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  1. #1
    Monarchico da sempre !
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    Predefinito 150 anni - Unità d'Italia

    Corriere della Sera - Pag. 16
    20 Luglio 2009
    Noi italiani senza memoria
    di : Ernesto Galli Della Loggia

    Il modo in cui il Paese si appresta a celebrare nel 2011 il 150˚anniversario della sua Unità indica alla perfezione quale sia l'immagine che la classe politica—tutta, di destra e di sinistra, senza eccezioni (nonché, temo, anche la maggioranza dell'opinione pubblica) — ha ormai dell'Italia in quanto Stato nazionale e della sua storia. Un'immagine a brandelli e di fatto inesistente: dal momento che ormai inesistente sembra essere qualsiasi idea dell'Italia stessa. Leggere per credere. Tutto inizia nel 2007, quando per l'appunto si deve decidere che cosa fare per le celebrazioni del 2011. In altri Paesi si penserebbe, per esempio, ad allestire una mostra memorabile, a mettere in piedi un grande museo della storia nazionale (siamo tra i pochi che non ne hanno uno), a costruire una grande biblioteca (Dio sa se ce ne sarebbe bisogno) o qualcos’altro di simile. Da noi invece no.

    Da noi il governo Prodi decide che il modo migliore di celebrare l'Unità d'Italia sia quello che lo Stato finanzi, insieme agli enti locali, undici opere pubbliche in altrettante città della Penisola. Opere pubbliche di ogni tipo, così come viene, senza alcun nesso con il tema dell'unità: da un nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi al Lido di Venezia, al completamento dell’aeroporto a Perugia, dalla realizzazione di un Parco costiero del Ponente ligure ad Imperia, a un Auditorium con relativa delocalizzazione del campo di calcio a Isernia, a un Parco della Musica e della Cultura a Firenze, e così via nel mare magnum dei bisogni effettivi o magari della megalomania dei mille luoghi del Bel Paese. Solo Torino e il Piemonte, non dimentichi della loro storia, mettono a punto in modo autonomo un programma di celebrazioni inerenti realmente all'evento storico di cui si tratta.

    Ma, ripeto, in modo autonomo e come iniziativa locale, anche se con lodevole e forte apertura alla storia nazionale. Così come solo il Ministero dell'Istruzione trova il modo di celebrare l'anniversario varando un progetto di portale didattico on line sul Risorgimento. Dopo pochi mesi, comunque, nel febbraio del 2008, al «programma infrastrutturale » iniziale degli undici progetti ora detti il governo Prodi aggiunge altri quattordici «interventi infrastrutturali di completamento». Di nuovo c'è di tutto: restauri di questo o quell'edificio (il teatro D’Annunzio a Pescara, Palazzo D'Accursio a Bologna, la Rocca della cittadella ad Ancona), ma anche numerose incursioni nel bizzarro spinto: per esempio la realizzazione di un Herbariun Mediterraneum, di cui pare che senta un vivissimo bisogno la città di Palermo, o la realizzazione di un Centro Culturale della Mitteleuropa per la maggiore soddisfazione degli abitanti di Udine. E' inclusa perfino la costruzione della nuova sede dell'Istat a Roma.

    Ma messe così le cose, pure ai ministri di Prodi esse devono essere sembrate un po' troppo grigie e anonime. Alla retorica nazionale non si poteva negare qualche lustrino, qualche «nome» da esibire. Detto fatto, ecco allora istituito un pomposo Comitato dei Garanti. Cioè tre-quattro decine di persone, presunte incarnazioni di altrettante «personalità», alla cui presidenza viene chiamato il Presidente emerito Ciampi. Ma alle quali, naturalmente nessuno, in tutto questo tempo, si cura di indicare con un minimo di precisione che cosa mai debbano «monitorare» e «verificare», in sostanza che cosa diavolo ci stiano a fare, a che cosa servano. Sono «garanti», tant'è: non gli basta un simile onore? E infatti non risulta che riescano a dire una parola su nulla. Tuttavia, per quanto sembri incredibile, non siamo ancora alla fine. Ulteriori proposte di «interventi infrastrutturali» incalzano, infatti, e anche questi progetti ottengono il loro bravo cofinanziamento statale: sempre in nome, naturalmente, del 150˚anniversario dell'Unità. Questa volta però nelle funzioni di «grande elemosiniere» invece del governo Prodi c'è il governo Berlusconi.

