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Risultati da 1 a 10 di 20
  1. #1
    Arthur I
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    Predefinito Polonia: e c'era chi diceva che fosse "atlantista"

    Non ricordo se qui su Destra Radicale o su POL internazionale se n'era parlato, ma stasera ho avuto una piccola prova che le accuse verso la Polonia di essere filo-usraeliano e comunque sempre una palla al piede per l'Europa è tutt'al più una cosa del passato.

    Perchè in circa due ore di trasmissione l'Infedele di Gad Lerner per una buona metà, invece che parlare della Polonia, ha parlato di ebrei e di paure incrociate di ebrei e di presunti anti-semiti, accusando la nota Radio Maryja e cercando di sviare sempre il discorso verso la seconda guerra mondiale, tentando parallelli assurdi tra oggi e allora.

    Naturalmente non chiederò che sapete dei partiti di estrema destra entrati attualmente al governo in Polonia e più in generale sulla sua realtà sociale, perchè la gran parte di voi conosce solo la realtà palestinese o iraniana ( ).

    Volevo solo far notare come i soliti noti stiano, prendendola alla larga, tentando di piegare questo paese, innescando assurdi sensi di colpa.

  2. #2
    Brigante del 3° Millennio
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    Conosco sufficientemente la Polonia per dirti che, come popolo e società, è effettivamente distante anni luce dal mondo ebraico. Lo scarso feeling perlatro è reciproco, ma a livello mediatico, ovviamente, lo scontro è impari e, come si legge nell'articolo, si prevede già una sorte analoga a quella dell’Austria, nei confronti della quale scattarono le sanzioni Ue, al tempo dell’ingresso di Joerg Haider al governo. Benedetto XVI, da oggi in visita nei luoghi di Woytila, terminerà il suo viaggio a... vabbé, ci siamo capiti


    Polonia, al governo l’antisemita Lepper
    martedì, 9 maggio 2006
    VARSAVIA — Appena insediatosi al ministero dell'educazione, il nuovo vicepremier polacco Roman Gyertich, l'ultracattolico leader della Lega delle famiglie polacche, ha annunciato che rivedrà libri di testo e programmi delle scuole medie ed elementari per «forgiare una nuova generazione di polacchi». L'altro vicepremier di fresca nomina, il populista Andrzej Lepper, l'impetuoso condottiero di Samoobrona
    (Autodifesa), annacquata la sua irriducibile ostilità vero l'Unione europea, ha detto che si batterà per «rivedere soltanto alcuni punti» del trattato di adesione di Varsavia all'Ue.
    Il governo conservatore uscito dalle elezioni vittoriose dei gemelli Kaczynski, rifiutato il dialogo con i liberali della Piattaforma civica, dopo sette mesi di instabilità e di negoziati tortuosi e intriganti, ha aperto le porte all'estrema destra e ai populisti, con i quali si appresta a cementare la basi della «Quarta Repubblica», fondata sul protezionismo economico e la difesa ad oltranza degli interessi nazionali, della tradizione e del più oscuro [ ]fondamentalismo cattolico. Se Bruxelles è inquieta per la svolta nazionalpopolare maturata nel più grande fra i paesi della «Nuova Europa», gli stessi polacchi hanno mal digerito l'ascesa di personaggi controversi e intolleranti come Gyertich e Lepper, sdoganati e insigniti di una maggior legittimazione politica.
    Gyertich è entrato in politica, con il sostegno di Radio Maryja, l'emittente integralista che ha fatto campagna per i Kaczynski e funge ora da megafono al governo, per «far uscire la Polonia dall'Unione Europea». Ha condotto campagne virulente contro i gay, l'aborto, le femministe, gli ebrei, i tedeschi che hanno spogliato la Polonia di beni e proprietà ed è contrario alla Costituzione europea e all'adozione dell'euro.Come del resto il suo collega di governo Lepper che, indossata la camicia di forza della moderazione, ha raffinato il linguaggio e attenuato i toni aggressivi e si ritrova ora a guidare quel ministero dell'agricoltura contro cui negli anni Novanta, quando cavalcava la protesta delle campagne, organizzava blocchi stradali che gli sono costati più di una condanna, arrivando a svuotare i treni carichi di generi alimentari stranieri.
    Ex allevatore di maiali, capopopolo irruento che urlava ai ladri e malfattori al governo, in buoni rapporti con Mosca e grande ammiratore del bielorusso Lukashenko, ha riconosciuto ad Hitler il merito di aver rimesso in piedi l'economia tedesca e ridotto la disoccupazione.
    Con questi personaggi il premier Marcinkiewicz ha finalmente la maggioranza in parlamento, ma a che prezzo e con quali rischi per la modernizzazione e il futuro democratico del paese? Il rimpasto chiude definitivamente l'era di Solidarnosc, sconfessa sedici anni di gestione postcomunista in cui si sono alternati al potere governi di destra e sinistra che hanno portato la Polonia in Europa e realizzato grandi riforme. Sotto il vessillo della decomunistizzazione e della tanto strombazzata campagna moralizzatrice sono aumentati gli attacchi contro magistrati, giornalisti, medici, avvocati, sospettati di chissà quali misfatti compiuti in epoca comunista [nooo, maddeché?].
    Sei anni fa Bruxelles aveva imposto delle sanzioni all'Austria ritenendo che l'ingresso del populista Jörg Haider nel governo mettesse in pericolo i principi e i valori che uniscono gli europei. Il caso polacco non è diverso.
    Tratto dal sito web del Corriere della Sera


