«L´Italia pagò 11 milioni di euro per gli ostaggi in Iraq»
L´Italia avrebbe pagato in tutto 11 milioni di euro per la liberazione di Simona Torretta, Simona Pari e la giornalista Giuliana Sgrena. Lo scrive il sito del quotidiano britannico Times in un articolo basato su documenti di proprietà di funzionari della sicurezza di Baghdad che avrebbero giocato un ruolo chiave nella liberazione degli ostaggi.
Il nostro Paese, tuttavia, non sarebbe l´unico ad aver pagato per il rilascio di suoi connazionali rapiti. La Francia, aggiunge il giornale britannico, è il Paese che ha pagato di più con 25 milioni di euro. Nello specifico 15 milioni per i giornalisti Christian Chesnot e Georges Malbrunot liberati nel dicembre 2004 e 10 milioni per la giornalista Florence Aubenas nel giugno 2005. La Francia smentisce le accuse del Times . «Come le autorità francesi hanno già detto all'epoca del rilascio degli ostaggi» ha detto il portavoce del ministero degli esteri francese, Jean-Baptiste Mattei, «non è stato pagato alcun riscatto».
La Germania invece avrebbe sborsato 8 milioni per liberare i suoi ostaggi, 3 dei quali per il rilascio di Susanne Ostloff, rapita nel novembre 2005 e 5 milioni per Rene Braunlich e Thomas Nitzschke, sequestrati lo scorso gennaio e liberati all´inizio di questo mese. In totale, dunque nelle tasche dei rapitori sarebbero finiti 45 milioni di euro, contrariamente a quanto affermato da Roma, Berlino e Parigi dopo la liberazione degli ostaggi.
Tra coloro che hanno ricevuto il denaro ci sarebbe, sempre secondo il Times, anche il gruppo responsabile dei sequestri di cittadini britannici fra cui Kenneth Bigley, l'ingegnere di Liverpool ucciso dai rapitori. Il giornale sottolinea che la Gran Bretagna non ha pagato riscatti. Due cittadini britannici furono rapiti e uccisi alla fine del 2004: in settembre fu sequestrato Bigley, la cui decapitazione venne mostrata in un video diffuso il novembre seguente, e in ottobre toccò a Margaret Hassan, uccisa il mese dopo.





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Come i loro "compagni" sono state bravissime a "poppare" i soldi degli altri.
