User Tag List

Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Jul 2009
    Messaggi
    1,080
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Arrow Haiti: La Francia accusa: "comandano gli Stati Uniti"

    Nell'isola flagellata dal terremoto gli aiuti incontrano mille ostacoli, si moltiplicano i saccheggi

    La polemica dell'Eliseo sull'organizzazione targata States. Rientrano i primi 13 italiani. Trovati vivi altri otto

    Caos soccorsi, la Francia: "Comandano gli Usa"

    Sms dalle macerie: salvate altre persone

    La polizia spara e uccide uno sciacallo, altri linciati dalla popolazione inferocita. Nel quartiere-ghetto tornano le gang

    Frattini: "Pronti a cancellare il debito, 40 milioni di euro". L'allarme dei medici: "Il 30 per cento dei ricoverati rischia di morire"


    Haitiani alla disperata ricerca di beni e cibo
    HAITI - Ancora caos ad Haiti nel sesto giorno di emergenza dopo il terremoto. La macchina dei soccorsi fa acqua, gli aiuti arrivano ma il coordinamento di uomini e mezzi rimane un'impresa disperata. Anche perché il grado di distruzione del territorio si rivela di ora in ora più grave. L'aeroporto internazionale di Port-au-Prince non regge all'ingorgo dei voli d'aiuti, dotato com'è di una sola pista. La capacità di scarico è inadeguata e la scelta del governo locale di affidare la gestione dei lavori agli Stati Uniti non risolve il problema. Finora sono giunte sull'isola 180 tonnellate di aiuti, che stentano ad arrivare alle destinazioni finali anche a causa della penuria di mezzi di trasporto e carburante. In serata il governo si è riunito all'aperto, su panchine e sedie di plastica.

    L'isola nel caos. Anche il principale porto di Port-au-Prince è rimasto pesantemente danneggiato nel sisma. Ieri la prima nave è riuscita ad attraccare, trasportava banane e carbone. Gli Usa, per bocca del generale Ken Keen, responsabile delle operazioni, promettono di rimettere in funzione "al più presto possibile" tutti i porti. Nel frattempo è arrivata la portaerei "Vinson", che fungerà da aeroporto mobile per i soccorsi. Tante strade sono impraticabili, sia per i danni che per i blocchi generati da cumuli di macere e veicoli distrutti e abbandonati. Molte agenzie umanitarie non sono riuscite neanche ad accedere ai propri magazzini. Manca il carburante e manca l'acqua, di cui già metà dell'isola non aveva disponibilità piena prima del terremoto. Le scorte sono esaurite, la capacità di distribuzione ad opera delle squadre di soccorso è minima rispetto alle necessità e a farne le spese sono, in primis, gli ospedali. La Croce Rossa parla di una "situazione disperata".

    Carenza di cibo, condizioni igieniche critiche. Solo 13mila persone su 3 milioni hanno avuto accesso ai viveri distribuiti dal Programma alimentare mondiale (Pam). La distribuzione è estremamente rallentata. Due convogli con cibo provenienti dalla Repubblica Dominicana sono riusciti ad entrare a Port-au-Prince dopo 12 ore di viaggio. Le condizioni igienico-sanitarie sono ipercritiche, migliaia di cadaveri sono accumulati per le strade e all'esterno degli ospedali. E i sopravvissuti senza tetto non hanno ancora luoghi dove dormire: per ora di tendopoli e rifugi non si parla, si costruiscono capanne di fortuna utilizzando resti e macerie. La situazione è drammatica per molti dei sopravvissuti. L'associazione Medici senza Frontiere dichiara che i suoi operatori non si sono mai trovati di fronte a un così alto numero di persone a cui amputare arti; e un medico intervistato dalla Cnn ha riferito che il 30% dei feritinegli ospedali ha urgente bisogno di operazioni salvavita, altrimenti è destinato alla morte.