    Ecco dunque il Comune di Roma che con 40 milioni promette di sistemare a nuovo il Palazzo degli esami di via Induno; Latina, che riceve 3 milioni di euro per la riconversione dell'ex Caserma dell’82˚fanteria da adibire a campus universitario; il comune di Moasca (Asti), che si accontenta di 500 mila per il completamento del restauro del suo castello; Catania, che con 150 mila euro vuole rendere accessibile l'Orto botanico ai «non vedenti e ipovedenti»; Magenta, che si prende i suoi 22 milioncini per collegare con piste ciclabili «le vie della battaglia di Magenta», e così via molti altri. Ma oltre a fare anche lui, sebbene in tono minore data la crisi economica, la sua distribuzione di soldi in tutto e per tutto analoga a quella realizzata dal governo di sinistra, il governo di destra compie un altro atto memorabile. Ai membri del Comitato dei Garanti designati dal suo predecessore ne aggiunge altri sette-otto: ma anche questi— essendo uno dei prescelti posso dirlo con cognizione di causa — finora non riescono a servire a nulla (anche se almeno non costano nulla).

    E di sicuro le cose continueranno così anche se oltre tre mesi fa il presidente Ciampi ha scritto al ministro Bondi per sollecitarlo a elaborare finalmente un «programma di iniziative da attuare per la ricorrenza». Ma con quanto tempo a disposizione oramai? E con quali finanziamenti, dal momento che ne sono già stati impiegati tanti per tutte le cose fin qui dette? La conclusione, al momento attuale, è che per ricordare la propria nascita lo Stato italiano nel 2011 non farà nulla: nulla di pensato appositamente, voglio dire, con un rapporto diretto rispetto all'evento. Si limiterà a qualche discorso . Il punto drammatico sta nella premessa di tutto ciò. Nel fatto evidente che la classe politica sia di destra sia di sinistra, messa di fronte a uno snodo decisivo della storia d'Italia e della sua identità, messa di fronte alla necessità di immaginare un modo per ricordarne il senso e il valore — e dunque dovendosi fare un'idea dell'uno e dell'altro, nonché di assumersi la responsabilità di proporre tale idea al mondo, e quindi ancora di riconoscersi in essa — non sa letteralmente che cosa dire, che partito prendere, che idea pensare.

    E non sa farlo, per una ragione altrettanto evidente: perché in realtà essa per prima non sa che cosa significhi, che cosa possa significare, oggi l'Italia, e l'essere italiani. Quella classe politica fa di conseguenza la sola cosa che sa fare e che la società italiana in fondo le chiede: distribuire dei soldi. A pioggia, senza alcun criterio ideale o pratico, in modo da soddisfare le esigenze effettive, i sogni, le ubbie, dei mille localismi, dei mille luoghi e interessi particolari in cui ormai sempre più consiste il Paese. Cioè consistiamo noi. «A te un campus, a te una circonvallazione, a te un palazzo per qualche cosa»: l'unico scopo che ci tiene insieme sembra essere oramai quello di spartirci il bilancio dello Stato, di dividerci una spoglia. M’immagino come se la deve ridere tra sé e sé il vecchio principe di Metternich, osservando lo spettacolo: non l'aveva sempre detto, lui, che l'Italia non è altro che un'espressione geografica?

    Ernesto Galli Della Loggia
    20 luglio 2009

    Unione Monarchica Italiana: Non l'avevamo detto ?

  2. #2
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Non c'è niente da festeggiare, bisogna solamente avere il coraggio di prendere atto che l'Italia è un esperimento fallimentare e che bisogna tornare alla situazione pre-risorgimentale, con le varie etnie dello stivale che vanno ognuna per la sua strada.
    Staremo sicuramente tutti meglio.

