Se si è in grado di smentirli, dimostrando eventuali errori e falsità (e non bollandoli come pura 'propaganda'), il forum è libero....

 

 
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