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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Un milione di nuovi cittadini itagliani

    Un milione di immigrati esulta
    Arriva la cittadinanza italiana
    Ridotti da 15 a 6 anni i tempi burocratici. Chi nasce qui acquisisce la nazionalità
    29/5/2006
    Giacomo Galeazzi





    ROMA. Il prossimo Consiglio dei ministri del 1° giugno potrebbe produrre una nuova fotografia del Paese con oltre un milione di «nuovi italiani», frutto della riforma della cittadinanza che il governo si appresta a varare. 550 mila minori figli di stranieri e 480 mila extracomunitari adulti beneficeranno del provvedimento che riduce da quindici a sei anni i tempi burocratici per la naturalizzazione e fissa il «diritto di suolo» (chi nasce in Italia è automaticamente italiano). Una svolta, invocata dal mondo cattolico (comunità di Sant’Egidio, ordini religiosi, congregazioni missionarie), che avrà una pluralità di effetti (dal numero di elettori alle pensioni).

    «Già oggi ci sono 130 mila anziani ogni 100 mila minori, entro il 2050 i morti saranno il doppio dei nati all’anno: il saldo positivo della popolazione dipende dagli stranieri», spiega il portavoce di Sant’Egidio Mario Marazziti, la cui proposta di legge è stata accolta dal governo. La maggiore età Finora i bambini che nascono in Italia, secondo la vecchia legge, devono aspettare la maggiore età. Chi arriva in Italia da piccolissimo non ha nessuna possibilità di diventare italiano, nemmeno quando va a scuola, e per gli adulti servono dieci anni ininterrotti di permanenza nel nostro Paese in maniera legale. In più, ci vogliono dai due ai tre anni prima di vedere riconosciuto questo diritto. In tutto una quindicina di anni. Adesso, invece, i tempi per chiedere la cittadinanza scenderanno a sei anni, come per il permesso di soggiorno permanente.

    «E’ una svolta “bipartisan”, resa possibile dall’Udc quanto dalla Margherita», rivela Marazziti. Il provvedimento, che rientra nell’agenda dei cento giorni dell’esecutivo, sancisce lo «ius soli» (i figli di stranieri nati in Italia sono italiani) e riguarda pure gli adulti immigrati. Chi vive e lavora in Italia, se ne farà richiesta, avrà in tempi più rapidi (un terzo dell’attesa rispetto a quanto accade finora) un posto da cittadino, poiché i requisiti per la naturalizzazione verranno estesi. «Dei due milioni e mezzo di regolari attuali, due milioni sono ex clandestini, cioè sono frutto delle varie ondate di regolarizzazioni a posteriori. Intanto - osserva Marazziti - gli imprenditori chiedono quote triple rispetto a quelle concesse finora e gli immigrati regolari versano più di un miliardo e 700 milioni di euro di tasse». In un Paese sempre più vecchio i «neo-italiani» aiuteranno, quindi, i conti previdenziali.

    «Negli ultimi 50 anni la durata della vita in Italia è aumentata quattro mesi all’anno. Come se ogni anno avesse sedici mesi: dodici da vivere subito e quattro per allungare la vecchiaia - precisa Marazziti - e ci sono già cinque vedove per ogni vedovo. Nel 2050 ci saranno 800 mila morti all’anno e 400 mila nati». Se le cose restassero come sono ora, rischieremmo oltre mezzo milione di persone in meno all’anno, con la popolazione «over 80 anni» che crescerà di 4 milioni e quella al di sotto che diminuirà di 20 milioni. «La vecchia legge sulla cittadinanza - puntualizza Marazziti - non immagina neppure che possano esistere numeri consistenti di immigrati sul nostro territorio. I bambini che nascono in Italia non sono cittadini e, per esempio, non possono uscire dai confini nazionali». A ciò si lega il problema scolastico.

    «Tra gli studenti stranieri il tasso di bocciature è del 27% contro il 15% dei bambini italiani - evidenzia Marazziti -, un minore extracomunitario su sette è in una condizione di precarietà, fragilità sociale e di carenza di interventi di accompagnamento e integrazione». L’interesse nazionale Adesso il governo riconosce come interesse nazionale prioritario poter contare su un’immigrazione regolare e stabile. «Solo una politica seria di regolarizzazione e di integrazione sociale aumenta la sicurezza, fornisce nuovi soldi, freschi, all’erario e riduce l’evasione fiscale, di datori di lavoro e immigrati - ribadisce Marazziti -. Inoltre così si riequilibra la previdenza, ringiovanisce la forza-lavoro e si rende più competitivo il Paese. I diritti di cittadinanza sono una grande conquista e una scelta intelligente». L’integrazione, però, non deve essere solo formale-legale, ma sostanziale-sociale. «Il boom economico degli Stati Uniti e nel resto del mondo si è sempre accompagnato con l’immigrazione. In Europa, chi saprà cogliere questa occasione si avvantaggerà sugli altri.

