
Originariamente Scritto da
Fenris
Pezzo sempre valido (stralcio di un articolo più lungo):
Si era venuta a creare, in quel periodo, una convergenza di interessi che aveva unito l'oligarchia finanziaria e le forze catto-comuniste. La prima mirava all'acquisiizone a buon mercato dell'industria e dei monopoli dello stato, le seconde miravano alla conquista definitiva del potere e all'instaurazione di un loro perenne regime. Il governo Berlusconi non dava fiducia ai mercati internazionali ( leggi banche d'affari newyorkesi e londinesi), non solo in quanto egli era un parvenu del potere, ma soprattutto perché aveva nel suo governo il MSI ante-Fiuggi, perciò difensore dell'industria di stato ed inviso alle potentissime lobby finanziarie ebraiche. Le banche d'affari attraverso il salotto buono del capitalismo italiano (Agnelli, Mediobanca, Pirelli, De Benedetti), strinsero un patto d'acciaio con il vecchio PCI/PDS in crisi dissolutiva, utilizzando come cerniera di collegamento le forze trasversali massonico liberali a cui appartengono Prodi, Dini, Scognamiglio e compagnia mascherata. Prodi con la vergognosa svendita della "Cirio" all' "Unilever" (multinazionale anglo-olandese dell'alimentazione) è un uomo ormai totalmente nelle mani delle banche d'affari. Infatti la Cirio viene acquistata dall'Unilever con i capitali della "Goldman & Sachs" (Peterborough Court 133 Fleet Street, London) merchant bank a capitali ebraico-americani azionista di maggioranza dell'Unilever, la stessa che paga la stecca a Prodi attraverso una finta consulenza commissionata all'istituto "Nomisma" allora di proprietà della moglie del mortadella. Questo è lo schema con cui chi ha dato del ladro a Craxi ha svenduto l'industria di stato alle società straniere attraverso pilotate privatizzazioni!
Questi signori delle banche d'affari, per la maggior parte appartenenti all'oligarchia finanziaria ebraica, hanno imbastito la trama e finanziato il golpe per la caduta del governo Berlusconi. Il loro attacco si realizzò principalmente con la vendita di ingenti capitali in lire e titoli di stato di loro proprietà in maniera che attraverso la perdita di valore della lira al cambio di valute più forti (dollaro, marco e sterlina) si manifestasse la sfiducia delle borse internazionali per l'allora governo italiano ed al contempo si ottenesse un galoppante aumento dell'inflazione in Italia. Inoltre fu comprato il tradimento del senatur Bossi non solo con denaro sonante proveniente dalle loro casse, ma soprattutto con la falsa promessa di una "padania" (sic!) indipendente, con lui quale "caudillo" supremo. Non a caso l'acuirsi delle velleità indipendentiste leghiste è immediatamente successivo a questi eventi.
Ottenuta la caduta del governo Berlusconi i magnati della finanza internazionale ed i loro lacchè massoni e catto-comunisti fregarono il masaniello padano a favore di interessi ben più grandi per loro. Principalmente il gioco adesso verteva sulla falsa Europa dei banchieri al servizio del mondialismo economico delle grandi multinazionali. Sicuramente un governo italiano in mano a liberal massoni e catto comunisti intrisi di forme diverse, ma convergenti, di ideologie universalistiche dava alla finanza internazionale migliori garanzie di comunanza di vedute e supporto per i loro interessi che non una padania nazionalista e con ambizioni mono-etniche.
A seguito di questa fregatura il nostro Bossi è tornato ad aggredire con veemenza verbale gli gnomi dei poteri forti tessitori di intrighi internazionali, senza però dire tutta la verità.
Il tradimento dell' "utile stupido" Bossi fu sfruttato adeguatamente dalla santa alleanza di banchieri, massoni e catto-comunisti vincendo la successiva competizione elettorale del 1996.
I primi manifestarono il gradimento dei mercati nel caso di una vittoria delle sinistre, i secondi funzionarono da cerniera fra i due alleati nominalmente più distanti, gli ultimi naturalmente fornirono l'elettorato quale massa di manovra, fu commesso un solo errore nel timore di non avere i numeri sufficienti alla vittoria: fu tirato in barca Bertinotti, salvo poi ributtarlo in mare successivamente.
La perfetta operazione portò alla presidenza del consiglio il corrotto Prodi e come da copione l'Italia riuscì ad entrare nell'Europa dei banchieri pur non avendone i requisiti, tanto dopo avrebbe saldato il debito con la svendita, a buon mercato e a chi di dovere, dei gioielli di famiglia.