Il presidente della “Russia Bianca” interdice lo spazio aereo a velivoli americani e canadesi

MOSCA - Gli aerei americani e canadesi non potranno più sorvolare la Bielorussia. Lo ha deciso l'autoritario presidente Aleksandr Lukashenko, in rappresaglia per le sanzioni decretate dall'Occidente dopo la sua controversa riconferma alle elezioni presidenziali di marzo giudicate una farsa da Europa e Stati Uniti. La chiusura dello spazio aereo alle compagnie americane e canadesi è stata annunciata oggi a Minsk da Andrei Popov, portavoce del ministero degli esteri bielorusso. Due giorni fa, durante il suo discorso annuale sullo stato della nazione davanti al parlamento, Lukashenko aveva minacciato questa misura e aveva aggiunto: "forse perderemo qualcosa ma mostreremo loro che siamo un popolo orgoglioso". In risposta alle elezioni-farsa di marzo, Europa e Stati Uniti hanno deciso di non concedere visti di ingresso ad una trentina di esponenti del regime Lukashenko. Anche la Svizzera ha deciso di vietare l'ingresso nel proprio territorio a 31 esponenti bielorussi. Nel quadro di questa politica il Canada si è rifiutato di rifornire ad aprile l'aereo del premier bielorusso Serghei Sidorski in viaggio verso e da Cuba. Proprio questo episodio ha innescato la collera di Lukashenko e spiega l'annuncio di oggi. "Nell'adozione delle misure di rappresaglia la Bielorussia - ha sottolineato Papov - osserva in modo rigoroso la simmetria". L'uomo forte di Minsk contesta la validità giuridica delle sanzioni decretate da Stati Uniti ed Europa. "Chi - è sbottato due giorni fa - è autorizzato dalle convenzioni internazionali a limitare la libertà di movimento? Quale tribunale ha deciso che Lukashenko o Sidorski sono dei criminali? Una sentenza simile non esiste".