  3. #3
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Non c'è niente da festeggiare, bisogna solamente avere il coraggio di prendere atto che l'Italia è un esperimento fallimentare e che bisogna tornare alla situazione pre-risorgimentale, con le varie etnie dello stivale che vanno ognuna per la sua strada.
    Staremo sicuramente tutti meglio.
    Senza l'unità italiana per come si andò sviluppando non è che adesso vi sarebero i diversi stati preesistenti, ma probabilmente qualche cosa altro ancora. Probabilmente molto peggio. E poi i vecchi stati non erano proprio questo granchè ne in termini di indipendenza, nè di libertà, nè di democrazia , nè di sviluppo economico.

    Ma quando fu veramente compiuta l'unità nazionale? 1861 , 1866 , 1870 , 1918 , 1953 ? ad ogni risposta corrisponde, non di rado, anche un diverso modo di intenderla.


    .
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  4. #4
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Tu sbagli nel giudicare la situazione in cui si viveva negli stati pre-unitari prendendo come punto di riferimento la situazione attuale.
    I tempi sono cambiati, molte cose sono migliorate in Europa anche negli stati più indegni come l'Italia, come è inevitabile che sia.
    Bisognerebbe prendere in considerazione le condizioni di vita dei nostri antenati e paragonarle a quelle dei loro contemporanei che vivevano in altri stati.
    Per quanto mi riguarda posso dire che i miei antenati vivevano prima nella Serenissima e poi nel Regno Lombardo-Veneto, in realtà quindi molto più prestigiose, efficienti e rispettate in tutta Europa, tenuto conto del discorso fatto prima, rispetto a quella dello stato italiano pagliaccio e mafioso in cui viviamo oggi.

  5. #5
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Tu sbagli nel giudicare la situazione in cui si viveva negli stati pre-unitari prendendo come punto di riferimento la situazione attuale.
    I tempi sono cambiati, molte cose sono migliorate in Europa anche negli stati più indegni come l'Italia, come è inevitabile che sia.
    Bisognerebbe prendere in considerazione le condizioni di vita dei nostri antenati e paragonarle a quelle dei loro contemporanei che vivevano in altri stati.
    Per quanto mi riguarda posso dire che i miei antenati vivevano prima nella Serenissima e poi nel Regno Lombardo-Veneto, in realtà quindi molto più prestigiose, efficienti e rispettate in tutta Europa, tenuto conto del discorso fatto prima, rispetto a quella dello stato italiano pagliaccio e mafioso in cui viviamo oggi.
    nel lombardo-veneto l'Austria rubava a man salva; basta leggere Carlo Cattaneo per capire cosa significò la dominazione austriaca. Del resto Daniele Manin era giustamente altrettanto severo. La felix austria era fatta dei sacrifici delle popolazioni sottoposte ed il lombardo.veneto era una autentica mucca da mungere. E comunque l'alternativa all'unità italiana non era il permanere degli staterelli preesistenti , ma una ancor più forte influenza degli stati esteri , specialmente dell'austria che di fatto ormai puntava al controllo di parte dell'emilia e delle romagne. La chiesa cattolica l'appoggiò quasi sempre anche perchè si faceva paladina del cattolicesimo, anche nei confronti di altri stati ( si pensi alla Svizzera e di come il piemonte temesse per la sua incolumità in seguito allo schierare di truppe austriache verso la svizzera , non dai confini austriaci veri e propri , ma dai suoi domini italiani)
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  6. #6
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    nel lombardo-veneto l'Austria rubava a man salva; basta leggere Carlo Cattaneo per capire cosa significò la dominazione austriaca.
    Ma infatti, qua il problema è capire chi sono stati quegli scemi che hanno fatto l'unità dell'Austria. :gluglu:

