Avrebbero voluto raggiungere il monumento del milite ignoto nei giardini intorno al Cremlino, e concludere la marcia con un presidio davanti al municipio di Mosca. Ma i 200 partecipanti al primo gay pride nella storia della Russia, organizzato nonostante il veto del sindaco Luzhkov, nel 13° anniversario della cancellazione dell'omosessualità dall'elenco dei reati, non ci sono riusciti. A impedirglielo, al grido di "Sodoma non passerà", sono state anziane inviperite che li hanno sfidati inneggiando icone, pope ortodossi, ultranazionalisti inferociti. Ma soprattutto la polizia. 2mila agenti in tenuta antisommossa, tra cui 700 agenti dei reparti speciali, hanno caricato i manifestanti, arrestandone oltre un centinaio, ora denunciati per avere partecipato a una manifestazione non autorizzata. Lo scontro si è fatto più cruento quando alcuni attivisti gay hanno sparato petardi contro la Duma, la camera bassa del parlamento russo. I poliziotti li hanno colpiti con i manganelli, scatenando un parapiglia in tutta la Piazza Rossa, che avrebbe avuto conseguenze anche peggiori se 150 picchiatori dell'estrema destra politica fossero riusciti a entrare in contatto con gli attivisti gay.
Fonte:
http://www.tg5.mediaset.it/


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