Di Thom Shanker, Eric Schmitt e Richard A. Oppel Jr.
26/05/06 "International Herald Tribune" -- -- WASHINGTON Nell'ambito di una indagine in corso da parte dagli investigatori militari del Pentagono sulla morte di decine di iracheni lo scorso novembre, si è venuto a sapere che una piccola brigata di marines si sarebbe macchiata di crimini di guerra, ovvero di uccisioni su larga scala e senza motivo di un cospicuo numero di civili iracheni.
Due avvocati che stanno seguendo da vicino la vicenda affermano che le indagini potrebbero concludersi con l'accusa di omicidio nei confronti di questi marines, una accusa che potrebbe comportare la loro condanna a morte secondo il Codice Militare di Guerra americano. Questa possibilità, unita al fatto che con il tempo stanno emergendo sempre più dettagli terrificanti sulla condotta di questi marines, ha reso particolarmente nervoso i piani alti del Pentagono, in quanto si potrebbe trattare del più grave caso di crimini di guerra da parte delle truppe americane in Iraq.
Alcuni ufficiali del Pentagono che sono impegnati nell'inchiesta hanno infatti riferito che sulla base dei risultati preliminari delle inchieste, alcuni civili uccisi ad Haditha, una città in preda all'anarchia e base di diversi gruppi guerriglieri anti americani che si trova nella provincia di Anbar a maggioranza sunnita, non sarebbero morti a causa dello scoppio di una bomba, come era stato riportato da fonti militari americane il giorno dell'incidente. E neppure per essersi trovati nel mezzo dello scambio di armi da fuoco tra marines e guerriglieri, come è stato poi affermato in seguito.
Invece sembrerebbe che i civili siano stati uccisi nell'ambito delle operazioni di rastrellamento durante un raid dei marines, durato tra le 3 e le 5 ore. Durante i rastrellamenti cinque uomini sarebbero stati uccisi vicino ad un taxi, mentre donne e bambini sarebbero stati massacrati mentre i marines effettuavano ricerche in due case vicine, come affermano gli investigatori del Pentagono.
In particolare questa ultimo episodio, descritta in modo minuzioso dagli investigatori, ha fatto ritenere ad un deputato che le uccisioni erano "metodiche e nella natura della missione".
Membri del Congresso e del Pentagono affermano che l'inchiesta effettuata dal Servizio Investigativo Criminale del Corpo dei Marines, si sta occupando in particolare delle azioni di un sergente del Corpo dei Marines che all'epoca era capo squadriglia. Ma secondo altre fonti del Congresso sarebbero sotto indagine anche decine di altri marines.
In base ai risultati delle indagini preliminare, la gran parte dei proiettili che ha ucciso i civili sarebbe infatti stata "sparata da almeno un paio di pistole".
Questo episodio è stato per la prima volta riportato a marzo sul settimanale Time, sulla base di racconti di superstiti e delle indagini effettuate dei gruppi per la difesa dei diritti umani. Negli ultimi giorni anche i deputati del Congresso hanno iniziato a parlare pubblicamente dell'episodio. Ma le ultime audizioni dei funzionari del Congresso e del Pentagono hanno aggiunto nuovi e terribili significativi dettagli. In ogni caso da parte di tutti coloro che sono a conoscenza dell'episodio è stato richiesto l'anonimato prima di parlare con i giornalisti.
Una seconda inchiesta parallela è stata ordinata dal secondo generale in capo in Iraq per esaminare l'ipotesi che i marines ad Haditha, o qualcuno dei loro superiori, abbiano tentato di insabbiare la storia, riportando storie false ai loro comandanti. Questa inchiesta, condotta da un ufficiale dell'esercito assegnato al quartier generale della Forza Multinazionale in Iraq, dovrebbe fornire i primi risultati nei prossimi giorni.
La situazione preoccupa talmente i piani alti del Pentagono che il comandante del Corpo dei Marines, il generale Michael Hagee, è dovuto volare da Washington a Baghdad giovedì, per rassicurare tutti, con una serie di discorsi, sul fatto che i marines americani impegnati in Iraq rispettano le leggi internazionali, la Convenzione di Ginevra e le regole di ingaggio dei militari americani.
"Le recenti accuse riguardanti azioni di marines in zona di combattimento mi hanno seriamente preoccupato", ha affermato Hagee in una dichiarazione rilasciata poco dopo la sua partenza. Questa dichiarazione non fa comunque menzione di alcun specifico episodio.
Il primo rapporto ufficiale, reso noto dai militari americani il 20 novembre scorso, affermava che "1 marines americano e 15 civili iracheni erano stati uccisi ieri dopo lo scoppio di una bomba", e che "subito dopo lo scoppio, i guerriglieri hanno attaccato il convoglio militare con l'uso di armi da fuoco".
Da allora gli investigatori del Pentagono hanno scoperto che i fatti si sarebbero svolti in maniera ben diversa da come è stato riportato all'inizio, in parte grazie alle dichiarazioni dei marines che hanno cooperato con l'indagine ed in parte grazie ai rapporti che sono stati inviati da unità separate che sono arrivate sul luogo dell'incidente per raccogliere informazione e documenti sull'attacco. Tutti questi rapporti contraddicono la versione originale dei marines, stando a ciò che affermano fonti del Pentagono.
