L’operazione ''Husky'', per la principale storiografia rimane una grande successo strategico militare, decisivo per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Per lei, al di là del tragico episodio che ha coinvolto la sua famiglia, il primo sbarco alleato in Europa rappresenta l’inizio della fine dell’Asse o un crimine di guerra? Gli episodi narrati nel suo libro sono appunto solo degli episodi eccezionali, che non si ripeterono altrove, oppure la storia va riscritta soprattutto dai perdenti?
''La liberazione del nazifascismo rappresentò, certamente per la Nazione intera, un nuovo periodo storico che ha riconsegnato all’Italia libertà, democrazia, pace e prosperità; ma le stragi americane, ahimè non si fermarono solo a Biscari e Piano Stella, continuarono nelle giornate seguenti con la stessa virulenza a Comiso, dove furono uccisi violando la convenzione di Ginevra, 60 soldati tedeschi e 50 soldati italiani; a Canicattì furono uccisi 8 civili per mano di un ufficiale americano; così come a Butera e via dicendo fino ad arrivare nelle vicinanze di Palermo. Per lo più si trattano di stragi rimaste nella memoria delle comunità e confermate da diverse testimonianze oculari di soldati italoamericani, a cui manca il supporto documentaristico. Ma sempre di strage si tratta''.
.......continua