



Il presidente Andreotti è persona intelligente, colta e ispirata... ma alla luce di questa sentenza:
http://www.repubblica.it/2003/k/rubr...html?ref=hprub
non mi pare la persona più adatta a presiedere un ramo del Parlamento...


(Ansa) - Gianni Baget Bozzo vede Giulio Andreotti favorito nella corsa alla presidenza del Senato, perche' ''se stavolta ha rischiato significa che e' sicuro di farcela'', grazie ai franchi tiratori che, afferma il sacerdote esponente di Forza Italia, sono ''il suo terreno''. Intervistato da Affaritaliani.it, Baget Bozzo ha detto anche che ''dal punto di vista puramente tattico'' sarebbe contento dell'elezione di Andreotti, perche' ''sarebbe una sconfitta della sinistra, sarebbe la possibilita' di dimostrare che la maggioranza di sinistra al Senato non esiste''


FOLLINI. “Cossiga ha detto ad Andreotti, ‘ritira la candidatura a presidente del Senato, ma se non lo fai io ti voto’, che tradotto in democristianese significa ‘stai lì!’”.
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CARRA: Su una candidatura inespressa di Andreotti è caduta la Prima Repubblica, su una candidatura voluta da lui può capitare qualcosa. Io mi auguro di no, ma sicuramente non è una candidatura che nasce per unire, piuttosto per dividere.
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Anche certi sondaggi, in ultimo, pare abbiano portato bene al Centrodestra...
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L'avvocato della Mutua ha fatto anche decidere la Montalcini, ebbravo, lo sapevo che portavi bene.
SENATO/ MONTALCINI: CONFERMO MIO ORIENTAMENTO A FAVORE UNIONE
Senatrice pronta a votare Marini. Ma "stima" per Andreotti
Roma, 27 apr. (Apcom) - "E' noto il mio orientamento, che ho sempre manifestato, verso il centrosinistra". La senatrice a vita Rita Levi Montalcini è pronta a votare Franco Marini. E' quanto viene confermato da ambienti vicini al premio Nobel in vista dell'elezione del presidente di Palazzo Madama che si terrà domani.
La senatrice ribadisce tuttavia anche la sua "stima" nei confronti di Guilio Andreotti.


