La kermesse è finita

Oggi si vota: poi finalmente si potrà costruire
di Gabriele Adinolfi (NoReporter)
Si vota a Roma , Milano, Torino e in tante altre città. Ci troviamo alla
fine di una maratona che dura oramai da quattro mesi cui seguirà, almeno lo
spero, un lungo periodo di tranquillità. Si è giunti a questo doppio
appuntamento in ordine sparso e con una crescente animosità. Ogni partito d'area
si è ritrovato in guerra con il vicino. Alcuni, per aver predicato troppo a
lungo la loro "durezza e purezza" salvo poi virare nel campo della CdL all'ultimo
minuto, si sono ritrovati anche a fare i conti con opposizioni interne,
malumori e scissioni.
La vittoria elettorale, certamente ambigua e dopata ma nondimeno ufficiale,
del centrosinistra ci ha consegnato nelle mani di un governo più antisociale
del precedente ma zeppo di quadri comunisti. Le massime cariche dello stato,
tutte, sono state affidate ai comunisti. Già s'intravedono i primi effetti
di questa virata: aggressioni rosse in piazza e atteggiamenti repressivi
della polizia. Alla d.r. si sente invocare sempre più spesso l'unità ma si
marcia in senso opposto. A Roma, ad esempio, si sono presentate ben cinque
liste di destra populista, radicale o estrema (Fiamma Tricolore, FN-FN,
Azione Sociale, Delfino e Sogno Italiano) e ciò quando corre per la poltrona
di sindaco il leader della destra sociale Alemanno e, quindi, esiste una
forte presenza radicale anche nelle liste di An.
È di ieri la notizia della nascita di un ennesimo partito che sembra aver
scelto un nome beffardo: "Uniti per l'Italia".
Bisogna rivedere tutto daccapo assai in fretta se si vuole uscire da quest'implosione
e dalla tendenza alla disgregazione che, oltretutto, visto il momento, è
anche pericolosa.
La fine delle campagne elettorali e dei relativi veleni va allora
festeggiata, sperando che si riesca da domani a compiere quel salto di
qualità, quel cambio di mentalità che incombono imperativamente.
Intanto auguriamo a tutti quelli che si sono impegnati in questa kermesse di
ottenere un risultato non disprezzabile. Tutti i militanti che hanno passato
notti insonni tra sudore e colla, impegnandosi anche in campi a rischio
(come, per Roma, San Lorenzo, Casalbertone o la Garbatella) meritano una
soddisfazione. E soprattutto il rispetto e la solidarietà dei militanti
degli altri partiti, benché gestioni incomprensibili ne abbiano fatto dei
concorrenti.
In bocca al lupo a tutti e apprestiamoci a girare pagina!