“Ho definito nel 1926 inaugurando a Milano una manifestazione artistica che anche la politica era ed è un’arte, la sovrana e la più difficile delle arti perché si applica alla più difficile delle materie: l’uomo.
La politica è quindi psicologia. Un politico deve essere psicologo. Se gli manca questa capacità, gli manca l’elemento fondamentale. Bisogna conoscere la psicologia degli uomini e seguirne le variazioni, in relazione al tempo e allo spazio. Ma per conoscere gli uomini e soprattutto la loro psicologia di masse bisogna avere vissuto fra loro. Colui che crede di governare stando sulla troppo letteraria “torre d’avorio” corre il rischio dell’insuccesso. Io considero il governo come lo Stato Maggiore della Nazione. Ebbene lo Stato Maggiore deve vivere a contatto immediato colle truppe, se vuole conoscerne il “molare”. Questo contatto fra governo e popolo è stata la praxi che io ho costantemente seguito in questi ultimi undici anni della Rivoluzione Fascista.
Quando dico “contatto” intendo non qualcosa di fugace, di “detaché”, ma vero e proprio contatto fisico, mescolanza immediata colla massa, la quale deve poter vedere da vicino colui che la guida. Il grande elemento che spiega le vittorie napoleoniche è che, a differenza dei generali austriaci, gli ufficiali francesi – figli della Rivoluzione – marciavano all’attacco in testa alle truppe e vivevano nelle ore di sosta in perfetto cameratismo coi loro uomini. Come potevano i soldati non seguire ciecamente un capo come il Murat che si lanciava alla carica in alta uniforme o un Ney che i suoi uomini chiamavano il Lion Rouge o un Lannes che cade in combattimento o un Desaix o un Kellermann che tramutano in portentosa vittoria la così incerta, agli inizi, giornata di Marengo? Anche nei tempi di pace, anche nei tempi che si chiamano di ordinaria amministrazione, l’uomo di governo deve essere in rango, alla testa dei suoi uomini. Deve dare l’esempio e perché l’esempio sia efficace deve essere immediatamente veduto e compreso dalle masse”.
Benito Mussolini – I° Settembre 1933 (ACS, Segreteria particolare del DVCE, Carteggio riservato(1922-43), Autografi del DVCE, b.7, fasc. XI, sottof. F)


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