    Polonia - Lepper al governo, Varsavia si allontana dall'Europa
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    Tratto da QuadrantEuropa 07/05/2006

    L'ingresso nella compagine governativa di Andrzej Lepper, guida di Samoobrona, partito autarchico e antieuropeo, dà alla Polonia un'ulteriore inezione di populismo. E Bruxelles guarda con sempre maggiore preoccupazione quanto succede a Varsavia

    Ora la posizione della Polonia si fa davvero scomoda. L’entrata nel governo di Andrzej Lepper, icona dell’antipolitica e guida carismatica di Samoobrona, partito agrario di stampo autarchico e antieuropeo, conferisce ufficialmente al Paese slavo il poco ambito status di scheggia impazzita dell’Ue. C’è chi addirittura prevede per Varsavia una sorte analoga a quella dell’Austria, nei confronti della quale scattarono le sanzioni Ue, al tempo dell’ingresso di Joerg Haider al governo. Certo, quel provvedimento si rivelò inefficace e in parte fallimentare: la decisione di isolare diplomaticamente e politicamente Vienna finì con il ripercuotersi contro Bruxelles, costretta a sancire il disgelo per evitare una burrasca politica all’interno dell’Unione e una situazione che avrebbe potuto portare all’inazione. Il precedente, insomma, indica che la similitudine tra Austria e Polonia è decisamente artificiosa. Ciò non toglie che Varsavia è sempre di più un’osservata speciale. Da settembre – mese in cui si sono tenute le consultazioni politiche – a oggi lo slittamento verso destra è stato inesorabile e il Paese è rimasto travolto da una vera e propria ondata populista. Ora, sembra che si sia giunti a una sorta di punto di non ritorno, dopo l’ingresso nel governo di Samoobrona e Lega delle famiglie polacche, partiti antieuropei e iperconservatori.

    Una lunga cavalcata verso destra
    Ricapitolando: nel settembre del 2005, Legge e Giustizia (PiS), partito che fa capo ai gemelli Kaczynski, vince le elezioni, ottenendo la maggioranza relativa dei voti e conquistando il 25,7% delle preferenze. L’ipotetico patto di governo con la Piattaforma Civica (Op) di Donald Tusk salta prima di essere negoziato nei dettagli. A motivare la rottura sono i contrasti sulla politica economica, al centro della quale il PiS pone la questione degli interessi nazionali, mentre Op punta su liberalizzazioni e flat tax. Ma c’è un altro ostacolo di cui tenere conto: la corsa alla poltrona presidenziale, dove si sfidano Lech Kaczynski e Donald Tusk, vale a dire i numeri uno dei due partiti che dovrebbero sulla carta formare il governo. Colpi bassi, soprattutto da parte dei populisti di Op, mandano a benedire definitivamente qualsiasi forma di accordo e portano alla formazione di un governo di minoranza, presieduto da Kazimierz Marcinkiewicz. Governo che si mostra subito traballante. Serve necessariamente l’appoggio delle altre forze politiche che compongono un Parlamento dove le varie formazioni di destra occupano oltre l’80% dei seggi. L’Sld, partito post-comunista fondato dall’ex presidente Aleksander Kwasniewski, crolla all’11%, perdendo circa 30 punti percentuali rispetto al 2001. Il PiS, comunque, convince dopo una serie di pressioni, garanzie e anche ricatti, Samoobrona e la Lega della famiglie, gruppo molto vicino a Radio Marya, emittente catto-populista, a firmare il così detto Patto di stabilizzazione, un accordo che lascia invariata la composizione monocolore del governo, ma che ne facilita la permanenza al potere grazie all’appoggio dei partiti della destra tradizionalista.

    Ma anche questo non basta: l’instabilità disincentiva gli investitori stranieri e indebolisce la moneta nazionale, lo zloty. Oltretutto, c’è il rischio di non varare alcuna riforma. L’idea che si fa strada, quindi, è portare dentro Samoobrona e la Lega delle famiglie. La cosa riesce, dopo una serie estenuante di trattative. Mentre il partito di Lepper pare propenso a fare il proprio ingresso nell’esecutivo, la Lega delle famiglie si spacca: il numero uno del partito, Roman Giertych, si ritira dai negoziati. Ma una parte della Lega continua a mercanteggiare con il PiS. L’impressione è che sia tutta una tattica, per cercare di ottenere il massimo possibile dall’ingresso nel governo. Cosa che puntualmente avviene: Giertych diventa ministro dell’Istruzione e vice primo ministro. Lepper sarà il nuovo responsabile dell’Agricoltura e affiancherà nel ruolo di vice primo ministro il numero uno della Lega.