Un alto funzionario del Dipartimento della Difesa che è stato intervistato, sotto condizione di anonimato, sui risultati delle indagini preliminari ha affermato che dei 24 iracheni di cui si è potuto verificare la morte nessuno era stato ucciso da una bomba improvvisata, così come affermato il 20 novembre.
Mentre Haditha ogni giorno era teatro di violenze e scambi di armi da fuoco, i marines sotto accusa, che erano stati assegnati al Terzo Battaglione della 1 Divisione di Marines, e che sono ora tornati a Camp Pendleton in California, non si erano "mai trovati in mezzo a quello che si può definire fuoco ostile di natura seriamente minacciosa", come affermano fonti del Pentagono. Tra coloro che erano stati uccisi dai marines in questione c'erano donne e bambini, così come i cinque uomini che viaggiavano su un taxi vicino a dove era scoppiata la bomba, che ha ucciso il caporale Miguel Terrazas di El Paso, in Texas.
Sebbene le indagini siano ancora in corso e si stia cercando di ricostruire l'intera vicenda, stando a ciò che è stato riferito dagli investigtori i cinque uomini nel taxi sarebbero stati costretti a fermarsi dinanzi ad un checkpoint dei marines, trascinati fuori e sparati.
La morte degli uomini nel taxi e delle donne e bambini nelle due case vicine, non è stato il risultato di un veloce e violento scambio di fuoco, come si voleva far credere all'inizio, stando a ciò che viene affermato dagli investigatori intervistati sull'andamento delle indagini.
"Non è stato uno scambio di fuoco improvviso, ma una operazione sostenuta che è durata diverse ore, forse fino a 5 ore", ha affermato un investigatore.
Inoltre anche le ulteriori testimonianze raccolte nelle case dove sono morti i civili iracheni contraddicono il rapporto iniziale secondo il quale i marines avrebbero dovuto rispondere al fuoco ostile per effettuare i controlli nelle case.
Sia i deputati che i senatori che sono stati informati dell'incidente di Haditha da parte di alcuni alti ufficiali dei Marines, incluso Hagee ed il Generale di Brigata John Kelly, il responsabile della giustizia militare dei Marines, hanno espresso forte preoccupazione riguardo la serietà delle accuse rivolte ai marines.
Il deputato John Kline, repubblicano del Minnesota ed ex colonnello dei marines, ha affermato che le accuse contro i marines ad Haditha indicano che "questo non è stato un incidente".
"Si è trattato di colpi diretti dai marines verso i civili", ha affermato Kline".
Ha poi aggiunto: "Non si è trattata della risposta ad un attacco, ma di una pura e semplice atrocità".
Le uccisioni ed il ruolo dei marines in queste uccisioni, sono visti con tale preoccupazione che gli alti ufficiali dei marines hanno deciso di informare i membri del Congresso la settimana scorsa e di nuovo questa settimana, sia mercoledì che giovedì.
Tali audizioni sono parte di uno sforzo per prevenire una esplosione di rabbia proveniente dal Congresso come quella che ha seguito lo scoppio dello scandalo degli abusi alla prigione di Abu Ghraib, che era stato per mesi obiettivo di indagine prima che i dettagli degli abusi fossero stati passati alla stampa e resi di dominio pubblico.
Tre ufficiali dei marines - il comandante del battaglione e due comandandi di compania di stanza ad Haditha in quel periodo - sono stati sospesi, sebbene le dichiarazioni ufficiali non facciano menzione di alcun legame tra questa decisione e le indagini in corso.
Alcuni avvocati che sono stati in contatto con i marines sotto inchiesta hanno invece fatto notare quale era la situazione caotica ad Haditha al momento delle uccisioni. E si attendono che gli avvocati difensori baseranno la propria strategia di difesa sul fatto che spesso i guerriglieri si nascondono tra i civili, che Haditha il giorno della sparatoria era stata presa di mira da una serie di attacchi dei guerriglieri sunniti e che i marines hanno semplicemente risposto all'alto livello di azioni ostili nei loro confronti.
Gran parte dell'area che circonda Haditha è infatti controllata dalla guerriglia sunnita che ha reso la città una delle più letali per le truppe americane.
Il 1 agosto, tre mesi prima del massacro, i guerriglieri avevano teso una imboscata ed ucciso sei cecchini dei marines che si muovevano a piedi nel centro di Haditha. Due giorni dopo, 14 marines sono stati uccisi quando i loro veicoli armati sono stati distrutti da un enorme scoppio di una bomba nascosta sotto la strada nei pressi del confine sud della città.
Thom Shanker ed Eric Schmitt hanno partecipato alla stesura dell'articolo dal loro ufficio di Washington, mentre Richard A. Oppel Jr. ha contribuito da Baghdad.
Fonte originale: vedi link in basso
Tradotto da putino
www.iht.com/articles/2006/05/26/news/attack.php




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