    L’Italia è partita tardi». La sfida è appunto trarre vantaggio dalla leva dei neo-italiani. Del resto, gli immigrati che ora diventeranno cittadini, conclude Marazziti, «sono più italiani di tanti che hanno messo in discussione l’unità territoriale del Paese, o che si divertono a prendere le distanze dai simboli nazionali, inclusa la lingua italiana».


    ma va a cagare

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  2. #2
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    Un milione di immigrati esulta

    L’Italia è partita tardi». La sfida è appunto trarre vantaggio dalla leva dei neo-italiani. Del resto, gli immigrati che ora diventeranno cittadini, conclude Marazziti, «sono più italiani di tanti che hanno messo in discussione l’unità territoriale del Paese, o che si divertono a prendere le distanze dai simboli nazionali, inclusa la lingua italiana».

    ma va a cagare

  3. #3
    naufrago
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    A me andrebbe bene dare l'itagghianità a loro e riconoscere a noi la cittadinanza PADANA.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    Un milione di immigrati esulta
    Arriva la cittadinanza italiana
    Ridotti da 15 a 6 anni i tempi burocratici. Chi nasce qui acquisisce la nazionalità
    29/5/2006
    Giacomo Galeazzi





    . L’integrazione, però, non deve essere solo formale-legale, ma sostanziale-sociale. «Il boom economico degli Stati Uniti e nel resto del mondo si è sempre accompagnato con l’immigrazione. In Europa, chi saprà cogliere questa occasione si avvantaggerà sugli altri. ........

    ..........L’Italia è partita tardi». La sfida è appunto trarre vantaggio dalla leva dei neo-italiani. Del resto, gli immigrati che ora diventeranno cittadini, conclude Marazziti, «sono più italiani di tanti che hanno messo in discussione l’unità territoriale del Paese, o che si divertono a prendere le distanze dai simboli nazionali, inclusa la lingua italiana».


    ma va a cagare
    State a vedere che ora faranno un esercito .....contro gli antiitagliani.

    Ma una domanda fatta centinaia di volte , E MAI AVUTO RISPOSTE : di che numeri ( milioni ) di persone può sopportare questo stramaledetto paese ?
    In pratica quanta popolazione può viverci senza ....pestarsi i calli ?
    Quale sarà il punto di rottura ? per cui torno al primo punto del post....

  5. #5
    Padania libera dai padioti
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    Cari conterranei , quì ci sono persone che sostengono che avere dei figli è un sacrificio , che alle donne fa male la pancia e si affaticano troppo per averne altri.

    Molte mamme padane incoraggiano il loro figli a fuggire dai lavori usuranti e sopratutto hanno creato un vuoto demografico spaventoso, perchè allevare i figli è faticoso e rovina la carriera

    Così in molte zone della Padania arrivano muratori rumeni molto volenterosi che si adattano a vivere duramente per alcuni anni e si conquistano un posto al sole, si sposano fanno figli e si fanno un culo della madonna per sbarcare il lunario.

    Oneto dice che non fare figli è giusto perchè ci consente di regolare il nostro numero in base alle risorse disponibili.Infatti così il numero rimane comunque elevato ma in cambio di nuovi padani abbiamo diverse migliaia di bingo-bongo da sfamare e da affidare alle cure dei secondini.

    Non ci si può sempre lamentare senza fare qualcosa per la propria sopravvivenza che non sia lo sterile piagnucolare da femminucce

  6. #6
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da LosVonRom
    Non ci si può sempre lamentare senza fare qualcosa per la propria sopravvivenza che non sia lo sterile piagnucolare da femminucce

    Illuminaci genio...tu cosa faresti???

  7. #7
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da LosVonRom
    Cari conterranei , quì ci sono persone che sostengono che avere dei figli è un sacrificio , che alle donne fa male la pancia e si affaticano troppo per averne altri.

    Molte mamme padane incoraggiano il loro figli a fuggire dai lavori usuranti e sopratutto hanno creato un vuoto demografico spaventoso, perchè allevare i figli è faticoso e rovina la carriera

    Così in molte zone della Padania arrivano muratori rumeni molto volenterosi che si adattano a vivere duramente per alcuni anni e si conquistano un posto al sole, si sposano fanno figli e si fanno un culo della madonna per sbarcare il lunario.

