LETTERA DALL’ Europa
( MERITIAMO DI MEGLIO ?)
Decisioni importanti furono prese dal governo, in agosto 03, in campo calcistico. Relative al più importante sport del Paese.
Qualche osservatore ha trovato cio’ una stranezza. Io, che vivo in Francia da molti anni, mi meraviglio un po’ meno. Anche se so che una cosa simile puo’ succedere solo in Italia, che non potrebbe accadere nel resto della U.E.
Un giornalista sportivo scrisse che gli Italiani sono i più grandi conoscitori dell’ arte del football. Lo supponevo anch’ io, ma ora ho la conferma. Quello che nessuno ha ancora detto: Il calcio é più importante della vita sociale. La quale, invece, é gestita dalle emergenze e talvolta da padrini.
La passione e la competenza di una qualsiasi discussione in Italia, sulla prossima partita di serie A, raggiunge alte vette, non facilmente eguagliabili in altri Paesi europei. Ma se lasciamo il pallone, se passiamo ad un argomento sociale importante, ad una questione politica di primo piano, la competenza, la profondità, il realismo, la strategia, la finezza, cosi diffuse in campo calcistico, divengono qualità rare. L’ Italiano medio (escludiamo i giornalisti) non trova interessante né motivante addentrarsi in questioni sociali o politiche. Vuole argomenti appassionanti, per dare il meglio della propria intelligenza e sensibilità. Allora, é appassionante la vita sociale italiana ? E quella politica ? Chi si azzarderebbe a rispondere positivamente ?
Ma se contassimo il numero degli Italiani che non vuol sentire di politica, a causa di tutti gli insuccessi visti negli ultimi lustri, scopriremmo qualcosa di stupefacente e preoccupante: la rassegnazione al peggio e la sfiducia totale (che sono di livello quasi levantino o sudamericano).
Forse le materie sociali possono interessare quei cittadini che sono dediti ad attività grige, barbose. Ad esempio, le statistiche sugli insuccessi sociali in Italia. O quelle sugli obiettivi politici dichiarati e passati poi in cavalleria. Ma, per la maggioranza dei cittadini, quale l’ interesse? Ecco spiegato perché l’ Italiano medio, quando discute sociale o politico, resta in superfice, non approfondisce, come farebbe un europeo. Del resto é cosi facile, in politica italiana, farsi un’ opinione. Basta vedere se si tratta di una proposta di sinistra o di destra, e giudicare se essa é appropriata o balorda a seconda della sponda in cui si milita ! In pratica, guelfi o ghibellini, stiamo ancora là ! Nel 2004 !
Mi chiedo se gli Italiani sanno che gli altri europei, ben conosciuti per la loro ignoranza calcistica, sono sorprendentemente interessati alle questioni del loro Paese, sociali o politiche, alle strategie di nuovi sviluppi o cambiamenti. E forse non sanno che, in tali campi, molti europei mostano una serietà, una coerenza, un’ interesse ed una partecipazione ai miglioramenti e alle riforme, che é sorprendente per un Italiano, il quale é uno scettico sociale. Ed infatti, in Europa, i Paesi che hanno poche o nulle emergenze, che trattano la politica con competenze professionali, che applicano la costituzione e le leggi in maniera equa, completa e regolare, sono la maggioranza. Lontani quindi dal Bel Paese.
De resto, in U.E., se vuoi una giustizia che funzioni, se vuoi i treni in orario, se vuoi il rispetto delle leggi.......meglio stare fuori dal Bel Paese...Allora, negli altri angoli d’ Europa, puoi trovare meccanismi statali oliati, che girano a velocità costante, che raramente vanno in tilt. A che servirebbero, in tali Paesi, i Padrini ?
I motivi della particolarità sociale su ricordata, come anche di altre anormalità italiane (anormalità elencate nella lettera “La Barca va”, v. allegato) mi sembrano:
-la degradazione negli ultimi lustri dei comportamenti e della cultura italiana sta portando il Paese in un vicolo cieco;
- non siamo più capaci (né governi di destra, concentrati sul passato giudiziario del Berlusca, né governi di sinistra né di centro) di gestire un Paese ad un livello tipico medio della U.E. Le nostre gestioni sono piuttosto ad un livello da repubblica bananiera; e noi vi siamo quasi rassegnati !
- i nostri comportamenti (eccenzion fatta per quelli di tanti emigrati) sono divenuti di tipo sudamericano. Si intuisce quale potrà essere il nostro futuro.
- la popolarità e la priorità data al calcio in Italia non si trova, mi sembra, in altri Paesi della U.E.; in Italia essa compensa in parte lo scetticismo in politica. E se lo scetticismo, e gli insuccessi politici che lo causano, fossero conseguenze del manco di organizzazione, di impegno serio, di realismo, di chiarezza e serietà ?
