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    Predefinito Finanziarie, Debito pubblico, Banche e Signoraggio

    Ho aperto questo 2ad più per imparare da voi!!!


    FINANZIARIA, DEBITO PUBBLICO: la favola dell’orco
    La Banca centrale europea è composta dai soci azionisti che ricevono il Signoraggio (quota che ricevono in percentuale sull’euro): Banque Nationale de Belgique 2,83%, Danmarks Nationalbank 1,72%, Deutsche Bundesbank 23,40%, Bank of Greece 2,16, Banco de Espana 8,78%, Banque de France 16,52%, Central Bank & Financial Services Authority of Ireland 1,03%, Bankitalia 14,57%, Banque centrale du Luxembourg 0,17%, De Nederlandsche Bank 4,43%, Oesterreichische Nationalbank 2,30%, Banco de Portugal 2,01%, Suomen Pankki 1,43% Sveriges Riksbank 2,66% e la Bank of England che incassa il 100% del signoraggio sulla Sterlina e il 15,98% del signoraggio sull’Euro.
    Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse.
    Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse.
    Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche): la massa monetaria globale è costituita dal 2% di moneta metallica, circa l’8% dalla moneta cartacea e il 90% da moneta scritturale!!!
    La Banca centrale europea ha gli stessi privilegi che ha avuto la lira dal 1893 con la Banca d'Italia società anonima, poiché la Bce è una banca privata.
    Esempio: la Bce (che stampa ed emette privatamente il denaro, presta al cittadino mille euro al tasso d'interesse del 15%. Alla scadenza pattuita, il cittadino restituisce la somma di 1150 euro che per la banca sono lordi solo per il fatto che alla somma và detratta soltanto la spesa per la stampa del denaro che è di circa 0,05 cts di euro per banconota! (per la moneta, invece spende circa 15 cts), che in questo caso se presta al cittadino una banconota da mille invece che 10 da 100 la spesa è ancora più irrisoria.
    Se la banca per esempio brucia 1000 euro, in effetti ha bruciato solo 0,05 cts ma se il 1000 euro lo presta a te anche senza interessi, lei ne riceve netti 999,95 che tu hai sudato per farne netti 1000 ma lei in realtà ha sudato per tirarne fuori solo 0,05 cts!!! e intascarne netti 999,95 mentre se il 1000 euro se lo fosse tenuto in cassaforte sarebbe rimasto di valore di 0,05 cts: stesso discorso per la moneta.
    Dice Marco Saba del Centro studi monetari: "L'attuale Bankitalia S.p.A. come quota di Signoraggio ha il 14,7%...ci sono poi le banche che partecipano a questo Signoraggio perché sono parte del sistema, cioè la Banca d'Inghilterra, della Svezia e della Danimarca le quali hanno un altro vantaggio in quanto non avendo adottato l'euro internamente, ma avendo la loro moneta nazionale prendono il 100% sul Signoraggio della loro moneta e in più una fettina di quello europeo. In sostanza gli italiani senza saperlo stanno pagando le tasse a questi tre paesi!!!.".
    Ma perché i Governi indebitati con le banche nonostante vedano salire l'impagabile debito pubblico (che è generato dal denaro prestato dalla banca allo Stato col quale paga i funzionari pubblici) non sono loro a far stampare ed emettere il denaro per lo Stato (quindi per il popolo) ma lascia ai banchieri privati tale privilegio e guadagni?
    Circa 10 anni orsono, il Sottosegretario Vegas della Bankitalia ad una simile domanda postagli, rispose di come nell'attuale dottrina economica ed opinioni pubbliche degli Stati europei fosse avvertita e radicata l'esigenza "di non concentrare nelle mani di uno stesso soggetto politico, quale potrebbe essere l'autorità di governo, il potere di creare moneta e quello di spenderla, onde impedire che la moneta diventi strumento di lotta politica"; e ricordò che tale esigenza aveva trovato esplicito riconoscimento giuridico nel Trattato di Maastricht.
    Finalmente con la Bankitalia S.p.A. dal 1893 abbiamo dei cittadini che con le nostre opinioni espresse pubblicamente, magari anche con referendum, li abbiamo collocati in sistemi bancari che restano onesti, puliti e competitivi mentre in politica tutti sono disonesti oppure se onesti, arrivati nelle sfere governative diverrebbero disonesti!!!...eppure, secondo le cronache riportate dai quotidiani, almeno in Italia le banche hanno avuto ed hanno i loro sporchi affari: 1992 settembre nero italiano, dove scomparve la lira dallo Sme, Banco Ambrosiano, Marcinkus – Vaticano – Sindona, Calvi....
    Oggi come ieri, i banchieri sono anche i politici con cui banchettano e che ci propinano la bufala del Debito pubblico e del suo saldo insaldabile con le mostruose finanziarie! E’ ora che lo Stato italiano (vale per tutti) si riappropri del Diritto di sovranità e stampare ed emettere la propria "carta straccia e nulla, cioè scritturale" anche se memori del fatto che nel 1865 veniva ucciso il Presidente Abraham Lincoln (emissione di dollari di Stato: Greenbacks), James A. Garfield nel 1913 per aver denunciato il dominio bancario privato sulla Federazione degli Stati Uniti, John F. Kennedy nel 1963 per aver fatto stampare banconote di Stato che furono subito ritirate dopo il suo assassinio e si pensa che almeno altri 4 Presidenti furono uccisi....e la Federal Reserve a tuttoggi non è neanche una società americana poiché è registrata a Puerto Rico e che per Bankitalia S.p.A. ci sono voluti più di 100anni per avere i nomi dei soci con le relative partecipazioni in quote nell’anno 2004: Gruppo intesa 27,17%, Gruppo S. Paolo 17,44%, Gruppo Capitalia 11,14%, Gruppo Unicredito 10,97%, Assicurazioni Generali 6,33%, INPS 5%, Banca Carige 3,95%, BNL 2,83, Monte dei Paschi di Siena 2,50, Gruppo La Fondiaria 2%, Gruppo Premafin 2%, Cassa di Risparmio di Firenze 1,85%, RAS 1,33%, Popolare italiana 1,22%...per un totale di 95,73 di soci, ma l’altro 4,27% di chi è? Sono ignoti! Vietato sapere per Legge i nomi dei padroni di Bankitalia S.p.A. e pertanto restano ignoti.