    Saccheggi, polizia uccide un uomo. Si moltiplicano i casi di saccheggio. A Port-au-Prince la polizia ha sparato su un gruppo di persone che cercavano di portare via il possibile dal mercato Hyppolite, e ha ucciso un uomo di trent'anni. Secondo il racconto di un reporter, gli agenti sono arrivati sul luogo del saccheggio armati di fucili d'assalto, hanno aperto il fuoco e colpito la vittima alla testa. Gli altri vandali si sarebbero dati alla fuga. In altre situazioni, i continui furti avrebbero scatenato una vera e propria legge del taglione, con gruppi di persone che scelgono di difendersi da sole. Testimoni hanno riferito di aver trovato i corpi di alcuni saccheggiatori linciati dalla folla o uccisi a colpi di pistola da uomini che hanno poi detto di essere poliziotti in borghese. Un giornalista della Reuters sostiene di aver visto un uomo dato alle fiamme da cittadini inferociti che lo avevano sorpreso a rubare e altri due uomini con ferite di arma da fuoco alla testa e le mani legate dietro la schiena.

    Il quartiere-ghetto in mano alle gang. Nel frattempo è la polizia stessa ad ammettere che Cite Soleil, uno dei quartieri più degradati della città, è definitivamente tornato in mano alle gang. Le bande armate che operavano già prima del terremoto sono tornate sul territorio, forti anche di una parte dei tremila detenuti fuggiti dal carcere danneggiato dal sisma. La pacificazione di Cite Soleil era stata uno dei pochi successi indiscussi del presidente Renè Preval da quando è stato eletto nel 2006. Ma ora la bidonville è diventata il rifugio provvisorio di 300mila persone. "E' un fatto naturale che le gang siano tornate in quella che è sempre stata la loro roccaforte", ha detto un poliziotto haitiano. Se la situazione andasse completamente fuori controllo, potrebbe diventare ancora più difficile ristabilire l'ordine nella capitale. Le gang, armate di pistole e fucili mitragliatori rubati alle guardie carcerarie durante il terremoto, girano in moto e c'è chi racconta che hanno saccheggiato il ministero della Giustizia appiccando poi il fuoco e distruggendo i documenti che li riguardavano. "Abbiamo paura, sono armati, senza scrupoli e capaci di tutto", ha detto un ragazzo del quartiere

    Polemica francese: "Favoriti i soccorsi Usa". Nel totale caos arrivano anche le polemiche tra i soccorritori. In particolare è la Francia a non aver gradito l'assegnazione dell'organizzazione dei soccorsi agli Usa, e per la conseguente gestione del tutto da parte degli americani. Anche se la notizia di una protesta formale inoltrata dal Quay d'Orsay al Dipartimento di Stato resa nota dal segretario di Stato alla Cooperazione, Alain Joyandet, è stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero. Se l'Eliseo smorza ogni polemica, l'ambasciatore ad Haiti denuncia come lo scalo sia diventato un'"appendice di Washington" e a due aerei con a bordo ospedali da campo non è stata concessa, venerdì e sabato sera, l'autorizzazione all'atterraggio. Il Washington Post, secondo cui le tensioni circa le priorità assegnate dagli americani sono crescenti, cita anche Italia e Brasile fra i Paesi coinvolti nei ritardi imposti dalla lunga coda di aerei in attesa di atterrare nello scalo in grado di accogliere, spiegavano nei giorni scorsi gli americani, 90 aerei al giorno. La stessa Croce rossa ha visto un suo aereo dirottato su Santo Domingo. "L'aeroporto non è a disposizione della comunità internazionale, ma si è trasformato in un appendice di Washington", ha dichiarato l'ambasciatore francese ad Haiti, Didier Le Bret, dopo che un aereo francese con a bordo un ospedale da campo venerdì non aveva ricevuto l'autorizzazione all'atterraggio dai militari Usa che controllano il traffico aereo dello scalo, situazione che si è ripetuta ieri sera con un aereo di Medici senza frontiere, con a bordo un altro ospedale da campo con sala operatoria. "Ci era stato detto che era una situazione di estrema urgenza, avremmo potuto fare una differenza e salvare delle vite", ha dichiarato il diplomatico.

