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Discussione: Chi è il bugiardo ?

  1. #1
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    Predefinito Chi è il bugiardo ?

    Il leader Cgil: non ho cambiato idea su Unipol l'Opa su Bnl è sbagliata

    ROBERTO MANIA


    ROMA - Mario Draghi ridarà credibilità alla Banca d'Italia. Ma si sono persi due anni mentre al declino industriale del Paese si è aggiunto "un grave appannamento dell'etica pubblica". Colpa, soprattutto del centrodestra "che ha governato senza un progetto, riducendo tutto ad uno scontro tra poteri". Ed è questo - secondo il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - il magro bilancio di fine legislatura. Epifani guarda da lontano al complicato dibattito nei Ds sul caso Unipol. Il sindacato "rosso" non ha cambiato idea e continua a pensare che la scalata alla Bnl rappresenti "un passo più lungo della gamba". E al centrosinistra, in vista della prossima legislatura, avanza la sua proposta: un nuovo patto fiscale per cominciare la risalita. Mentre alla Confindustria di Montezemolo chiede "un passo in avanti" per chiudere all'inizio dell'anno il contratto dei metalmeccanici.
    Intanto, Epifani, questa legislatura si conclude con la magistratura di nuovo protagonista e con una parte della classe dirigente sotto inchiesta. Lei vede qualche analogia con la stagione di Tangentopoli?
    "No, non vedo analogie con le vicende dell'inizio degli anni Novanta. Vedo, semmai, un altro problema, che è poi una domanda che dobbiamo rivolgerci tutti: perché nel nostro Paese, a distanza di tempo, si verificano casi come quello della Popolare di Lodi, dopo che abbiamo assistito ai crac della Cirio e della Parmalat? Perché non si riesce ad intervenire in tempo e spetta sempre alla magistratura rimettere le cose in ordine? Questo è il tema decisivo, che riguarda tutti: le imprese, dal momento che c'è anche una loro responsabilità e una persistente debolezza della loro governance; le autorità di controllo e vigilanza; infine il governo e il Parlamento che a quelle authority debbono garantire l'autonomia e l'indipendenza finanziaria".
    Qualcosa è stato però fatto: c'è una nuova legge sul risparmio e c'è, soprattutto, un nuovo governatore della Banca d'Italia.
    "E io sono molto contento per il Paese che, finalmente, dopo due anni, sia stata approvata la riforma del risparmio. E considero molto positivamente la scelta di Mario Draghi al vertice di Via Nazionale. Ma insisto: perché dopo due anni?"
    Perché - si è detto sia a destra sia a sinistra - la politica è troppo debole. Non è d'accordo?
    "No lo so. Ma guardi, per esempio, l'ultima idea del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, di costruire una sorta di alleanza dei partiti contro i poteri forti. Ma come può venire da un esponente di una maggioranza mai così larga in Parlamento, una proposta di questo tipo? Certo che c'è una debolezza della politica, ma di quella del centrodestra che ha governato senza progetti, riducendo tutto a una mera lotta tra poteri. C'è qualcuno che può realisticamente pensare che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia un potere debole?"
    Sta di fatto che anche D'Alema e Fassino, hanno parlato di un attacco ai Ds, nella vicenda Unipol, con il solo obiettivo di depotenziare il principale partito dell'opposizione. Anche lei vede queste trame?
    "Guardi, in ogni sistema democratico tutti i poteri di diversa natura (politica, economica, sociale, editoriale e così via) finiscono per interagire tra loro. L'importante è che non si sovrappongano. Dovunque il potere economico cerca di condizionare la politica e quest'ultima a trarne eventuali vantaggi. Ciò accade in tutta Europa e anche negli Stati Uniti. Da noi, però, non funziona il sistema del bilanciamento dei poteri. Abbiamo un sistema di garanzie e di controlli ancora gracile".
    Torniamo ai Ds, al suo partito. Lei pensa che sia in atto una sorta di complotto politico-editoriale ai danni del Botteghino?
    "Non ho un giudizio definito ma anche se fosse, quali che siano i disegni politico-editoriali di eventuali gruppi di potere, io credo che un partito debba trovare in se stesso le ragioni dei propri obiettivi e la forza per poterli affermare. E in più non va sopravvalutato il ruolo della stampa nell'orientare i flussi e i consensi elettorali".
    I clamorosi sviluppi del caso Unipol sembrano rafforzare la tesi di chi, proprio come la Cgil, è sempre stato contrario all'Opa sulla Bnl.
    "Sugli aspetti giudiziari è giusto che le inchieste facciano il loro corso accertando tutte le responsabilità. Sul piano industriale non ho cambiato idea: continuo a pensare che sia un passo più lungo della gamba
    . Questo non vuol dire che il mondo della cooperazione non possa farsi anche banca. Aggiungo che hanno ragione coloro che, dopo tanti mesi, chiedono una risposta definitiva da parte di Bankitalia sull'Opa. Non si può lasciare sospesa né un'azienda quotata in Borsa come Unipol, né una banca come Bnl".
    A proposito degli ultimi scandali finanziari, Montezemolo ha parlato di una crisi etica che ha colpito una parte della classe dirigente. Condivide questo parere?
    "Credo che al declino industriale si stia accompagnando un appannamento dell'etica pubblica. Con una grave responsabilità del governo di centrodestra che attraverso i condoni e una mal interpretata politica del "lasciar fare", ha finito per premiare i più forti e i più furbi. Questo è il bilancio di fine legislatura. Per questo al prossimo congresso della Cgil discuteremo di come "riprogettare" il Paese, partendo dal lavoro (che resta il grande dimenticato anche nel dibattito di questi giorni), dai diritti e dalle libertà. E non a caso indicheremo al centrosinistra la strada di un "nuovo patto fiscale", come il cuore di un progetto per il Paese".
    Cosa intende con un nuovo patto fiscale?
    "Vuol dire rimettere al centro di un grande processo riformatore il tema dell'equità, visto che in questi anni hanno finito per pagare sempre gli stessi: i lavoratori e i pensionati. Ma anche il tema del "dovere fiscale", come condizione di un nuovo legame tra cittadini e tra cittadini e Stato. Il tutto accompagnato da una funzione centrale e più efficiente della responsabilità pubblica. In sostanza: basta far pagare le tasse solo ai lavoratori e ai pensionati a reddito fisso; basta premiare i furbi; e poi, più servizi pubblici, maggiore qualità ed efficienza".
    Una ricetta in chiave socialdemocratica.
    "Per il Paese è l'unica ricetta per fare ripartire la coesione sociale e arrestare il declino".

