| Lunedi 22 Maggio 2006 - 14:17 | Stefano Vernole |
di Stefano Vernole
Tutti eravamo convinti che di “infinito” ci fosse solo la “guerra infinita” voluta dall’Amministrazione Bush dopo l’11 settembre 2001, ora ci stiamo convincendo che dovremo convivere per sempre con un altro ricatto: l’impossibilità di criticare Israele.
Proprio mentre il popolo palestinese sta letteralmente morendo di fame a causa dell’assedio operato dall’entità sionista nei Territori Occupati, il professore universitario Asor Rosa, in quota Comunisti Italiani, denuncia di essere stato escluso dal governo Prodi a causa del veto posto dalla comunità ebraica italiana.
Lo stesso giorno Massimo D’Alema, neo-ministro degli Esteri, è costretto a fornire “garanzie” dopo un violento attacco della stampa israeliana, che lo aveva definito “antisemita” e “troppo amico dei palestinesi” (il che rappresenta peraltro una contraddizione in termini, visto che gli unici semiti in quella terra sono proprio gli arabi palestinesi).
Non è quindi bastato il discorso inaugurale di Giorgio Napolitano, nel quale il presidente della Repubblica ribadiva la storica amicizia tra Italia e Israele (oltre ovviamente agli intoccabili “legami transatlantici”, si sa gli USA ci vogliono bene e non passa giorno che ce lo ricordino …) a rasserenare la lobby sionista nostrana, evidentemente preoccupata dalla sola presenza di tendenze contrarie allo “scontro di civiltà” nel costituendo esecutivo di Roma.
Eppure la stessa Rifondazione Comunista non si è sottratta al suo ruolo di finta opposizione.
Durante la votazione per l’elezione del nuovo segretario del PRC, Franco Giordano, è stata bocciata una mozione dell’ala di Ferrando (sì, ancora lui, quello escluso dalle candidature perché ha chiamato “resistenti” gli iracheni che combattono l’occupazione e si è augurato la fine dell’entità sionista) che chiedeva il ritiro immediato delle truppe italiane presenti in Iraq, Afghanistan, Bosnia e Kosovo (cioè il programma su cui Rifondazione Comunista aveva richiesto ed ottenuto i voti nelle ultime consultazioni politiche …); tra coloro che hanno votato contro non vi è solo la maggioranza legata a Bertinotti, ma anche le due correnti “Sinistra critica” ed “Ernesto”, in teoria le più massimaliste (trozkisti esclusi).
Prodi può così rimanere tranquillo, sapendo che le sue promesse possono tranquillamente essere rimandate; non a caso, appena il generale Madeddu ha calcolato che entro agosto i soldati italiani potrebbero essere rimpatriati dall’Iraq, il nuovo capo del governo ha parlato di “ritiro entro il 2006”: insomma ne riparliamo a Natale… perchè nel frattempo possono arrivare i nuovi ordini, cioè (pardon) i nuovi “regali” dei “liberatori”.
A rigor di logica si dovrebbe inoltre denunciare l’ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, per aver portato l’Italia in guerra (questo infatti si è capito dal discorso prodiano, in Iraq c’è la guerra!) violando la Costituzione, ma dubitiamo che un solo parlamentare avrà il coraggio di mettere in pratica questo legittima iniziativa.
Con il triangolo Draghi, Prodi e Napolitano, i cosiddetti “poteri forti” possono dormire sonni tranquilli, le truppe di Tel Aviv continuare ad uccidere impunemente e far cadere i governi sgraditi, gli Stati Uniti scatenare guerre senza timore di ritorsioni, ma una volta tanto prendiamocela con il nostro “popolo” che evidentemente di meglio quando si va a votare non riesce ad esprimere …




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