    (da Internet: Signoraggio, Draghi e Britannia, Brigantaggio... oppure: http://www.movisol.org/soros3.htm, www.centrostudimonetari.org.

  2. #2
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    Una sentenza condanna via Nazionale al pagamento del reddito
    monetario, dichiarandolo illegittimo, accogliendo il ricorso dell'Adusbef
    "Bankitalia restituisca il signoraggio"
    In arrivo un progetto di legge
    Lannutti e Benvenuto (Ds): "Stiamo studiando le modalità"
    di ROSARIA AMATO


    Il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti

    ROMA - Un progetto di legge per costringere la Banca d'Italia a restituire allo Stato italiano quanto incassato a titolo di 'diritto di signoraggio', cioè di differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale. E quindi, in base a quanto ha stabilito con una recente sentenza il giudice di pace di Lecce Cosimo Rochira, cinque miliardi di euro per il periodo compreso tra il 1996 e il 2003. "Vorremmo che tale cifra venisse destinata alle vittime dei crack finanziari", ha detto Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, l'associazione dei consumatori che ha avviato e sostenuto il ricorso al giudice di pace.

    "Stiamo verificando la messa a punto di questo progetto di legge con gli esperti - conferma il deputato dei Ds Giorgio Benvenuto - lo proporremo a tutta l'Unione, e anche ai parlamentari della maggioranza che, almeno a parole, hanno sempre preso posizione contro il governatore Fazio".

    Il diritto di signoraggio, spiega Rochira nella sentenza, del 26 settembre 2005, nasce in passato, "quando la circolazione era costituita soprattuto da monete in metalli preziosi (oro e argento)" e "ogni cittadino poteva chiedere al suo sovrano di coniargli monete con i lingotti d'oro e d'argento che egli portava alla zecca".

    "Il sovrano - continua la sentenza - ponendo la sua effigie sulla moneta, ne garantiva il valore. In cambio di questa garanzia, tuttavia, tratteneva per sè una certa quantità di metallo: l'esercizio di questo potere sovrano veniva chiamato signoraggio". In definitiva, si tratta di una sorta di "reddito monetario" che la Banca d'Italia ha incassato regolarmente e, a giudizio dell'avvocato Rochira, illegittimamente. "Il C.T.U. (n.d.r. consulente tecnico d'ufficio) nella sua relazione - scrive infatti il giudice di pace nella sentenza - ha chiarito che il reddito dell'istituto, causato dall'attività e dalla circolazione di moneta posta in essere dalla collettività nazionale, dovrebbe vedere lo Stato quale principale beneficiario e non gruppi di privati". Cioè le banche che di fatto sono proprietarie della Banca d'Italia.
    Cita:
    Scritto in origine da grilloparlante
    scusate........................
    La mia non è una provocazione, sono domande serie a cui vorrei se possibile delle risposte altrettanto serie. Se qualcuno riesce a chiarirmi le idee, grazie.


