Protagonisti rivolta Budapest 1956 criticano visita Napolitano
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BUDAPEST (Reuters) - Alcuni dei partecipanti alla rivolta ungherese del 1956
contro il regime comunista hanno criticato oggi l'invito ufficiale per una
visita rivolto al presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano,
già dirigente del partito comunista italiano, alle celebrazioni per il 50°
anniversario dell'insurrezione antisovietica.
Napolitano, eletto al Quirinale nelle settimane scorse, è stato invitato dal
presidente ungherese, Laszlo Solyom.
Alcuni dei più conosciuti protagonisti della rivolta del 1956, Sandor Racz,
Laszlo Balas Piri e la deputata conservatrice Maria Wittner, in una lettera
aperta a Solyom, diffusa dall'agenzia di stampa nazionale Mti, hanno
criticato l'invito.
"Nel ruolo di sopravvissuti della rivolta del '56, protestiamo nel modo più
fermo contro il suo invito ad un politico.. . anche se presidente della
Repubblica Italiana, che diede sostegno internazionale agli assassini
sovietici per schiacciare nel sangue i desiderio di libertà dell'Ungheria",
hanno detto.
La rivolta ungherese contro il regime sovietico, iniziata il 23 ottobre
1956, fu repressa dai carri armati sovietici due settimane dopo.
Come ricordato dalla stampa italiana, Napolitano approvò nel 1956
l'intervento sovietico che fu seguito da centinaia di esecuzioni, compresa
quella del primo ministro Imre Nagy.
Il portavoce di Solyom, Ferenc Weber, ha detto a Reuters che Napolitano ha
cambiato nei decenni scorsi la sua opinione e che Solyom non ritirerà
l'invito a Napolitano.




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