    Oneto dice che non fare figli è giusto perchè ci consente di regolare il nostro numero in base alle risorse disponibili.Infatti così il numero rimane comunque elevato ma in cambio di nuovi padani abbiamo diverse migliaia di bingo-bongo da sfamare e da affidare alle cure dei secondini.

    Non ci si può sempre lamentare senza fare qualcosa per la propria sopravvivenza che non sia lo sterile piagnucolare da femminucce
    La risposta quale sarebbe? Quella di sfornare marmocchi a iosa tipo zingari, indipendentemente dal fatto che si abbia la possibilità di dare loro il tenore di vita che abbiamo? Qualcuno pensa ancora ai figli come "proletariato", forza lavoro, qualcun altro li vede come il proprio futuro e vorrebbe per loro il meglio o almeno quello che si ha avuto per sè. Oneto ha perfettamente ragione, basterebbe evitare di farci invadere.

  8. #8
    Padania libera dai padioti
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77
    La risposta quale sarebbe? Quella di sfornare marmocchi a iosa tipo zingari, indipendentemente dal fatto che si abbia la possibilità di dare loro il tenore di vita che abbiamo? Qualcuno pensa ancora ai figli come "proletariato", forza lavoro, qualcun altro li vede come il proprio futuro e vorrebbe per loro il meglio o almeno quello che si ha avuto per sè. Oneto ha perfettamente ragione, basterebbe evitare di farci invadere.
    La denatalità è il primo sintomo di una società decadente.

    Quindi a sentire voi la cosa più importante è che i figli abbiano 3 cellulari a testa , motorino, cinema e locali tutte le sere , bei vestiti e scarpe alla moda.

    I figli si possono mantenere senza problemi.Il vero divertimento e le cose davvero utili costan molto poco.

    Circondarsi di scemenze costa molto e sopratutto fa male alla testa.

    Non dico di sfornare , ma quando vedo decine di famiglie padiote senza figli mi pongo qualche domanda.

    Comuqnue una soluzione c'è.Alziamo un bel muro e spariamo ad alzo zero contro chiunque tenta di entrare e azzeriamo le quote di ingresso.

    Poi a fare i badanti ci andate voi.Perchè io di badanti padane proprio non ne vedo e non vedo nemmeno schiere di giovani padani pagare le pensioni dei loro vecchi genitori, impegnati a passare spensierate vacanze ai tropici.

  9. #9
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da LosVonRom
    La denatalità è il primo sintomo di una società decadente.

    Quindi a sentire voi la cosa più importante è che i figli abbiano 3 cellulari a testa , motorino, cinema e locali tutte le sere , bei vestiti e scarpe alla moda.

    I figli si possono mantenere senza problemi.Il vero divertimento e le cose davvero utili costan molto poco.

    Circondarsi di scemenze costa molto e sopratutto fa male alla testa.

    Non dico di sfornare , ma quando vedo decine di famiglie padiote senza figli mi pongo qualche domanda.

    Comuqnue una soluzione c'è.Alziamo un bel muro e spariamo ad alzo zero contro chiunque tenta di entrare e azzeriamo le quote di ingresso.

    Poi a fare i badanti ci andate voi.Perchè io di badanti padane proprio non ne vedo e non vedo nemmeno schiere di giovani padani pagare le pensioni dei loro vecchi genitori, impegnati a passare spensierate vacanze ai tropici.
    Allora, le pensioni si posso mantenere tranquillamente TOGLIENDO dalle spese dell'inps le pensioni di invalidità (spesso false e comunque condensate in una zona) e tutti gli altri sprechi statalisti che vengono pagati a gente che non ha mai lavorato. A conti fatti, uno in pensione si riprende meno di quello che ha versato per almeno 35 anni, quindi i soldi ci sarebbero.

    Poi, sul discorso della badanti non fare confusione. Io ho sempre sostenuto che non servono centinaia di migliaia di stranieri, non ho mai detto che non possa entrare qualche migliaia di persone che abbiano però un cultura simile alla nostra (per intenderci, ok i peruviani, gli ecuadoregni, no agli albanesi, marocchini e tunisini, rumeni e slavi).

    Tu pensala come vuoi, secondo me non si può pensare ai figli come ad una cosa del tipo "sforna e tanto campano in qualche modo"... soprattutto se viviamo in una Padania invasa da chi vive diversamente da noi.

  10. #10
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    Va beh.Ci estingueremo.

    Con buona pace di Oneto

    All' identità etnico linguistica e culturale della Padania tanto ci penseranno i Peruviani così simili a noi

    Mah.

 

 
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