    Il Debito pubblico è il debito che lo Stato contrae con le banche per pagarsi i propri funzionari (politici, auto blù, ministri, ecc. ecc.) poiché quest'ultime gli prestano il denaro che loro hanno in potere (non reale!!!) di emettere!! e lo Stato per sopperire al denaro emette le Obbligazioni di borsa ma quest'ultime vengono inevitabilmente comperate da chi ha soldi: cioè da chi emette banconote! (perché non fare al contrario?)
    per saperne di più e fartene un'idea tua personale:
    http://www.mclink.it/personal/MC0823/

    Una sentenza condanna via Nazionale al pagamento del reddito
    monetario, dichiarandolo illegittimo, accogliendo il ricorso dell'Adusbef
    "Bankitalia restituisca il signoraggio"
    In arrivo un progetto di legge

    Lannutti e Benvenuto (Ds): "Stiamo studiando le modalità"
    di ROSARIA AMATO


    Il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti

    ROMA - Un progetto di legge per costringere la Banca d'Italia a restituire allo Stato italiano quanto incassato a titolo di 'diritto di signoraggio', cioè di differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale. E quindi, in base a quanto ha stabilito con una recente sentenza il giudice di pace di Lecce Cosimo Rochira, cinque miliardi di euro per il periodo compreso tra il 1996 e il 2003. "Vorremmo che tale cifra venisse destinata alle vittime dei crack finanziari", ha detto Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, l'associazione dei consumatori che ha avviato e sostenuto il ricorso al giudice di pace.

    "Stiamo verificando la messa a punto di questo progetto di legge con gli esperti - conferma il deputato dei Ds Giorgio Benvenuto - lo proporremo a tutta l'Unione, e anche ai parlamentari della maggioranza che, almeno a parole, hanno sempre preso posizione contro il governatore Fazio".

    Il diritto di signoraggio, spiega Rochira nella sentenza, del 26 settembre 2005, nasce in passato, "quando la circolazione era costituita soprattuto da monete in metalli preziosi (oro e argento)" e "ogni cittadino poteva chiedere al suo sovrano di coniargli monete con i lingotti d'oro e d'argento che egli portava alla zecca".

    "Il sovrano - continua la sentenza - ponendo la sua effigie sulla moneta, ne garantiva il valore. In cambio di questa garanzia, tuttavia, tratteneva per sè una certa quantità di metallo: l'esercizio di questo potere sovrano veniva chiamato signoraggio". In definitiva, si tratta di una sorta di "reddito monetario" che la Banca d'Italia ha incassato regolarmente e, a giudizio dell'avvocato Rochira, illegittimamente. "Il C.T.U. (n.d.r. consulente tecnico d'ufficio) nella sua relazione - scrive infatti il giudice di pace nella sentenza - ha chiarito che il reddito dell'istituto, causato dall'attività e dalla circolazione di moneta posta in essere dalla collettività nazionale, dovrebbe vedere lo Stato quale principale beneficiario e non gruppi di privati". Cioè le banche che di fatto sono proprietarie della Banca d'Italia.


    In definitiva, alla figura storica del sovrano si sostituisce lo Stato nella persona dei suoi cittadini come beneficiario del diritto, ragiona Rochira, e non la Banca d'Italia, con i suoi 'azionisti', e cioè le varie banche, citate dalla stessa sentenza: Gruppo Intesa, Gruppo SanPaolo Imi, Gruppo Assicurazioni Generali, Bnl, ecc. Conclusione: la Banca d'Italia è stata condannata a restituire al cittadino che ricorreva in giudizio la sua 'quota', e cioè 87 euro.

    Se si moltiplicano 87 euro per il numero di cittadini italiani, poco più di 58 milioni, si ottiene la cifra globale di cinque miliardi. Che l'Adusbef farà in modo di ottenere perseguendo due strade, spiega Lannutti: "Faremo vari atti di citazione, facendo costituire in giudizio un centinaio di consumatori per volta. E, poichè la sentenza è esecutiva, se la Banca d'Italia non paga pignoreremo una delle scrivanie del governatore".

