ROMA. Di prima mattina, poche ore prima del previsto voto di fiducia al suo governo, Romano Prodi arriva nel Transatlantico e, visibilmente seccato, annuncia ai cronisti: «I ministri non possono esprimere delle opinioni, debbono esternare le decisioni, le conseguenze e le implementazioni». Il presidente del Consiglio ha appena letto sui giornali dichiarazioni di alcuni suoi ministri, le conseguenze determinatesi (anche sulla Borsa) e ci tiene a far sapere che così non va: «Io non redarguisco ma convinco: ora bisogna lavorare testa bassa e pedalare, perché il ruolo del ministro è quello di far parte di una squadra e dunque deve parlare soltanto quando una decisione è stata presa. Basta con il carnevale...».
Con queste parole Prodi ha dimostrato ben due cose almeno:
1° Prodi è disperato e ha già perso il controllo della situzione
2° Prodi sa che la sua squadra di governo è come la squadra del brasile, ossia un carnevale, nessun gioco di squadra, ma solo esaltati "fuoriclasse", marpioni della politica che fanno il loro di gioco e non quello del paese, ne tantomeno del governo.


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