    Rientrano i primi italiani. Stamane a Ciampino sono atterrati i primi 13 italiani rimpatriati da Haiti, Tra loro Francesco Nocera, 87 anni, una donna incinta di 6 mesi, tre bambini (due di 2 anni e uno di 10 mesi). C'era anche il gatto di uno dei bambini. A bordo del Falcon dell'Aeronautica Militare tre nuclei familiari: Cristina Iampieri, funzionaria Onu, il padre Bruno, il marito Misha Berlinshi, il piccolo Leonardo di dieci mesi e Pites; Francesco Nocera con la moglie Rosa e la parente Rosaria; Michela Macchiavello, cooperante, con il marito Kobbie Nudie Yeboah ed il figlio Nabi Kweku (due anni); c'erano poi Matteo Menin, volontario Onu ed il piccolo Alessandro Federik, accompagnato da Diane Fabiani, in stato di gravidanza. La mamma di Alessandro, Fiammetta Cappellini, operatrice umanitaria dell'Avsi, non ha voluto lasciare Haiti, dove vive con il marito, come ha spiegato a Ciampino la madre Antonietta. "Fiammetta - racconta - purtroppo non è voluta rientrare in Italia. Ci ha detto che il suo posto è lì e all'inizio non voleva neanche far partire il suo bambino, dal quale non si separa mai. Poi, ieri, in lacrime, ci ha detto che Alessandro non poteva rimanere lì perchè la casa è inagibile e lui in queste notti ha dormito in auto. Ora siamo contenti di riabbracciare nostro nipote". Alessandro, per Alberto Piatti, segretario generale dell'Avsi, "è il testimonial della possibilità di aiutare i bambini di Haiti". A Ciampino c'erano anche i parenti degli altri scampati italiani, ognuno con in mano un cappotto o un capo pesante portato per coprire i propri cari. Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presente all'aeroporto, ad un certo punto si è tolto il cappotto per offrirlo ad uno dei rimpatriati.

    Dodici i connazionali dispersi. Frattini: "Cancellare il debito". Si è ridotto a 12 il numero degli italiani ancora dispersi dopo il sisma. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al suo rientro in Italia, al termine della sua lunga missione in Africa. Frattini ha ricordato che sono oltre 190 quelli già rintracciati e che sono sani e salvi. L'Italia ha già dato una prima disponibilità e ha impegnato quasi 5 milioni di euro" per gli aiuti al Paese caraibico, ha aggiunto Frattini, che poi si è dichiarato pronto a cancellare subito il debito, di 40 milioni di euro, che Haiti ha con l'Italia. "Vogliamo dare immediatamente questo riconoscimento perchè ci rendiamo conto che è un primo modo per aiutare l'inizio della ricostruzione, ha aggiunto il titolare della Farnesina.

    Altre persone salvate dalle macerie. Ore decisive per i dispersi. Altre persone sono state trovate vive fra le macerie. Un uomo 58enne è stato estratto dalle rovine di un edificio da un gruppo di soccorso israeliano. Nadine Cardoso, 62 anni, una delle proprietarie dell'Hotel Montana, è stata rinvenuta ancora in vita nei resti dell'albergo. Le altre persone salvate sono una bambina di 7 anni ed un uomo haitiani e una donna americana, soccorsi nelle macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince, supermercato dove è stato localizzato un disperso italiano, e dove altre due persone, sicuramente in vita, sono ancora sotto le macerie, con ottime probabilità di essere salvate. Infine, è stato salvato un membro danese della
    Minustha, la forza di pace Onu ad Haiti; è in buone condizioni di salute. Nell'area di Port-au-Prince sono in azione almeno 43 squadre di soccorso da tutto il mondo, per un totale di quasi 2000 persone, che usano 161 cani specializzati in questo tipo di operazioni nonché sofisticate apparecchiature in grado di rilevare persone sotto i detriti. "Pensiamo ve ne siano ancora e la speranza di salvare altre vite umane non ci abbandona", ha detto una portavoce.



    http://www.repubblica.it/esteri/2010...miche-1984996/
    Ultima modifica di Unghern Kahn; 18-01-10 alle 08:42

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Jul 2009
    Messaggi
    1,080
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Haiti: La Francia accusa: "comandano gli Stati Uniti"

    Battaglia con morto tra polizia e gang. Il governo proclama lo stato di emergenza


    CORRISPONDENTE DA NEW YORK

    Battaglia fra agenti e saccheggiatori nel centro di Port-au-Prince. Migliaia di giovani appartenenti alle gang uscite dalla Cité Soleil sono entrati nel boulevard Dessalines moltiplicando gli atti di sciacallaggio avvenuti nei giorni precedenti. Almeno due camion di truppe dei caschi blu sono passati lungo la strada ad alta velocità senza fermarsi e poco dopo gli agenti haitiani in divisa beige sono entrati con i pick up ed hanno fatto fuoco su bande di rapinatori che si trovavano attorno e sopra dalle rovine del Marche Hyppolite, che fino a martedì scorso era fra i maggiori punti vendita della capitale. Alla comparsa della polizia le gang non si sono ritirate e gli agenti hanno sparato ad alzo zero, uccidendo almeno due saccheggiatori. Vi sono stati anche scontri fra diverse gang.

