Vorrei prendere spunto da un 3D dei comunitaristi per avviare una discussione, se vi va, esaminando alcuni punti di quello che doveva essere il programma rivoluzionario socialista cubano:
Quello che ho letto sono i seguenti aspetti :
- Nascendo come colonia, a Cuba vi era tradizionalmente una tendenza ad
avere una "monocoltura" o "bicoltura" prevalentemente di canna da zucchero
e tabacco...una tendenza ulteriormente accentuata, sotto Batista, dalla
presenza di potenti multinazionali americane.
- Dopo la rivoluzione c'è stato un tentativo abortito di creare una economia in
qualche modo "autarchica"...un esperimento però fortemente venato da
"convinzioni ideologicamente ispirate"...infatti si cercò di instaurare la
produzione d'acciaio in loco pur non disponendo in maniera significativa delle
materie prime di base necessarie (benchè la soluzione in seguito attuata, di
ricorrere alla fusione dei rottami, abbia reso l'esperimento meno arduo)...ma
al contempo si cercò di creare effettivamente un certo grado di "autonomia
economica" nell'isola e di incentivare la produzione di colture diverse dalle
due prevalenti.
- La scelta semi-autarchica fu abortita per optare per l'inserimento nel
contesto della rete economica dei Paesi socialisti...una scelta che, di fatto,
impose a Cuba il ritorno ad una "bicoltura"...o meglio...ad una monocoltura di
canna da zucchero, dato che questo prodotto era la merce di scambio
prevalente...questa scelta di fatto imponeva a ciascun Paese di attuare
forme di specializzazione in una logica di interscambio tra "Paesi specialisti"
che, di fatto, proprio per la sua natura intercorrelata, era potenzialmente
fragile, inducendo ciascun elemento ad essere piuttosto dipendente
dagli altri...
- A Cuba fu introdotto il "lavoro volontario"...inizialmente si trattava di giorni
festivi in cui ciascuno, individualmente, decideva di dedicarsi ad una attività
utile alla comunità nazionale...di fatto le difficoltà economiche che si ebbero
in alcuni frangenti resero il Paese molto dipendente da tale soluzione.
- Col tempo venne posta sul tavolo la soluzione di dare degli incentivi per
stimolare la produttività dei cubani...mentre Che Guevara propendeva per gli
incentivi morali, la strada intrapresa andò verso gli incentivi materiali.
- Che Guevara auspicava un'idea di società dove non solo fosse abolita la
proprietà privata dei mezzi di produzione, ma dove fosse abolito pure
il denaro.
A voi...mi raccomando...niente polemiche, solo informazioni.
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Questa la mia risposta:
Questi frammenti sono molto interessanti e secondo me rendono l'idea di come dovrebbe muoversi una società verso il Socialismo (Nazionale ancora meglio...).
Ottima l'idea del lavoro volontario, che, secondo me, dovrebbe attuarsi nel senso che se una società si da come parametro l'uscita dalle logiche iperproduttiviste, tipicamente capitaliste, si potrebbe arrivare all'idea "lavorare meno, lavorare tutti". Ovviamente va superato il concetto di "lavorare per accumulare utili" e la logica interna al sistema: "lavora-produci-consuma-crepa".


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