- il fatto che il nostro premier abbia spinto per una decisione calcistica a livello governativo é probabilmente legato al fatto che Berlusca si aspetta un guadagno in popolarità dalla stessa. Egli non si aspetta, invece, una perdita di popolarità dal fatto di non preoccuparsi di far funzionare le ruote arruginite del sistema Italia ad un livello europeo (anche se durante la campagna elettorale aveva promesso di modernizzare). C’é chi é capace di volare alto e chi vola basso per abitudine, forse per le lunghe frequentazioni televisive.
Ecco allora la conclusione di un europeo:
- sul campo di gioco, in ogni istante, é impossible prevedere ove andrà il pallone nei prossimi 60 secondi; troppe le possibilità di calci, di reazioni, di ostacoli.
- nella vita pubblica italiana, politica o sociale, ogni giorno é difficilissimo prevedere le evoluzioni degli eventi nei prossimi 60 giorni; troppe le possibilità di intoppi, inciampi, manovre, irresponsabilità, colpi bassi, difficoltà impreviste, sorprese, interventi di referenti o padrini.
La mia proposta. L’ Italia é stata finora chiamata lo “Stivale”, termine un po’ demodé. L’ Italia scassata di inizio secolo, chiamiamola ora con un termine crudo ma vero. Scegliamo fra: “L’ Italia nel Pallone” oppure “Il Pallone della U.E.”. Simbolo che la dice tutta.
I titoli di questi giorni sul calcio italiano : « Omertà », « Lottizzazione », « Cupola ». Mi sembra che i media trascurino di fare commenti ovvi, sulla base della semplice logica : una società scassata, malata, colla febbre alta, non puo’ esprimere un mondo del foot normale, non potrà essere in grado di far funzionare né la giustizia né le altre istituzioni, non potrà applicare la democrazia, come i commedianti dell’ Arte Politica dicono di voler fare……..
Mi domando che futuro potrà avere un Paese:
- il cui governo é capace di risolvere problemi calcistici, ma non tenta neanche di far funzionare i meccanismi dello stato ad un livello europeo; né di applicare completamente la costituzione.
- i cui elettori valutano la condotta del premier dai risultati calcistici (ipotesi avanzata dalla stampa, ma anche dallo stesso Berlusca) piuttosto che dalla sua capacità di diminuire/eliminare il numero di gestioni e servizi nazionali inefficienti.
La risposta la lascio al lettore, come anche le scelta del simbolo più valido. Ma fatemi sapere la vs scelta.
Resto comunque disponibile per una presentazione, ad un assemblea, delle cause dei vostri guai.
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
P.S. Dal dizionario degli emigrati. Foot-Ball = Foot Out Of Touch Ball = calciare lontano dal contatto la palla. Oltre che al pallone, il termine mi sembra applicabile anche ad una vita sociale imprevedibile, di tipo sudamericano o italiano.
Allegato: le analisi che giustificano le valutazioni suddette sono sui siti qui sotto elencati. Consiglio di leggere in particolare: “La Barca va”, “Colli di Bottiglia”, “Tornare in Italia”, “Italia Desnuda”, “Pantani diffusi, ruote grippate”, “Divaricazione dall’ Europa”.
EMIGRAZIONE E BUCHI NELL’ACQUA
Tanti emigrati italiani, in tutti i continenti. Molti hanno facilmente avuto successo in un altro Paese, sono apprezzati, ammirati. Fra di essi tanti, prima di emigrare, avevano fatto un buco nell’acqua in Italia. Ne cito solo uno, conosciuto da tutti: Gugliemo Marconi fu costretto a brevettare la sua invenzione nel Regno Unito.
Chi volesse sapere perché la stessa cosa si ripete da tanto e per tanti individui, cerchi prima la risposta ad un’altra domanda: “quali le differenze fra Italia e il resto della U.E. ?” Cosi capirà anche per quali motivi l’economia italiana ha (e avrà) enormi difficoltà a decollare.
Si sente qualcuno lamentarsi della diminuzione del potere d’ acquisto. D’ altra parte negli ultimi anni sembrano aumentate inefficienze e giri a vuoto. Forse non si pensa l’ ovvio: che le inefficienze in aumento, se sono troppe, hanno dato una mano a far peggiorare l’ economia, ad abbassare il potere di acquisto. Perché tutto cio’ succede, in U.E., solo nello Stivale ?
Avrete certo la vostra risposta, ma se foste interessati a conoscere la mia (un’inchiesta a largo raggio per otto anni), cercatela nelle Lettere dall’ Europa, su:
http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (cercare testi di Antonio Greco, argomento “società”)
http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/
Si tratta delle Lettere dall’ Europa di Antonio Greco. Il quale ha lavorato in giro per l’ Europa per trenta anni e vive in Francia da venti anni.
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
Tel. +331-42.04.20.81
(disponibile per fare una presentazione, vista dall’ Europa, delle cause sociali dei guai italiani)




Rispondi Citando