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Ciampi è molto prudente sull'incarico a Prodi. E i poteri forti preferirebbero un governo "istituzionale"
Martedí 11.04.2006 14.39
"Prudenza, ci vuole molta prudenza" raccontano dal "Colle". Vabbè Prodi in queste ore sarà pure, come lui vuole far credere, l'uomo più felice d'Italia ma al Quirinale c'è un uomo che non la pensa esattamente alla stessa maniera: nelle ultime ore, dal Colle più alto della capitale trapela che il Presidente di tutti gli italiani, come ci tiene a farsi chiamare, tutto avrebbe in animo tranne quello che di dare "su due piedi" l'incarico di governo al presidente di "metà" degli italiani, ovvero Romano Prodi. Ciampi da buon economista è "molto" prudente sulla questione dell'incarico: sa bene che i provvedimenti urgenti che servono al Paese, da lui descritti più volte in questi anni, non potrebbero prendersi con i partiti della sinistra estrema così forti in Parlamento. Al Quirinale, poi, non è passato inosservato il crollo odierno della borsa italiana...
Cossiga? Parla a nuora perché suocera intenda... quando caldeggia un governo presidenziale. Eh già perché a quanto pare né Ruini né Montezemolo sarebbero contenti di un governo Prodi con in pancia 40 senatori dell'estrema sinistra che mai e poi mai potrebbero realizzare le riforme, economiche (Finanziaria in primis) e sociali (vedi questione scuola) gradite ai due poteri "veri" (il terzo è Berlusconi) esistenti in Italia: Chiesa e aziende/banche. Meglio dunque un governo "istituzionale": potrebbe presiederlo per esempio Beppe Pisanu che ha già messo una seria ipoteca con l'arresto di Provenzano (e c'è chi sospetta che l'arresto sia avvenuto oggi proprio per "bruciare" sul nascere il governo Prodi).
PS: ma i Ds coscienti del problema Bertinotti stanno già tentando di blandire l'Udc, magari lasciando Casini alla Camera...
ricordate sempre, vili mortadelle, l'inesorabile profezia....




ricordate sempre, vili mortadelle, l'inesorabile profezia....
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