    Chi è Lepper
    Il pregio che tutti riconoscono a Lepper è quello di parlare senza peli sulla lingua. La guida di Samoobrona, impostosi sulla scena politica durante le proteste agrarie organizzate nei primi anni Novanta per contestare la terapia shock di Leszek Balcerowicz, l’economista che varò il programma di riforme radicali dopo la costituzione dei primi governi democratici, è noto per le sue dichiarazioni diffamanti, che gli sono costate pure una condanna, nel 2001, quando apostrofò l’ex presidente Kwasniewski con il poco gratificante epiteto di «fannullone». In quell’occasione, a Lepper fu tolta l’immunità parlamentare e il leader di Samoobrona si prese una multa salatissima. Ora, il bersaglio preferito di Lepper è diventato proprio Balcerowicz, attuale presidente della Banca centrale. Su pressione di Lepper, il governo di Varsavia ha varato una commissione d’inchiesta sull’operato del board della Banca, accusata di avere svenduto il Paese alle locuste occidentali, varando in maniera pasticciata i grandi processi di liberalizzazione degli anni Novanta.

    L’attacco all’autonomia del governatore della Banca è stato violentemente contestato dall’Unione europea, che osserva con notevole preoccupazione l’evolversi delle vicende politiche a Varsavia. Cosa legittima, dato che Lepper vorrebbe rinegoziare il trattato d’accesso all’Ue, allo scopo di garantire alla classe agricola benefici maggiori dalla Pac (Politica agricola comune), applicata in maniera modulata nei Paesi di nuovo ingresso. Altro terreno su cui Varsavia potrebbe scontrarsi con l’Unione europea è quello relativo alle politiche sociali. Sia il PiS che Samoobrona sono favorevoli a un forte aumento della spesa sociale. In particolare, Samoobrona si rifà alla dottrina keynesiana e punta a un forte intervento governativo nell’economia. Come dire: è lo Stato e non il libero mercato che deve farsi carico dell’assistenza dei cittadini. Una visione che si contrappone a quella della Commissione, ma anche delle istituzioni economiche internazionali, che spingono per liberalizzazioni e riforme e esortano i Paesi dell’Europa centro-orientale a ridurre la spesa sociale.

    Altri articoli correlati
    http://www.quadranteuropa.it/articol...darticolo=6897
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  3. #3
    Redskin
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    Alcune cose possono essere condivisibili, ma avere un paese ultracattolico e integraliste in Europa non mi entusiasma molto.

  4. #4
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    Vedremo in futuro come si muoverà la polonia rispetto alle scelte in politica estera,da li stabiliremo se e' atlantista o meno.
    Per ora l'attacco alla ue,la riscoperta del cattolicesimo le vedo di buon occhio.
    Cmq aspettiamo

  5. #5
    Redskin
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
    Vedremo in futuro come si muoverà la polonia rispetto alle scelte in politica estera,da li stabiliremo se e' atlantista o meno.
    Per ora l'attacco alla ue,la riscoperta del cattolicesimo le vedo di buon occhio.
    Cmq aspettiamo
    ma tu non eri filo-islam??? e mo vedi bene il cattolicesimo??

  6. #6
    Brigante del 3° Millennio
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    Personalmente, la vedo molto dura, nessuno può sfidare impunemante i padroni, meno che mai un paese comunque debole come la Polonia. Noto con piacere, però, una certa convergenza tra il popolo e le istituzioni, non come da noi dove vi è una permanente frattura - soprattutto in politica estera e in particolare nel centrodestra - evidenziata nelle immancabili manifestazioni e dichiarazioni pro Usa e pro Israele. Ma il distacco tra base e dirigenti in Italia nasce già a livello di partito (sarebbe bello vedere un bel sondaggino onesto ta gli elettori di AN sulle questioni Israele, USA, male assoluto, procreazione assistita, valori di Fiuggi, etc. etc.)
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Redskin
    ma tu non eri filo-islam??? e mo vedi bene il cattolicesimo??
    Clone

  8. #8
    Redskin
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
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    t'ho sgamato eh

  9. #9
    Arthur I
    Ospite

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    Sandro, grazie dei testi.

    Ripeto che è un peccato che si conosca così poco la realtà europea (la nostra realtà) e poco si faccia tra gruppi affini di nazioni affini.

  10. #10
    Cuore Nero
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    Citazione Originariamente Scritto da Arthur I
    Sandro, grazie dei testi.

    Ripeto che è un peccato che si conosca così poco la realtà europea (la nostra realtà) e poco si faccia tra gruppi affini di nazioni affini.

    infatti, bisogna guardare con felicità all'aumento di consensi verso i partiti anti-mondialisti europei.
    Invece qua si fanno mille distinguo...

 

 
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