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Discussione: La terza Italia

  1. #1
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    La terza Italia


    I primi dati indicano, per le amministrative in corso, una crescita dell’astensione. Naturalmente, per una valutazione definitiva occorrerà conoscere l’entità complessiva dell’afflusso alle urne. Che, specie a fine maggio, può assumere dimensioni significative anche nella giornata di lunedì. Ma, sin d’ora, questa tendenza, se confermata, può suggerire alcune considerazioni di carattere più generale sulla partecipazione politica degli italiani e sulle sue motivazioni. A prima vista, la crescita delle astensioni sembra «contraddire» quanto è accaduto il mese scorso, alle politiche, ove l’afflusso alle urne è stato relativamente elevato.
    In realtà, contrariamente a quanto alcuni hanno inizialmente affermato, si è comunque manifestata una erosione rispetto alle politiche precedenti: ma la partecipazione è risultata in ogni caso superiore alle aspettative della gran parte degli osservatori. Per quel che riguarda invece l’elezione in corso, si sa che, da sempre, l’astensione alle amministrative è superiore a quella relativa alle politiche e che, ormai da molti anni, vi è, per tutte le elezioni (comprese, come si è ricordato, quelle del 9-10 aprile), una generale tendenza verso una crescente diserzione dai seggi. Ciò nonostante, una così significativa disparità del tasso di partecipazione nell’arco di poche settimane non può non colpire. In realtà, essa è in larga misura legata alla diversa intensità della cosiddetta «mobilitazione drammatizzante» della «terza Italia» politica. Quest’ultima è costituita da una quota sempre crescente di popolazione, scarsamente interessata alla politica e caratterizzata da «lontananza» e, spesso, da ostilità nei suoi confronti.
    I suoi componenti reputano generalmente eccessivo l’impiego di energie connesso alla partecipazione elettorale (dicono: «non vale la pena di votare» o «un partito vale l'altro») e tendono di conseguenza ad astenersi. Possono però, in certi casi, essere spinti a partecipare: accade se vengono persuasi che l'esito delle elezioni abbia un effetto sulla loro personale condizione di vita o sui loro interessi: ciò avviene assai più facilmente per le consultazioni nazionali che per quelle «locali». Naturalmente, trattandosi di soggetti molto distanti dal linguaggio della politica, la comunicazione loro rivolta non può che essere semplice —talvolta semplicistica— e diretta. Lo fu, ad esempio, il «meno tasse per tutti» adottato con successo da Berlusconi nel 2001. Come lo è stato, qualche settimana fa, l’«abolirò l'Ici» dello stesso Cavaliere. Aiutato, nei suoi effetti comunicativi, dalle paure suscitate, a torto o a ragione, dal centrosinistra riguardo alla tassa di successione e a quella sulle abitazioni: le stime più prudenti suggeriscono che, a seguito del «combinato disposto» di questi stimoli, la settimana precedente il voto si sia «mobilitato» il 2-3% di elettorato, dapprima orientato all'astensione e poi per lo più spinto a preferire il centrodestra.
    In queste amministrative, viceversa, la comunicazione, pur annoverando promesse palesemente non mantenibili, ha, per fortuna, assunto raramente toni drammatici, né ha evocato, trattandosi di elezioni locali, possibili catastrofi o «regimi» in caso di vittoria dell'avversario. La conseguenza è consistita in un calo della partecipazione, specie da parte della «terza Italia» politica, meno stimolata a recarsi alle urne. Nell'insieme ciò suggerisce nuovamente come la mobilitazione— inevitabilmente «drammatizzante»— di questo segmento di elettorato costituisca, nel bene o nel male, un elemento decisivo nel determinare sia il livello di afflusso alle urne, sia, talvolta, lo stesso risultato delle elezioni. Che, oltre che dalla loro natura, dipende sempre più dalla campagna elettorale, dai suoi slogan, dai suoi messaggi, specie dagli stimoli rivolti alla «terza Italia» politica, la meno partecipe politicamente.
    Renato Mannheimer

    Il coniglio e' tornato...

  2. #2
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    Già.... e stavolta bastava il titolo dell'articolo per immaginarsi tutto il resto, parola per parola.

    Il coniglio non si smentisce... forse

 

 

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