SERBIA: MONUMENTO CELA MUSSOLINI, PARTIGIANI PROTESTANO/ANSA (di Alessandro Logroscino) (ANSA) - BELGRADO, 15 MAG - Sta li' da 60 anni, nel villaggio serbo di Osecina (regione di Valjevo), ma nessuno vi aveva mai prestato troppa attenzione. Fino a quando una sezione provinciale di veterani della guerra partigiana jugoslava non ha fatto esplodere lo scandalo: quel monumento, in teoria dedicato a esaltare i caduti delle vittoriose forze di Tito, cela in realta' una beffa atroce, poiche' al bassorilievo raffigurante il milite ignoto sono (o sarebbero) state date le sembianze di Benito Mussolini, duce dell'Italia fascista sconfitta. La vicenda e' raccontata oggi nei dettagli dal giornale belgradese Politika, ma e' deflagrata una settimana fa: il 9 maggio, per l'esattezza, giorno nel quale la Serbia, al pari di tutte le repubbliche ex jugoslave, ricorda la disfatta nazi-fascista nella Seconda guerra mondiale. Una ricorrenza che a Osecina si sarebbe dovuto celebrare con la tradizionale deposizione di corone di fiori dinanzi al locale monumento ai caduti delle milizie titine. Senonche' a insorgere sono stati gli stessi reduci superstiti, dopo che qualcuno aveva fatto notare loro le molte incongruenze di quella scultura, mai notate in precedenza. L'opera mostra all'ombra della stella a cinque punte la figura di un combattente per la liberazione, armato e con il pugno chiuso, in movimento verso il proprio destino. Solo che il partigiano in questione imbraccia un fucile automatico riconoscibile come un Breda (in dotazione all'esercito italiano durante la guerra) e indossa stivali tipici delle truppe d' invasione. A impressionare sono tuttavia i lineamenti del volto: sputati a quelli di molte immagini stilizzate di Mussolini, con tanto di mascella volitiva bene in vista di profilo. Un errore? Un abbaglio? Probabilmente no. Una rapida ricerca ha permesso di ricostruire la storia dello strano monumento e di scoprire - scrive Politika - che esso fu realizzato, guarda caso, da alcuni prigionieri italiani. Prigionieri dotati di buone capacita' artigiane e per questo precettati per aiutare un vecchio scalpellino del posto: ignaro di storia e di politica e quindi incapace di difendersi dal tiro che gli italiani, animati non si sa se da nostalgie fasciste o da spirito di rivalsa verso i carcerieri jugoslavi, decisero evidentemente di giocargli. A sommare beffa alla beffa, sottolinea il giornale, si aggiunge il fatto che la scultura piacque a tal punto, all' epoca, da diventare una sorta di salvacondotto per i prigionieri coinvolti: tutti premiati con il rilascio anticipato e rispediti in patria per 'buona condotta'. Ora ci si domanda cosa fare. La gente del posto, malgrado tutto, resta affezionata al suo monumento e si oppone a che venga distrutto. Ma i partigiani sopravvissuti si sentono offesi e presi in giro. ''Se la gente e gli amministratori di Osecina vogliono un monumento fascista - ha commentato sdegnato un loro rappresentante - che se lo tengano pure. Ma almeno tolgano via di li' la stella della nostra bandiera''.(ANSA). LR
15/05/2006 170


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Provo a metterla.
none Pretorià..e perchè NOI SIAMO DI TORINO...e vediamo e sentiamo tutto...