    La seconda strada è quella di presentare un progetto di legge per la restituzione globale dei cinque miliardi di lire, da destinare alle vittime dei crack finanziari. Anche perchè, denuncia Benvenuto, l'attuale 'fondo' annunciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti appare molto lontano dall'obiettivo: "Ci troviamo di fronte a questi fuochi d'artificio, a questi annunci sensazionali. Questo fondo è una specie d'imbroglio, dal momento che perchè diventi operativo devono passare almeno dieci anni. E forse, nel frattempo i diritti dei truffati cadranno in prescrizione".

    La Banca d'Italia si è regolarmente costituita in giudizio attraverso un collegio di tre avvocati che hanno eccepito "l'infondatezza nel merito delle richieste avversarie". Alla domanda su cosa avverrà adesso, dopo la sentenza, l'ufficio stampa di via Nazionale ha risposto di non saperne nulla e di non essere in grado di saperne nulla neanche nelle prossime ore.

    (7 ottobre 2005)

  3. #3
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    http://www.dimensionidiverse.it/dblo....asp?s=Finanza
    Finanza


    Di seguito gli articoli pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

    > ordine inverso

    Finanza Fondi e risparmi solidali
    13/01/2006


    Sono una cinquantina i prodotti di finanza "etica" oggi a disposizione del risparmiatore sul mercato italiano. ... >> continua


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    Finanza La politica monetaria del FMI
    13/01/2006


    Il FMI finge di prestare miliardi (ricchezza immaginaria, si crea digitando numeri al computer) e pretende in pagamento degli interessi materie prime, agricole, manufatti e servizi (ricchezze reali, frutto
    del lavoro di tutta la popolazione). ... >> continua


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    Finanza Cosa sono le monete comunitarie
    13/01/2006


    Monete ComunitarieLe monete comunitarie (definite anche monete complementari, sociali, locali) sono strumenti pratici di riappropriazione dell'economia, che chiunque può "costruire" per favorire la nascita, a partire dal proprio territorio, di una società più giusta e solidale. ... >> continua


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    Finanza Il Muro e la Banca Mondiale
    13/01/2006


    «Win-win» nel gergo neoliberista della Banca mondiale significa più o meno «prendere due piccioni con una fava». Ovvero riciclare per virtuoso qualcosa che virtuoso non è. ... >> continua


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    Finanza Quale banca per un mondo che cambia?
    13/01/2006


    Una sintesi della relazione del Comitato Etico uscente. ... >> continua


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    Pagine: 1 2

  4. #4
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    La vera storia della BANCA D’ITALIA
    Di Nereo Villa
    "Ma la BANCA D’ITALIA ha interessi pubblici ed è privata? - commenta un cittadino - Come mai? Evidentemente si vogliono nascondere i veri proprietari… che a quanto pare non sono gli italiani, cioè lo Stato Italiano... Se non è così, com'è?Giornali e televisioni ogni tanto dicono che il popolo italiano ha un mostruoso debito pubblico, ma nessuno dice verso chi è debitore... Com'è questa storia? E' così difficile saperla? O forse la spiegazione è semplicissima: è soltanto una truffa, una grande truffa!!!"
    Un po' di storia allora:
    Pare che il 1861 sia stato l'anno dell'unità d'Italia.
    Una dozzina di anni prima - nel 1849 - si costituiva in Piemonte la banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata.
    Il maggiore interessato, Cavour - che aveva interessi propri in quella banca(1) - impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato.
    Si ebbe così una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato!
    A quei tempi l'emissione di carta moneta veniva fatta solo dal piemonte.
    Il Banco delle Due Sicilie emetteva invece monete d'oro e d'argento.
    La carta moneta del Piemonte aveva anch'essa una riserva d'oro - circa 20 milioni - ma il rapporto era: tre lire di carta per una lira d'oro, dunque una "convertibilità in oro" fra virgolette.
    Inoltre, per le continue guerre che i savoiardi facevano, anche quel simulacro di convertibilità crollò, tanto che la carta moneta piemontese - per l'emissione incontrollata che se ne fece - era diventata carta straccia già prima del 1861.
    Ma torniamo ai fatti. Conquistata tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati.
    E dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d'Italia.
    Con l'occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia - di raccogliere dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.
    Quell'oro pian piano passò nelle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d'Italia non risultasse averne nella sua riserva, e nonostante appunto tutto quell'oro rastrellato al Sud. Come avevano fatto? Avevano dato a tutto quell'oro una via "sociale", naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l'occasione come socie - guarda un po' - della banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.
    Le ruberie operate, e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1° maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro.
    Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato, per finanziarsi, iniziava a chiedere carta moneta a una banca privata.
    Lo Stato quindi, a causa del genio di Cavour e soci, cedette da allora la sua sovranità in campo monetario, affidandola a dei privati, che non ne avevano - non ne hanno e mai dovrebbero averne alcun titolo o diritto - in quanto la sovranità per sua natura non è cedibile. Essa è del popolo e dello Stato che lo rappresenta.
    Oltretutto da quando nel 1935 fu decretato definitivamente che la lira non era più ancorata all'oro, si ebbe che il valore della carta moneta derivò da allora semplicemente e unicamente dalla convenzione di chi la usa e di chi l'accetta come mezzo di pagamento.
    La carta moneta, dunque, è carta straccia. Ne consegue che alla banca d'Italia - che è privata - e alla quale si dovrebbe pagare il debito pubblico, in realtà non si deve dare nulla.
    E' necessario, infine, ricordare che le quote attuali dell'attuale banca d'Italia sono possedute da varie Casse di Risparmio, da Banche e da Assicurazioni, cioè da altri enti privati su cui la banca d'Italia dovrebbe vigilare.
    Da tutta questa storia si può facilmente capire in mano a chi siamo e che, dato che la banca d'Italia ha un immenso potere finanziario e politico, qualsiasi governo in Italia conta come il due di coppe.