Governo- Quirinale: la doppietta che non ti aspetti
Giovedí 27.04.2006 17.55
Già una settimana prima che ne parlasse Vittorio Feltri sul suo Libero, noi parlammo della "doppietta" Prodi - Berlusconi o Berlusconi Prodi per Palazzo Chigi e quirinale. bene, nelle ultime ore ci sono state delle novità ed una nuova doppietta appare all'orizzonte. "Beh, ovvio che D'alema non si sia ancora pronunciato riguardo il suo ingresso al governo; lui un posto al governo ce l'avrà comunque, quello di Prodi però".
Guardiamo il nostro caro amico che ci rivela queste informazioni quasi stupiti, ma non troppoconoscendo i nostri polli. Cosa vuoi dire? "Voglio dire che se domani "salta" Marini (o non vince di slancio alla prima votazione il che politicamente è lo stesso) il primo a farne le spese sarà Romano Prodi che sarà costretto, obtorto collo, a tornarsene tra le amate colline emiliane." Quindi subito grande coalizione? "No, bisognerà procedere per gradi, riconoscendo comunque che ci sono state delle elezioni con dei vincitori e dei vinti, seppur di poco".
E allora? "Allora, proprio perchè l'Italia è divisa in due come una mela, i vincitori andranno al governo e i vinti al Quirinale; lo scenario di governo sarebbe quello delle maggioranze variabili". fuori i nomi! "Massimo d'alema per il governo e Pierferdinando Casini per il quirinale".
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Andreotti: « Caro Silvio, tu pensa alla Lega... »
IL CAVALIERE MEDITA IL BLITZ AL SENATO PER SCOMBINARE I PIANI DELL'UNIONE PRIMA DELL'ELEZIONE DI BERTINOTTI ALLA CAMERA. E INTANTO NON MOLLA SUL RICONTEGGIO DEI VOTI TREMAGLIA IN PROCURA SULLE IRREGOLARITA' ALL'ESTERO ROMA Nessun contatto ufficiale. Nessuno scambio diretto. Però, sul fatto che, in questi giorni di trattative rigorosamente sottobanco, Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti un qualche collegamento indiretto lo abbiano tenuto, vi sono pochi dubbi. Come pochi dubbi vi sono sulla sostanza del messaggio che il senatore a vita ha fatto recapitare al premier uscente: « Tu porta a casa i voti della Lega. Al resto penso io » . Come vada inteso esattamente il « resto » andreottiano, nessuno può saperlo. Forse lo sa Pier Ferdinando Casini, che ieri lo ha sentito al telefono per chiedergli conto delle voci circa un ritiro della sua candidatura alla presidenza del Senato. Il sette volte presidente del Consiglio gli ha dato la stessa risposta che qualche ora dopo avrebbe dato ad un giornalista di Skytg24: « Speravo che sulla mia candidatura si aprisse un certo dialogo. Il dialogo non si è aperto, ma io non ritiro un bel niente » . E in effetti, stando ai gossip di Palazzo, la segreteria di Andreotti ieri si è trovata al centro di un vorticoso giro di telefonate e di richieste di colloqui. Intanto, Berlusconi lavorava con la Lega. Già lunedì, parlando al telefono con Bossi, gli aveva promesso che in caso di vittoria di Andreotti al Senato, non avrebbe premuto con Ciampi per un governo di larghe intese. Ventiquattr'ore dopo, martedì sera, a cena ad Arcore, i due sono andati oltre per parlare delle presidenze di commissione che potrebbero toccare alla Lega, vista l'impossibilità per il centro sinistra di prenderle tutte per mancanza di numeri. « Venerdì dobbiamo tentare il blitz subito, senza aspettare la terza votazione » , ha detto quindi Berlusconi ai leghisti presenti con Bossi alla cena. Un « blitz » la cui motivazione è semplice: « Se riusciamo a far eleggere Andreotti entro venerdì pomeriggio, manderemo all'aria tutti i giochi della sinistra alla Camera, dove a quell'ora Bertinotti non sarà ancora stato eletto » . Quanto alla distribuzione dei voti in Senato, « è vero che sulla carta abbiamo già perso, ma come si fa a sapere cosa voterà la Montalcini? E la Thaler? Nessuno può saperlo » . Come nessuno può sapere di Luigi Pallaro, oggetto di una conversazione a quattr'occhi tra il premier e Mirko Tremaglia il giorno dopo, ieri, in via del Plebiscito a Roma. In ogni caso, bisognerà anche attrezzarsi per il futuro. « Ho parlato con Casini » , ha raccontato il Cavaliere al Senatùr, « stavolta siamo uniti, dell'Udc ci possiamo fidare. Del resto, a sinistra hanno un solo collante che li tiene insieme, oltre alla voglia di potere: si chiama Silvio Berlusconi. Ma è un collante che alle prossime elezioni potrebbe anche venir meno » . Come dire che, in futuro, il Cavaliere non sarà più candidato premier? Difficile dirlo con certezza solo sulla base di una battuta pronunciata in una cena conviviale e tra alleati fidati. Certo è che prima di quel momento, se e quando arriverà, Berlusconi non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo ruolo di regista e leader del centro destra. Nè rinuncerà ad alcuna delle battaglie che, anche lontanamente, lasceranno intravvedere una speranza di riscatto per la Casa delle libertà. A Isabella Bertolini, grintosa coordinatrice forzista dell'Emilia, lo ha detto ieri quando le ha chiesto di preparagli un dossier con tutte le « irregolarità » nelle operazioni di spoglio elettorale riscontrate nella sua regione. Poche ore dopo si è diffusa la notizia che oggi Berlusconi avrebbe tenuto una conferenza stampa per annunciare una serie di nuovi ricorsi alla magistratura, tra cui quello appena presentato da Tremaglia sul voto per gli italiani all'estero. Quanto alla faccenda delle opzioni, l'unica cosa certa, stanotte, era la scelta del premier di farsi eleggere in Campania ( per dare forza alla campagna elettorale per Napoli). Stasera avrà una cena con gli eletti, ma a riprova dell'incertezza che regna sovrana, sono stati invitati anche quelli che forse eletti non saranno mai. Capitolo capigruppo. Alla Camera si parla di Tremonti; al Senato di Schifani. Avrebbe voluto andarci Beppe Pisanu, ma Berlusconi non gli ha perdonato la freddezza mostrata verso la sua battaglia per ribaltare l'esito del voto a colpi di carte bollate. Forse farà il vicepresidente di Palazzo Madama.
Mario Prignano


CIN CIN PRESIDENTE PRODI