Premetto che non ho scritto questo post per accendere inutili discussione riguardanti il fascismo e il suo leader, i quali però sono costretto a tirare in ballo per i parallelismi che non pochi fanno col leader dell'Italia nel Ventennio e Silvio Berlusconi.
Oramai troppo spesso leggo su Politica On Line, sui giornali, alla televisone e più in generale per strada che il leader del più grande partito d'Italia, con quasi dieci milioni di elettori, nonchè leader di uno schieramento definto Casa delle Libertà che fino a prova contraria ha l'appoggio della metà del paese è paragonato ad una persona (Mussolini) che ha caratterizzato la storia del nostro paese più di 60 anni fa, in mutate condizioni politiche, sociali, economiche e culturali.
L'invidia verso una persona che nel bene o nel male ha guidato il governo per cinque anni, ha portato a termine riforme delicatissime, e quasi è riuscito a rifare il colpaccio alle elezioni politiche ha portato buona parte della sinistra a diffondere un clima da Piazzale Loreto verso una persona che col fascismo e il suo leader ben poco centra.
Ho detto clima da Piazzale Loreto perchè è da li che purtroppo si fondano le basi del nostro odierno ordinamento.
Non sono nè fascista nè un nostalgico e non voglio nè giudicare nè commentare il clima che in quel tempo ha portato certa gente a compiere ciò che è stato fatto in quel luogo ma che ha dimostrato invevitabilmente che buona parte di coloro che si definivano migliori dei fascisti alla fine si sono dimostrati tali e quali ai nemici che combattevano.
Sono passati tanti anni e ragion vorrebbe che il clima di allora fosse sorpassato e la pacificazione tra gli italiani avvenuta ma purtroppo ciò non è così.
Viviamo ancora tra gente che fischia coloro che hanno partecipato alla resistenza (vedi la Moratti e suo padre) per difendere chissà quali e, a questo punto, insignificanti ideali dato che per essere difesi devono calpestare perfino la dignità di un ultraottantenne.
Viviamo ancora tra gente che vuole negare a coloro che secondo alcuni combatterono dalla parte sbagliata il riconoscimento dei loro caduti, a celebrare il ricordo di un commilitone oppure solo a ricevere una pensione per una invalidità di guerra.
Conosciamo quotidianamente forme di odio per coloro che non si schierano a dogmi imposti da certe amministrazioni o certi personaggi e vengono infine tacciati di fascisti e reazionari solo perchè osano levare una piccola protesta.
Di tutta questa gente Berlusconi è stato fatto il capro espiatorio e sta pagando quotidianamente con tutte le infamie e le offese, a volte anche fisiche, che li vengono rivolte da molta gente e spesso anche politici che dimostrano di essere più retrogradi di un analfabeta.
Da questo clima mi dissocio, lo ripudio perchè credo ancora che in Italia si possa dissentire senza offemdere a questa maniera una persona che ha avuto solo il torto di amare il suo paese e aver cercato di renderlo migliore per tutti.
Berlusconi non ha perso, e i suoi 9 milioni e mezzo di italiani, più quella metà del paese che lo ha riconfermato sono qui a testimoniarlo. Grazie Presidente


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