  5. #5
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    E per Via Nazionale rischio megarisarcimento ( La Repubblica del 30/09/2005 )
    E per via Nazionale rischio megarisarcimento il caso Sì al ricorso di un cittadino contro il "signoraggio" ROMA
    - Il primo colpo al diritto di signoraggio arriva da un giudice di Pace di Lecce, Cosimo Rochira. Ha condannato la Banca d'Italia a pagare 87 euro a un cittadino italiano. Il motivo? Bankitalia ha trattenuto indebitamente una somma che di diritto spetta allo Stato italiano. E' un istituto antico il signoraggio, che ha perso valore col tempo. Una volta il sovrano batteva monete d'oro, ne garantiva il valore e in cambio della garanzia tratteneva una parte di quell'oro. Non è più così, nemmeno le riserve auree garantiscono più la moneta. Tanto che sulle banconote è sparita la scritta "pagabili al portatore". Il signoraggio però è rimasto e i proventi finiscono nelle casse di Bankitalia. "Il problema e da qui la condanna - spiega l'avvocato Antonio Tanza dell'Adusbef, che ha curato la causa - è che da anni Palazzo Koch non appartiene più allo Stato, ma a banche private. Dunque i cittadini hanno continuato a pagare quella che è diventata una sorta di tassa agli istituti di credito, in violazione dello stesso statuto della Banca d'Italia che all'articolo 3, comma 3 parla chiaro: la banca appartiene allo Stato". Quindi, è stata la conclusione del giudice la sottrazione del reddito da signoraggio in danno alla collettività è di 87 per singolo cittadino. E gli altri? "Il nostro obiettivo spiega - Tanza - è chiedere che il maltolto venga restituito allo Stato. Si tratta di circa 5 miliardi di euro". E' già pronta una lettera aperta al ministro dell'Economia Tremonti. (b.ar.).

  6. #6
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    Vicenda Banca d’Italia: solo una lotta di potere per il Signoraggio?

    di Pierluigi Paoletti www.centrofondi.it


    9 settembre 2005
    La pietra dello scandalo è stata portata alla luce alla fine del 2003 da un'analisi dell'ufficio studi di Mediobanca sui bilanci delle banche italiane dal quale è emerso che gli azionisti di Bankitalia sono le stesse banche che la BdI deve controllare, la cosa viene riportata solo dal Sole 24 ore e da Famiglia Cristiana.

    Da quel momento tutta la parte indipendente della comunità finanziaria poi seguita da moltissime altre persone sensibili al problema, ne parla e solleva il caso Bankitalia alimentato in seguito dagli scandali sul collocamento da parte delle banche delle obbligazioni Argentina, Cirio e Parmalat. La Lega e Tremonti, allora super ministro dell’economia e del Tesoro si schierano apertamente contro Fazio,. Tutto però si ridimensiona con le dimissioni forzate di Tremonti e anche la Lega ritorna sui suoi passi dopo che Bankitalia ha evitato il fallimento alla banca della Lega Credieuronord, facendola acquisire dalla Popolare di Lodi oggi Popolare Italiana di Fiorani.

