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bianconero
La Fiorentina soffre
Telefonata del 4 maggio 2005 tra Andrea Della Valle e Mazzini in riferimento a un incontro che Diego Della Valle e Bergamo avrebbero dovuto avere.
A. Della Valle: «Ti volevo salutare e fare un po’ il punto della situazione con te. Per quel discorso di domani poi dopo ti chiamerà Diego oggi... quell’altra persona... perché noi abbiamo domani questa cosa purtroppo di mia madre che... però saremo qualche giorno su a Milano poi io rivado con i ragazzi quindi lo spostiamo la settimana prossima». Mazzini: « È importantissima... che gli arrivi al nostro amico un messaggio da voi. Perché domani l’altro ci sono... ci sono le griglie eh! la partita decisiva eh».
A. Della Valle: «Certi errori tu li sai no? Certi errori... diciamo da new entry nel mondo diciamo della Serie A... perché non è poi per le altre cose...
(Andrea Della Valle-U.Pizzi)
Ancora Della Valle riferendosi a Bergamo.
A. Della Valle: «Senti no, allora domani tanto lo faccio chiamare, tu però avvertilo che abbiamo questo problema... la settimana prossima stiamo un po’ insieme.»
Si va avanti. Cambiano gli interlocutori ma non il contenuto dei problemi. «Ti do delle notizie molto riservate. Dopo tu le devi usare per cercar di fare quello che non vi riesce fare... cioè di fare squadra con un indirizzo univoco. No che uno và come l’armata Brancaleone. Allora, ho parlato con Galliani e tra le varie cose che ci siamo detti è venuta fuori la questione Fiorentina!...».
Con quell’accento toscano che lo rende inconfondibile alle orecchie attente degli intercettatori, è ancora Innocenzo Mazzini da Figline Valdarno, il 25 aprile scorso alle sette e mezzo di sera, a ripetere l’ennesima predica a un affranto Sandro Mencucci, consigliere delegato e amministratore esecutivo della Fiorentina. Solo che questa volta Mazzini introduce un ingrediente nuovo nel pastone dello scandalo calcistico: il ruolo di Adriano Galliani. Che Mazzini mette quasi sullo stesso piano del clan di Lucianone Moggi quanto a capacità d’intervento e a spartizione di potere. Della Valle lo aveva ormai capito ed è per questo che lo stesso giorno di quel simbolico 25 aprile (festa della Liberazione) si rivolge egli stesso a Mazzini cercando con lui «un incontro di persona», «perché io - dice Della Valle - voglio capire se c’è qualcosa contro sta famiglia contro sto progetto che non è nient’altro che farsi i cazzi suoi...».
Firenze merita
Poi Mazzini passa ad informare il dirigente viola del colloquio avuto con Antonio Giraudo, l’altra parrocchia: «Poi ho parlato con Antonio Giraudo... Antonio Giraudo m’ha detto che lui e...Luciano s’incontrano con Diego Della Valle Diego Della Valle, giovedì...cioè domani l’altro...per le comproprietà...tutte queste storie..vabbene! Ma non è vero...la comproprietà è una scusa! Poi anche lì loro parleranno della politica de...la Fiorentina...il problema della Fiorentina! Allora anche a loro ho fatto sapere che pure essendo questo una testa di cazzo..però Firenze merita taraà taratà...e li ho convinti!». Notano gli investigatori sui brogliacci: «venendo interrotto da Mencucci che si lamenta di non essere a conoscenza di tali fatti».
L’esempio di Milan e Juve
Perciò «Mazzini suggerisce al suo interlocutore come comportarsi portando ad esempio i dirigenti di Milan e Juventus: “con un..un...(incomprensibile) di intenti e di informazioni, di comportamenti, di comunicazione, perchè questo vuol dire fare una società!...Cioè...Braida e Galliani...gandini...si riuniscono...sanno...le loro comunicazioni fra di loro, si dicono tutto...e poi magari chiamano...il loro referente, il primo che è Carraro e si fanno le loro politiche!...Antonio Giraudo e Moggi, Bettega e...qualcun altro...Romy Gai...sanno tutto di tutti! Cioè quello che sa Antonio Giraudo...eccetto le..(incomprensibile) e compagnia bella...però come politica...di società, loro fanno la riunione e si dicono tutto...e fanno come quegli altri!”. Aggiungendo - notano gli investigatori - che chi non si comporta in tale modo crea all’interno della società “...un grande bordello’’». Mencucci è «perfettamente d’accordo».
Galliani e Giraudo univoci
A questo punto il vicepresidente federale spiega al dirigente della Fiorentina, come ci si deve comportare: «E tu mi fai invitare...io tutte queste cose gliele spiego...gliele dico...poi faccian loro...ma l’importante è cercare di farglielo capire, perché se loro si muovon così...il loro amministratore delegato non può non sapere che vanno a fare una trattativa sui riscatti...perché dopo ti dovranno dei soldi! Te tu gli potresti dire...certe cose lì che tu sapevi, magari non sanno loro...però se uno si trova prima almeno vanno come una squadra unita...mi capisci!...Invece loro (incompr.) devono andare lì e credere di...con la moina di prendere per il culo...Antonio Giraudo, poi Antonio Giraudo e...dice almeno si frega il Milan...no, poi si...loro due si dicono tutto...Galliani e Giraudo poi su come comportarsi con Diego Della Valle è vero che sono sempre univoci...Allora se te non fai uguale, te tu ti credi di essere furbo ma poi te lo mette nel culo, eh!». Una strategia coi fiocchi, non c’è che dire.
Ancora, Carraro (il referente del Milan, secondo Mazzini) a Bergamo:
Carraro a Bergamo: "Le dico mi raccomando... Se c'è un dubbio, per carità, che, che, che, che il dubbio non sia a favore della Juventus dopo di che succede... Gli dà quel rigore lì!?"
Quindi secondo Carraro (il referente del Milan) se c'è un dubbio non deve essere a favore della Juventus, ma contro.
Premesso che l'influenza di Moggi su Bergamo e Pairetto era evidentemente maggiore di quella di Carraro e quindi Galliani, ma le pressioni di Moggi e quelle di Carraro non vanno considerate alla stessa maniera?
E invece mi pare tanto che in tv e sui principali quotidiani sportivi di attacchi a Carraro non se ne parla, ed anche Galliani è molto coperto.