    Si tratta delle prime vittime delle violenze di strada dopo il terremoto e il generale americano Ken Keen, che comanda il contingente di Washington, ammette per che «tali episodi stanno ostacolando alcuni interventi di soccorso», mentre il governo di Haiti ha proclamato lo stato di emergenza fino alla fine di gennaio. È questa l’atmosfera che il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha trovato arrivando a Port-au-Prince, definendo le devastazioni causate dal terremoto «una delle peggiori crisi degli ultimi decenni», mentre Hillary Clinton ha promesso ad Haiti che «gli Stati Uniti aiuteranno la ricostruzione».

    Il Segretario generale dell’Onu ha incontrato il presidente René Preval e poi ha avuto un colloquio con i comandanti dei caschi blu per assumere le informazioni necessarie a procedere in una duplice direzione. Primo: accelerare gli aiuti, migliorando il coordinamento fra quasi 30 Paesi. Secondo: iniziare il percorso teso a ridefinire il mandato della missione Onu, che ora è di «mantenimento della pace» e potrebbe presto diventare «umanitaria» grazie ad una risoluzione ad hoc del Consiglio di Sicurezza.

    Se Ban chiede alla comunità internazionale di «accelerare» l’arrivo degli aiuti, la Clinton ha prospettato una missione destinata a durare ben oltre l’attuale fase dell’emergenza. A testimoniare l’impegno di Washington ci sono i numeri della mobilitazione del Pentagono: se al momento i soldati agli ordini di Keen sono 5000 diventeranno in breve tempo oltre 12 mila. Continuano però le polemiche sulla gestione dello scalo internazionale da parte del Pentagono: ieri «Medici senza frontiere» ha lamentato il fatto che «è stato impedito l’atterraggio ad un nostro aereo con un ospedale da campo e il personale umanitario». La torre di controllo ha dirottato l’aereo verso lo scalo di Samana, nella Repubblica Dominicana, obbligando a un trasporto via terra che ha provocato un ritardo di oltre 24 ore.

    A Port-au-Prince ora si spara - LASTAMPA.it

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Jul 2009
    Messaggi
    1,080
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Haiti: La Francia accusa: "comandano gli Stati Uniti"

    Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha accusato gli Stati Uniti di approfittare dell'emergenza terremoto a Haiti per occupare il piccolo paese caraibico. "Ho letto dell'arrivo di 3 mila militari americani, marines armati di tutto punto come se stessero in guerra, certo che non mancano i fucili lì, ma gli Usa dovrebbero invece mandare farmaci, carburante, ospedali da campo, è questo che serve", ha detto il capo dello stato venezuelano nel suo programma radiotelevisivo della domenica 'Alò Presidente'. "Stanno occupando Haiti senza darlo a vedere''.


    Haiti: Chavez denuncia l'occupazione Usa - Nel Mondo - L'Unione Sarda

  4. #4
    Tringeadeuroppa
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    8,356
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Haiti: La Francia accusa: "comandano gli Stati Uniti"

    E' una situazione talmente drammatica che non mi sento di prendere posizioni politiche su quello che sta succedendo.
    Certo, se tra un anno o più, la situazione non sarà ancora normalizzata (cioè con il ritorno dei Marines entro i propri confini)......

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-02-14, 19:34
  2. Siria accusa Stati Uniti: raid è "atto terroristico"
    Di Vis et Honor nel forum Destra Radicale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 27-10-08, 21:45
  3. Sante Messe contro il "Vaticano II" negli Stati Uniti
    Di Guelfo Nero nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 113
    Ultimo Messaggio: 19-08-06, 01:12
  4. Gli Stati Uniti sotto accusa
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-02-03, 15:58
  5. Gli Stati Uniti sotto accusa
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-02-03, 20:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226