Un unico commento: i tifosi arancio-nero-verde sono zecche e pure infami!
Raffaele
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CALCIO
Arrigo Poletti insediato presidente, il fratello Ugo vice, mentre il loro legale Andrea Girardi affiancherà Luigi Brugnaro come consigliere
Venezia, una bomba e il socio di dimette
Roberto Agnellini, nuovo azionista, lascia dopo poche ore: aveva partecipato ad un attentato
Venezia
Socio del Venezia per poche ore. Roberto Agnellini, l'imprenditore top secret che i fratelli Poletti avevano preannunciato come proprietario del 20 per cento del Venezia Calcio ha tenuto in mano le proprie azioni per sei ore circa.
Tanto il tempo trascorso dalla decisione del consiglio di amministrazione arancioneroverde alla scelta di presentare le dimissioni.
Agnellini nel suo passato ha una condanna a tre anni per un attentato contro una sede del Psi a Brescia nel 1973, quando militava nelle file di Avanguardia Nazionale. Un precedente che non è passato inosservato agli occhi della tifoseria lagunare che ha subito "bocciato" il nuovo dirigente.
«Mi dimetto per non creare problemi agli amici Poletti - ha affermato Agnellini - anche perchè non vorrei che dopo due pareggi qualcuno cominciasse ad apostrofarci come fascisti. Nel mio passato ci sono stati errori di gioventù per i quali pensavo di aver pagato a sufficienza ma purtroppo la vita ti ripresenta il conto ogni mattina».
Arrigo Poletti eletto presidente e il fratello Ugo vice hanno deciso di cooptare il loro legale Andrea Girardi in qualità di consigliere al fianco di Luigi Brugnaro, mentre Vincenzo Marinese rimane amministratore delegato.
Luca Miani
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Roberto Agnellini è nato a Brescia il 15 settembre 1952, è sposato e ha quattro figli. Dal punto di vista imprenditoriale ha sempre lavorato nel settore siderurgico, occupandosi in particolare della commercializzazione delle lamiere in ferro: da due anni amministra il gruppo Dante Vecchiato che gestisce tre gallerie d'arte moderna e contemporanea a Padova, in piazzetta San Nicolò, via Dondi dell'orologio e via Alberto da Padova. L'ingresso nel Venezia Calcio rappresenta la sua prima esperienza nel mondo dello sport, al quale si è fin qui approcciato sempre da spettatore come appassionato del Brescia del rumeno Hagi a metà anni '90 e di Roberto Baggio negli anni più recenti.
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(M.D.L.) A Brescia le celebrazioni per commemorare le vittime della strage di piazza della Loggia a distanza di 32 anni si sono svolte proprio due giorni fa. Il 28 maggio 1974 nel cuore della città lombarda un atto terroristico durante una manifestazione organizzata dal Comitato Permanente Antifascista portò al decesso di otto persone e al ferimento di altre centotrè. Quel giorno il corteo stava protestando contro l'escalation di violenza verificatosi a Brescia nei primi anni '70 per mano di gruppi prevalentemente giovanili di estrema destra. E proprio uno dei più eclatanti tra quegli episodi con la sede della Federazione del Partito Socialista devastata da un ordigno al tritolo nella notte del 3-4 febbraio 1973 vide coinvolto Roberto Agnellini (Kim Borromeo, Danilo e Adalberto Fadini, Franco Frutti e Alessandro D'Intino gli altri): il socio mancato del Venezia Calcio fu infatti arrestato assieme ad altri cinque giovani di Avanguardia Nazionale, tutti individuati rapidamente dalle Forze dell'Ordine, condannati a tre anni di reclusione, salvo poi ritrovare la libertà provvisoria dopo dieci mesi. I colpevoli in sostanza risultavano far parte di un'organizzazione assai più ampia e articolata riferibile a quel Carlo Fumagalli che all'epoca era il leader del gruppo eversivo dei Mar (Movimenti Armati Rivoluzionari). Roberto Agnellini il 9 maggio del 1974 subì poi un secondo arresto proprio assieme a Fumagalli e a un'altra decina di persone: anche per questo motivo il suo nome risulta estraneo all'attentato di piazza della Loggia che si verificò 19 giorni dopo la sua carcerazione.
Il Gazzettino




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