GIOVEDÌ, 25 MAGGIO 2006
Pagina IV - Torino
Le amnesie di Silvio tra Giochi e Murazzi
Berlusconi: "Buttiglione? Un imprenditore"
Il capo di Forza Italia arriva con l´aereo privato di Mediaset
Prima parla di Milano e Rocco lo paragona al Principe Eugenio
"Volevano portarci via le Olimpiadi: vi ho salvati io. Chi? Non lo ricordo, cercate Letta"
PAOLO GRISERI
--------------------------------------------------------------------------------
Sbarcato a Caselle da un aereo Mediaset, Silvio Berlusconi arriva al Principi di Piemonte alle 19 in punto per quella che definisce «la sessione di sostegno al mio amico Rocco». Il tempo di fare il galante con Emilia Rossi («Mi hanno detto che lei è la nostra bellissima candidata, lo confermo») e di trovare posto sulla sedia centrale del tavolo, quella che l´organizzazione ha provveduto a dotare di tre tovaglie ripiegate per fare spessore.
Berlusconi ci mette un po´ a carburare. La prima parte del suo discorso è tutta dedicata ai problemi di Milano, «città governata bene dal centrodestra che ha saputo risolvere tutti i problemi». Segue l´elenco dei problemi milanesi risolti «compreso quello delle acque reflue». Poi tocca a Torino: «Recentemente non ci sono venuto molte volte», ammette. Ma ricorda «il contributo determinate dato dal mio governo alla buona riuscita delle Olimpiadi». Quelle Olimpiadi che «nel novembre del 2004 rischiavano di svolgersi altrove». Berlusconi ripete l´aneddoto, già raccontato altre volte, del «presidente del Cio che venne da me minacciando di trasferire i Giochi in un altro paese», naturalmente per l´incapacità degli enti locali di sinistra di gestire la situazione. In quale paese Rogge voleva trasferire i Giochi? «Se aspetta un momento faccio chiamare Gianni Letta che se lo ricorda meglio di me. Io ho un ricordo ma non vorrei sbagliare. Sono cose accadute tanto tempo fa. Era un paese molto attrezzato per queste competizioni». La Svizzera? «No, certamente non era la Svizzera». Poco dopo però il dubbio non si scioglie: «Non siamo riusciti a trovare Letta. Mi dispiace».
Poi passa a Buttiglione. «Noi - dice Berlusconi - abbiamo scelto di candidare a Torino uno dei nostri ministri. Noi abbiamo portato in politica il saper fare imprenditoriale e i risultati, come dimostra Milano, si sono visti. Non abbiamo gente, come la sinistra, che ha alle spalle solo una carriera in politica». In sala c´è un attimo di perplessità: quale sarà l´esperienza imprenditoriale di Buttiglione? Ma Berlusconi si riprende subito: «Buttiglione ha girato l´Italia a insegnare e conosce bene i giovani. E poi ha un´agenda fitta di nomi di giovani imprenditori disposti a sostenere la sua giunta». I problemi di Torino sono «quello delle infrastrutture perché noi abbiamo realizzato la Tav per Milano e vogliamo realizzare quella con Lione. Il corridoio 5 è importante. Abbiamo ottenuto dalla Russia di prolungarlo fino a Vladivostock». Buttiglione è raggiante e si lancia in una metafora storica: «Trecento anni fa Torino resistette per 117 giorni all´assedio dei francesi. Poi arrivarono i rinforzi del principe Eugenio e i francesi vennero sconfitti. Silvio, il Principe Eugenio sei tu». Il principe Eugenio sorride e si prepara al bagno di folla serale al Teatro Nuovo. Salta invece la prevista passeggiata ai Murazzi, per problemi di organizzazione o forse per timore di contestazioni. Torino non è una città che abbia mai amato il principe di Milano. Come mai qui la Casa delle libertà perde anche quando vince nel resto del paese? «Se lo sapessi - risponde Berlusconi - sarei già corso ai ripari. Forse non è lontano dal vero pensare che la grande stampa, così diffusa in questa città, sta tutta dalla parte della sinistra». Buttiglione ha una spiegazione diversa: «Torino ha una tradizione monarchica: si mugugna e poi si va dal re. Noi proponiamo una scelta repubblicana: votare e cambiare il re». Tra re e principi ci si trasferisce a teatro Nuovo. La sala è piena. Crosetto attacca Chiamparino: «Venerdì inaugurerà la linea della Grande Punto ma tutti sanno che è un´inaugurazione finta perché la Grande Punto si fa a Melfi».Berlusconi arriva alle 22. E ricomincia il comizio della conferenza stampa: Milano, le acque reflue, la sinistra, la grande stampa, le Olimpiadi. Quando lascia la sala, parte subito per Napoli.
(da Repubblica Torino di oggi)
che figura di palta... qua buttiglione è tanto se piglia il 40%...




Rispondi Citando
un coglione del genere non si era mai visto. Vuol portare le merci europee in usa, tramite Vladivostock 