Il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov ha rinnovato il suo rifiuto all’autorizzazione del “gay pride”, previsto nella capitale russa per questo mese.
Il Presidente del Congresso delle Autorità Locali e Regionali al Consiglio d’Europa, Giovanni di Stasi, già in marzo aveva scritto una lettera a Luzhkov, accusandolo di violare la Convenzione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali, con il suo rifiuto a consentire la parata omosex.
I leader russi delle religioni Cristiano-Ortodossa ed Ebraica hanno invece espresso da subito il loro appoggio al sindaco ed alla sua decisione, affermando che promuovere l’omosessualità è contro i principi base delle loro fedi.
Questa è la dichiarazione del Congresso delle Organizazzioni ed Associazioni Ebraiche risalente al marzo scorso: “Questo corteo non è una dimostrazione, ma la propagazione di un peccato: per questo siamo solidali con il Primo Cittadino Luzhkov e con la Chiesa Russa ortodossa, non solo nel presente ma per il futuro stesso del Paese.”
A sua volta il Patriarca della Chiesa Ortodossa Alexis II hainviato una lettera al sindaco per congratularsi della sua opposizione alla parata del “gay pride”.
“Accetti la nostra gratitudine per la sua decisione di proteggere Mosca ed i Moscoviti dal tentativo di organizzare una manifestazione di pubblica propaganda del peccato” afferma nella lettera, e continua: “La Chiesa tratta le persone con tali inclinazioni con responsabilità pastorale, ma al tempo stesso con l’urgenza di riportarle sulla retta via, e deve opporsi in maniera decisa a qualunque tentativo di far passare questa tendenza come la normalità, addirittura come un esempio da seguire. La Chiesa non accetta e non deve accettare alcun tipo di propaganda dell’immoralità.”
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