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15. Presenza Attenta

Presenza Attenta
La Morte Improvvisa del Discepolo di Ekido
Sii attento, all’erta. Ogni istante dev’essere preso come se fosse l’ultimo. Ed è più che possibile che questo sia l’ultimo istante! Dunque, usalo con totalità. Spremine tutto il nettare, vivilo totalmente. Proprio in quella totalità sarai attento e presente.
Ekido, un Maestro giapponese, era un insegnante molto severo, e i suoi discepoli lo temevano. Un giorno, mentre stava battendo l’ora con il gong del tempio, un discepolo perse una battuta, perché aveva visto una bella ragazza passare davanti al cancello. Lo studente non lo sapeva, ma Ekido si trovava dietro di lui, e lo colpì con il suo bastone con tanta forza da farlo cadere a terra morto stecchito.
Leggendo questa storia, potresti pensare che il Maestro abbia ucciso il discepolo. Non è così. In ogni caso il discepolo sarebbe morto: la sua ora era arrivata. Il Maestro lo sapeva e si limitò a usare il momento della morte in funzione dell’illuminazione del discepolo.
Questo nella storia non viene detto, ma fu ciò che accadde; altrimenti, perché mai il Maestro si trovava dietro di lui? Non aveva altro di meglio da fare? No, in quel momento non c’era nulla di più importante, perché quel discepolo stava per morire e quella morte doveva essere usata.
È una storia molto bella ed estremamente significativa. Il discepolo vide passare una bella ragazza e perse ogni consapevolezza. Tutto il suo essere divenne un desiderio – voleva seguire quella ragazza, possederla. Solo un istante prima era attento, presente; ora non lo era più.
Stava battendo il gong pienamente consapevole. In un monastero Zen è parte della pratica di meditazione – qualsiasi cosa si fa, dev’essere fatta con consapevolezza. Qualsiasi cosa fai, sii presente come una luce, e ogni cosa ti verrà rivelata. Pertanto, quel discepolo nel momento della morte era attento e consapevole… ma la mente gli giocò l’ultimo tiro, mise in atto la sua ultima risorsa: apparve una bella ragazza! In quel momento, allorché il discepolo perse la consapevolezza, il Maestro lo colpì sonoramente sulla testa.
Il Maestro sta vedendo la morte invisibile che si avvicina, e colpisce per rendere attento e presente il discepolo. Il Maestro stava aspettando alle sue spalle.
I Maestri aspettano sempre alle spalle dei discepoli, sia fisicamente sia metaforicamente – e quando una persona sta per morire, si tratta di uno dei momenti più grandi. Il Maestro lo colpì con forza, il corpo del discepolo cadde, ma all’interno egli era totale presenza attenta. Il desiderio scomparve. Con il corpo, ogni cosa cadde, annientata: egli era attento e in quella presenza attenta, morì. E se riesci a unire una totale presenza cosciente e la morte, ti illumini.
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...Mah!
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