    Di certo dell'unità dell'Austria non ha colpa la Chiesa cattolica. :giagia:
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  7. #7
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    nel lombardo-veneto l'Austria rubava a man salva; basta leggere Carlo Cattaneo per capire cosa significò la dominazione austriaca. Del resto Daniele Manin era giustamente altrettanto severo. La felix austria era fatta dei sacrifici delle popolazioni sottoposte ed il lombardo.veneto era una autentica mucca da mungere. E comunque l'alternativa all'unità italiana non era il permanere degli staterelli preesistenti , ma una ancor più forte influenza degli stati esteri , specialmente dell'austria che di fatto ormai puntava al controllo di parte dell'emilia e delle romagne. La chiesa cattolica l'appoggiò quasi sempre anche perchè si faceva paladina del cattolicesimo, anche nei confronti di altri stati ( si pensi alla Svizzera e di come il piemonte temesse per la sua incolumità in seguito allo schierare di truppe austriache verso la svizzera , non dai confini austriaci veri e propri , ma dai suoi domini italiani)
    Magari fosse vero che l'alternativa al pagliaccio stato italiano consistesse nel consolidarsi del dominio austriaco nell'Alta Italia, sarebbe stata una benedizione!
    Per quanto riguarda la pressione fiscale, posso ben credere che dal Lombardo-Veneto si raccogliesse di più, come in Austria o in Boemia, perché da territori come la Romania o la Galizia non si poteva certo aspettarsi più di tanto.
    Però almeno i soldi che si pagavano, ammesso che fossero tanti, venivano utilizzati per creare uno stato efficiente e rispettato, non come nell'Italia attuale dove ci derubano da decenni per trasferire risorse immense ai terroni senza alcun risultato.

  8. #8
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Magari fosse vero che l'alternativa al pagliaccio stato italiano consistesse nel consolidarsi del dominio austriaco nell'Alta Italia, sarebbe stata una benedizione!
    Per quanto riguarda la pressione fiscale, posso ben credere che dal Lombardo-Veneto si raccogliesse di più, come in Austria o in Boemia, perché da territori come la Romania o la Galizia non si poteva certo aspettarsi più di tanto.
    Però almeno i soldi che si pagavano, ammesso che fossero tanti, venivano utilizzati per creare uno stato efficiente e rispettato, non come nell'Italia attuale dove ci derubano da decenni per trasferire risorse immense ai terroni senza alcun risultato.
    di rispettatro c'era il mito del buon governo; ma i cittadini lonbardo veneti non erano certamente rispettati; basti pensare a come sia l'insurrezione di Venezia che quella di Milano siano state profondamente popolari.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  9. #9
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    di rispettatro c'era il mito del buon governo; ma i cittadini lonbardo veneti non erano certamente rispettati; basti pensare a come sia l'insurrezione di Venezia che quella di Milano siano state profondamente popolari.
    I cittadini del Lombardo-Veneto non sapevano ancora cosa sarebbe toccato loro con l'Italia.
    Se l'avessero saputo...

  10. #10
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    Predefinito Rif: 150 anni - Unità d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Senza l'unità italiana per come si andò sviluppando non è che adesso vi sarebero i diversi stati preesistenti, ma probabilmente qualche cosa altro ancora. Probabilmente molto peggio. E poi i vecchi stati non erano proprio questo granchè ne in termini di indipendenza, nè di libertà, nè di democrazia , nè di sviluppo economico.

    Ma quando fu veramente compiuta l'unità nazionale? 1861 , 1866 , 1870 , 1918 , 1953 ? ad ogni risposta corrisponde, non di rado, anche un diverso modo di intenderla.


    .
    inzomma l'austria ungheria con il porto di trieste e quando potenzio fiume, allora si che fiume divenne importante luogo economico, trieste ha perso tutto con l'italia, è stata progettata da austriaci per il mercato economico austriaco, basta andare a vedere la ferrovia che partiva da trieste e andava su per gorizia a vienna, un paesetto sperduto stanjel na krasu ha una ferrovia enorme anche se il paesetto era minuscolo

 

 
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