Esteri
YANGON (Reuters) - La giunta militare del Myanmar ha imposto oggi un altro anno di arresti domiciliari al premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi nonostante le pressioni internazionali per il suo rilascio, riferisce una fonte del governo.
Allo scadere dei sei mesi di domiciliari, i generali al potere nell'ex Birmania hanno infranto la speranza che la 60enne icona della democrazia fosse liberata, intensificando anzi la sicurezza davanti alla sua casa sul lago a Yangon.
Polizia e transenne tengono lontano il traffico.
L'incontro di Suu Kyi una settimana fa con un alto funzionario delle Nazioni Unite - il suo primo contatto con una persona esterna in due anni - aveva dato a diplomatici e membri della Lega Nazionale per la Democrazia (Nld) motivi di pur cauto ottimismo.
Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ieri aveva lanciato un appello direttamente al capo supremo della giunta, Than Shwe, a liberare "la signora", come viene chiamata in Myanmar.
"Faccio affidamento su di lei, generale Than Shwe, perché faccia la cosa giusta", aveva detto Annan.
Suu Kyi ha trascorso oltre dieci degli ultimi sedici anni dietro le sbarre o agli arresti domiciliari. L'ultimo periodo di detenzione è iniziato "per la sua sicurezza" il 30 maggio del 2003, dopo scontri fra i suoi sostenitori e manifestanti filo-giunta.
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(AGI) - Washington, 27 mag . - L'amministrazione statunitense ha nuovamente chiesto il rilascio della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, dopo che la giunta militare di Myanmar ha stabilito che dovra' restare per altri 12 mesi agli arresti domiciliari.
"Rinnoviamo il nostro invito al regime birmano a rilasciare lei e gli altri detenuti politici, e a avviare un dialogo sincero e globale necessario per favorire la riconciliazione nazionale e l'instaurazione della democrazia", ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato


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