    Fino ad allora Fazio ha sempre agito con la disinvoltura e la spavalderia di chi godeva della copertura politica del governo che l’ha difeso a spada tratta in molte occasioni, a volte anche contro l’evidenza come nel caso Cirio e Parmalat, fino a questa estate quando con le intercettazioni telefoniche che hanno messo in piazza gli intrecci con la cricca di Fiorani & c. si è rotto qualcosa.

    Da quel momento tutti i mass media, che fino ad allora avevano scelto la strada dell’omertà, si sono schierati contro Fazio ed anche la copertura politica che lo ha sempre accompagnato, grazie anche alle bordate del ministro Siniscalco, si è notevolmente affievolita facendo stringere sempre più il cerchio attorno al Governatore della Banca d’Italia che non vuole dimettersi.

    Il consiglio dei ministri in tutta fretta ha varato le linee guida della riforma di Bankitalia introducendo un mandato a termine per il Governatore e l’intenzione di riportare in mani pubbliche la Banca Centrale e molti giornali hanno riportato anche diversi nomi graditi a Ciampi che potrebbero sostituire Fazio a via Nazionale: Tommaso Padoa Schioppa, Mario Draghi, Mario Monti oltre allo stesso Siniscalco.

    L’intera vicenda ha qualcosa di strano: perché questo improvviso accanimento di mass media e politici contro Fazio?
    Non credo infatti alla storia della credibilità internazionale dell’Italia sbandierata da tutti. Sotto, secondo me, c’è dell’altro.

    Se notate bene tutte le persone citate in neretto protagoniste della vicenda, fanno parte di quella che Marco Saba, ricercatore del Centro Studi Monetari, chiama le Brigate Rothschild, ammesse al Bildeberg group circolo ristrettissimo che decide delle sorti del mondo e sono tutte schierate contro l’attuale Governatore mentre sappiamo che il religiosissimo Fazio è benvoluto dal sen. Giulio Andreotti e dall’Opus Dei.

    La richiesta delle dimissioni di Fazio nasconderebbero allora una lotta di potere tra Banchieri e Opus Dei?

    E per quali oscuri motivi si contenderebbero la guida della Banca d’Italia?

    Probabilmente per controllare i proventi dal signoraggio italiano incamerati dalla Banca d’Italia attraverso la sua partecipazione nella BCE.

    In ballo infatti c’è una cifra pari al debito pubblico di cui lo Stato italiano è debitore nei confronti della Banca Centrale (1.439.755 milioni di euro nel 2004).

    Lo stato infatti per un oscuro motivo ha rinunciato alla facoltà di emettere il denaro di cui ha bisogno e l’ha ceduta prima alla BdI e oggi alla BCE.
    Facendo ciò non si indebita per il solo costo di stampa delle banconote, come sarebbe naturale visto che la valuta non ha alcuna copertura, ma per il loro valore facciale e su quello emette i titoli di stato (BOT BTP CTZ ecc.) i cui proventi vanno interamente alla Banca Centrale per aver stampato le banconote.

    E scandalo nello scandalo, nel bilancio della Banca Centrale al passivo non figurano i costi tipografici (carta, inchiostro ecc), ma il valore facciale delle banconote e all’attivo il ricavato della vendita dei titoli di stato con la conseguenza che i bilanci sono sempre vicini al pareggio.

    Il fatto che per una convenzione il mercato dia valore a dei semplici pezzi di carta non significa che questi siano ricchezza – quella gliela diamo noi accettandola in cambio del nostro lavoro- in realtà sono sempre e solo pezzi di carta colorata e poiché è solo questo che fornisce la Banca Centrale, in bilancio dovrebbe essere iscritto al passivo solo il costo di produzione di questi biglietti colorati (pochi eurocent a banconota invece che 50-100-500 euro).

    Con il quasi pareggio di bilancio, gli utili da spartire tra l’azionariato sono molto esigui e quindi l’operazione del governo di riportare le azioni di Bankitalia in mano pubblica risulta essere solamente un’operazione di facciata, utile solo a togliere ai controllati (le banche) la proprietà del controllore (Bankitalia), mentre rimane tuttora un mistero la strada che prende il denaro derivante dalla vendita dei titoli di stato (Signoraggio).

    Speriamo che qualcuno prima o poi faccia luce anche su questo che non è, purtroppo, solo un “giallo” italiano.

  7. #7
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