    http://www.flcgil.it/notizie/rassegn...si_e_appannata

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  2. #2
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    Bnl: Consorte, "Epifani sapeva"


    ROMA - Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, "era al corrente dell'opa di Unipol su Bnl fin dal luglio 2005". Lo ha puntualizzato l'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, spiegando che lui e il suo vice, Ivano Sacchetti, erano stati ricevuti dallo stesso Epifani ricavandone "un'impressione positiva". (Agr)


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  3. #3
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    Da noi CHI ROMPE PAGA!

    In quanto a bugiardi ne esistono di eccelsi : addirittura alcuni credono alle stesse balle che essi stessi raccontano!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  4. #4
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    Predefinito Cosa hanno pagato Consorte e Sacchetti ?

    Scambio di accuse tra Consorte ed Epifani L’ex manager: era d’accordo. Il leader Cgil: falsità

    ROMA—Sembrava chiusa. Tanto più dopo che Guglielmo Epifani e Pierluigi Stefanini, tre giorni fa a Bologna, avevano fatto pubblicamente la pace. Anche per questo, quando ha letto le nuove dichiarazioni del suo predecessore Giovanni Consorte, secondo il quale Epifani non sarebbe stato contrario alla scalata alla Bnl, il nuovo presidente dell’Unipol era di umore nero. Stesso colore di una giornata che il segretario della Cgil ha concluso con questa battuta: «Spero che finisca presto questa storia, un polverone del tutto inammissibile e ridicolo. Una gigantesca contraffazione della realtà per scopi di cui non si capisce il senso». La scorsa estate dal sindacato di Epifani arrivarono soltanto violente bordate. Rammenta Nicoletta Rocchi, ex responsabile per le banche del sindacato di Epifani: «Dissi immediatamente che la scalata dell’Unipol alla Bnl non si doveva fare, anche perché avevo notato la compagnia di giro».
    E questo mentre Cisl e Uil appoggiavano la scalata, con l’unico distinguo dell’ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta. «Non mi sembrava conforme allo spirito della cooperazione », ricorda oggi. Perché allora, a distanza di mesi, Consorte sostiene di aver avuto in due incontri diversi l’impressione che Epifani, il quale aveva fieramente avversato l’operazione, fosse in realtà favorevole? E perché proprio tre giorni dopo la pace fra la Cgil e l’Unipol? Difficile non notare la coincidenza. Ma altrettanto difficile non considerare la situazione di Consorte, prima stimato come un grande manager della sinistra e ora coinvolto nelle inchieste giudiziarie: autore di una scalata che ha diviso il centrosinistra. Da una parte la Margherita, contraria, e dall’altra i Ds (e quasi tutte le cooperative) favorevoli. Mentre le inchieste avviate dalla magistratura fanno emergere, fra i veleni delle intercettazioni, nuovi e non trascurabili elementi.
    Come quello secondo cui Consorte avrebbe chiesto all’ex amministratore delegato della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, lo scalatore dell’Antonveneta, di intervenire per evitare il fallimento della Beta, l’immobiliare dei Ds. E chissà che il bersaglio dell’ex presidente dell’Unipol non sia tanto Epifani, quanto Stefanini. Se non addirittura chi nella Quercia (partito ora al governo) lo aveva sostenuto con convinzione per poi prenderne le distanze. Certamente la determinazione con cui ha aperto il fronte Cgil non può essere derubricata a pura casualità. E se ieri il sindacato ha replicato definendo «sconcertanti» le dichiarazioni dell’ex manager Unipol, e parlando di «un unico incontro di settembre» durante il quale Epifani avrebbe ribadito la propria contrarietà all’operazione, Consorte ha ri-replicato con nuovi particolari al vetriolo. «Confermo che nel mese di luglio ho chiamato personalmente il dott. Epifani al telefono (circostanza negata dallo stesso segretario della Cgil, ndr) per illustrargli sinteticamente il progetto», ha scritto Consorte.
    Chiamando in causa anche Graziano Trerè e Rocco Carannante, rispettivamente rappresentanti della Cisl e della Uil nel consiglio dell’Unipol, di cui i due sindacati sono azionisti. «Come anche la Cgil, che però anni fa decise di uscire dal cda», sottolinea Trerè. Consorte precisa che la Cisl e la Uil votarono a favore. Pezzotta allarga le braccia: «Per il nostro peso in consiglio di amministrazione non avevamo la forza di essere contrari». Ma l’ex presidente dell’Unipol dice pure che fu anche «Carannante a parlare personalmente con Epifani per illustrargli il progetto ». Andò proprio così? «È vero», conferma il rappresentante della Uil. Che aggiunge: «Guglielmo mi fece capire che quell’operazione non lo convinceva, anche se non me lo disse esplicitamente.Ma chi davvero nella Cgil si opponeva alla scalata con tutte le forze era il sindacato dei bancari. Nicoletta Rocchi». Se magari Consorte abbia interpretato quella «debole» (come la definisce Carannante) reazione di Epifani in senso contrario al suo reale significato, non è dato sapere.
    Mache Nicoletta Rocchi, considerata vicina a Piero Fassino, avesse dichiarato guerra alla scalata, è storia. Si narra pure di una sua violenta sfuriata quando i Ds, e il suo segretario, si schierarono senza riserve con Consorte. E oggi descrive così il clima irreale di quelle settimane: «Cercarono di farmi il vuoto intorno, da Consorte arrivavano pressioni sui dirigenti del sindacato perché non sostenessero la mia linea. Una mattina mi telefonò il responsabile organizzativo, Mauro Guzzonato, il quale evidentemente aveva ricevuto una telefonata dall’Unipol, per chiedermi chiarimenti sulla mia posizione, che alla compagnia consideravano "poco comprensibile". Ma poi, quando Epifani è uscito definitivamente allo scoperto, tutto è finito». Il 19 luglio il segretario della Cgil sentenzia: «La Cgil non era e non è convinta che questa sia la soluzione migliore per Bnl». Il giorno dopo, in una delle varie intercettazioni dei protagonisti della vicenda, riferita a «Sacchetti», si parla di «bloccare Epifani».
    Sergio Rizzo

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...3/unipol.shtml

  5. #5
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    Consorte: «Unipol, il mio silenzio è finito» - di Redazione -


    L’ex presidente annuncia: «Un dossier di 400 pagine sulla scalata Bnl». E ribadisce: «Epifani sapeva»

    «In molti dovranno fare i conti con me, la vera storia di Bnl non è stata mai scritta». Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, indagato a Roma e Milano per le scalate ad Antonveneta e Bnl, di più non vuol dire. Aspetta che le procure di Milano e Roma macinino le memorie che da una settimana porta ai magistrati: 400 pagine più allegati. Consorte accusa la Cgil: «A luglio del 2005 telefonai personalmente a Epifani per illustrargli sinteticamente il progetto che Unipol intendeva lanciare su Bnl». Ma il leader della Cgil smentisce: «È inutile. Non è solo la sua parola contro la mia».

 

 

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